Si è svolta a Roma la conferenza stampa con cui AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) e AIDAF (Associazione Italiana Danza Attività di Formazione) hanno presentato il video di sensibilizzazione della campagna nazionale “Danzare per la Vita – la formazione dei giovani attraverso la danza: un modello contro la violenza sulle donne”, realizzato da Valentina Rubini.
L’iniziativa, avviata da AIDAF lo scorso 29 aprile presso la sede del Ministero della Cultura, ha già visto la pubblicazione del Manifesto della danza italiana contro la violenza sulle donne, sottoscritto dagli associati.
Con il lancio del nuovo video, la campagna compie un ulteriore passo avanti: lo spot verrà diffuso in tutte le scuole di danza italiane per promuovere una cultura del rispetto, della consapevolezza e della non violenza attraverso il linguaggio universale del movimento.
Volto del progetto è Kledi Kadiu, danzatore, coreografo e direttore artistico, che ha scelto di esprimere il proprio messaggio contro la violenza sulle donne proprio attraverso la danza. “Sono profondamente onorato di far parte di questa iniziativa – ha dichiarato –. La danza è la mia forma più autentica di comunicazione: ogni gesto racconta una storia, ogni movimento può diventare un messaggio di rispetto, libertà e dignità”.
La danza come linguaggio educativo
Nel corso dell’incontro, la presidente di AIDAF Amalia Salzano ha sottolineato il ruolo educativo delle scuole di danza: “Con Danzare per la Vita vogliamo mettere al centro la funzione formativa delle nostre scuole. Portiamo strumenti concreti a chi ogni giorno educa bambine, bambini, ragazze e ragazzi, perché la pratica artistica diventi anche esercizio di cittadinanza e libertà. La forza della campagna – ha aggiunto – sta nella responsabilità condivisa di dirigenti, insegnanti e danzatori che scelgono di essere presìdi culturali e sociali contro ogni forma di violenza”.
Oltre a Salzano e Kadiu, sono intervenuti anche il presidente di Federvivo Marco Parri, il consigliere per la danza del Ministero della Cultura, Mvula Alessandro Sungani e il Segretario Generale dell’AGIS Domenico Barbuto. Durante la conferenza la presidente Salzano ha letto anche l’intervento dell’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.
Il progetto rientra nelle celebrazioni per gli ottant’anni di AGIS, realizzate con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE, in collaborazione con l’Università IULM e con il patrocinio della Rai.
Le parole di Kledi Kadiu
Nel corso dell’incontro, Kledi Kadiu ha approfondito il significato del suo coinvolgimento nel progetto e il valore educativo della danza.
“Ho aderito con entusiasmo a questa iniziativa perché credo profondamente nel potere comunicativo della danza”, ha spiegato Kadiu. “È una disciplina capace di trasmettere valori positivi e armoniosi. Attraverso il movimento possiamo parlare un linguaggio universale, che arriva a tutti e insegna il rispetto”.
Da insegnante e coreografo, Kadiu sottolinea anche la dimensione umana del rapporto con gli allievi:
“Nel lavoro quotidiano con i ragazzi si condividono pensieri, emozioni, esperienze. Il corpo diventa uno strumento di espressione autentica, e la danza aiuta a diffondere messaggi positivi che contribuiscono alla crescita personale e civile”.
Riflettendo infine sul ruolo educativo della comunità della danza, Kadiu pone l’accento sull’importanza della continuità:
“La divulgazione è fondamentale. Serve un impegno costante, che parta dall’educazione familiare. Come padre, sento la responsabilità di trasmettere il rispetto fin dall’infanzia: è da lì che nascono i valori che ci accompagnano per tutta la vita”.





























