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Aperto un tavolo di confronto con ANEC per salvaguardare il cinema nel Lazio

Un percorso di due settimane per delineare le strategie di azione per il comparto cinematografico nel Lazio. Il presidente ANEC Mario Lorini: “Disponibili al dialogo e una mappatura delle sale per un rilancio efficace”

Tempo di lettura: 3 minuti

Un percorso di due settimane per delineare le strategie di azione per il comparto cinematografico nel Lazio. Questo l’obiettivo tracciato ieri dal presidente della Regione, Francesco Rocca, che ha incontrato i rappresentanti di ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali) per discutere della crisi del settore e delle possibili soluzioni. Sul tavolo, il tema del cambio di destinazione d’uso delle sale chiuse o dismesse, una questione cruciale per il futuro del cinema nella regione. 

L’incontro di martedì pomeriggio si è concluso con l’impegno a un aggiornamento tra due settimane, per arrivare a un testo condiviso che possa rilanciare il settore e porre fine al degrado che affligge molte sale.

A rappresentare il comparto degli esercenti cinematografici sono stati il presidente dell’ANEC Mario Lorini, insieme al direttore Generale Simone Gialdini e da Leandro Pesci, in rappresentanza degli esercenti della regione.

«L’incontro si è svolto in un clima di collaborazione e di disponibilità al confronto. Esprimiamo profondo apprezzamento per l’attenzione rivolta da parte delle istituzioni nei confronti dell’intera filiera del cinema e dell’audiovisivo per cercare di delineare un percorso che, chiaramente, va messo a terra in modo preciso» sottolinea Mario Lorini a margine della riunione.

Il tavolo era stato convocato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca a seguito della lettera aperta, scritta da alcuni artisti e produttori, in merito all’approvazione di un emendamento alla legge «Semplificazioni e misure incentivanti il governo del territorio», di iniziativa della Giunta del Lazio. La modifica al testo prevede che “dopo il decimo anno dalla data di chiusura” siano “consentiti interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione e cambi di destinazione d’uso finalizzati alla completa riconversione funzionale”, facendo così cadere i vincoli di riconversione commerciale (finora 70% per la sala cinematografica e 30% per la parte commerciale). 

«La Regione ha illustrato una serie di dispositivi di semplificazione in materia urbanistica che sta adottando e che riguardano anche altri settori. Quello che abbiamo chiesto, come rappresentanti del comparto, è di integrare questo percorso con le richieste dell’esercizio» spiega il presidente Lorini. «C’è un percorso di ripresa, di ritorno alla frequentazione della sala cinematografica che sta riportando il nostro mercato ai livelli pre-pandemici, seppur con qualche criticità. Dobbiamo approfittare di questo lavoro comune che le industrie stanno facendo da molto tempo».

In questa direzione si inserisce la disponibilità espressa dall’ANEC al dialogo e alla collaborazione per trovare una soluzione condivisa. «La nostra priorità è quella di salvaguardare le sale esistenti ancora in attività. A questa si è affiancata una nostra proposta: tracciare una mappatura delle strutture sul territorio, in modo tale da avere un quadro completo delle realtà presenti e decidere di conseguenza come agire, tenendo conto della specificità delle strutture e del territorio in cui sono inserite».

L’obiettivo, ha concluso il presidente Lorini, è quello di creare le condizioni migliori per aumentare l’offerta nei quartieri e nei municipi che al momento sono sprovviste di un’offerta cinematografica. «Il pubblico ha bisogno di trovare nel proprio territorio dei luoghi di aggregazione, che contribuiscono alla crescita e alla vivibilità dei quartieri e dei territori in cui si trovano».

«Non c’era da parte nostra una volontà di penalizzare le sale o favorirne la chiusura. Continueranno gli incontri nei prossimi giorni con altri rappresentanti del cinema ed entro 15 giorni vorremmo arrivare a un testo condiviso che consenta il rilancio del settore e la fine del degrado – ha spiegato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca a margine dell’incontro di martedì -. L’interlocuzione è fatta su chi investe le proprie risorse e sono loro che dobbiamo ascoltare: chi gestisce le sale cinema, fa produzione cinematografica e deve affrontare il sistema della distribuzione. Quindi le norme devono fare sintesi. Ci siamo aggiornati fra 15 giorni dopo che avremo ascoltato i 100 autori e altri addetti ai lavori».

Mario Lorini, presidente ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema
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