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Franco Oss Noser, presidente dell'AGIS Triveneta - Foto via Facebook da AGIS Tre Venezia

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La proposta di AGIS Triveneta: “lavorare per costruire un nuovo pensiero rispetto al ruolo dello spettacolo”

Franco Oss Noser, presidente dell’AGIS Triveneta, illustra le azioni intraprese dall’Unione negli ultimi anni nella tutela delle sale cinematografiche, nel riconoscimento dello spettacolo viaggiante e nella promozione di una politica culturale strutturata.

Tempo di lettura: 3 minuti

Operante nel vasto territorio del Nord-est italiano, dall’ambito regionale del Friuli-Venezia Giulia fino alle Province autonome di Trento e Bolzano, l’Unione interregionale AGIS Triveneta svolge un ruolo di coordinamento e rappresentanza per un insieme diversificato di settori dello spettacolo. L’organizzazione include imprese di spettacolo dal vivo, sale cinematografiche e operatori dello spettacolo viaggiante. Il Presidente Franco Oss Noser illustra in questa sede le caratteristiche e le dinamiche di questa articolata unione.

“L’Unione Triveneta non è solamente molto estesa dal punto di vista geografico, ma raccoglie al suo interno realtà estremamente composite tra loro” spiega Oss Noser. “Contiamo circa 100 imprese associate, pubbliche e private, dello spettacolo dal vivo; 70 strutture cinematografiche per un totale di 157 schermi e 62 realtà che operano nello spettacolo viaggiante. Una platea ampia, unita da esigenze analoghe ma declinate ognuna in maniera diversa”.

Come vengono concertate queste istanze?

Attualmente lo spettacolo viene disciplinato attraverso quattro testi normativi. Due leggi regionali e due leggi provinciali. La Regione Veneto fa riferimento alla Legge regionale 17/2019 in materia di attività culturali e dello spettacolo, mentre in Friuli-Venezia Giulia è in vigore la Legge regionale 16/2014 per le attività culturali. La Provincia autonoma di Bolzano è disciplinata dalla Legge provinciale 9/2015, quella di Trento dalla Legge 15/2007.

Quale sono state le azioni su cui l’Unione si è concentrata negli ultimi anni?

Ci sono due interventi su cui abbiamo lavorato molto: la creazione di un Fondo Unico Provinciale per lo Spettacolo in Trentino e la promulgazione della legge regionale del Veneto n.17 del 2019, in cui l’AGIS ha avuto un ruolo fondamentale per la sua stesura. Una legge che permette alla Regione Veneto di accentrare la programmazione delle attività di spettacolo e che inserisce questo settore nella programmazione generale delle attività che la Regione è tenuta a gestire.

Tra gli obiettivi nella sua riconferma alla guida dell’Unione nel 2022 c’era anche quello di adottare il criterio della programmazione e della triennalità per la legge regionale del Veneto. Come si sta procedendo?

Abbiamo insistito per elaborare una programmazione triennale dello spettacolo, che poi si declina in piani annuali in attività culturali e dello spettacolo del Veneto. Uno strumento di governo molto importante, che non viene sfruttato come potrebbe. Il nostro obiettivo è di arrivare a una piena attuazione della Legge n.17, sottolineando l’importanza di una politica culturale ben strutturata, che vada a vantaggio della Regione e di tutte le realtà di spettacolo che operano nel territorio.

La necessità di delineare una politica culturale più strutturale è una questione solo della Regione Veneto? 

Il tema della politica culturale è un tema trasversale, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale. Bisogna pensare a un sistema che si occupi di tutto il comparto nel suo insieme, dalla tutela delle sale di spettacolo, rimaste oggi l’ultimo vero approdo di aggregazione collettiva e di inclusione sociale, oltreché di sviluppo culturale, fino alla formazione per il personale tecnico-amministrativo che opera nel settore, perché spesso queste realtà fino fatica ad adattarsi ai nuovi modelli di sviluppo.

Negli ultimi mesi in diverse aree del Paese è diventato centrale il tema della salvaguardia e della tutela delle sale di spettacolo. Qual è la situazione nel Triveneto?

In Friuli-Venezia Giulia ci sono stati due episodi che ci hanno coinvolto nel salvaguardare due sale cinematografiche: il Kinemax di Gorizia e il Cinema Centrale di Udine, che rischiavano di chiudere. Grazie a un’azione congiunta tra l’AGIS e l’amministrazione regionale siamo riusciti ad acquisire la gestione delle strutture, portando avanti le attività di spettacolo e in alcuni casi operando anche delle azioni importanti di ammodernamento e di potenziamento delle sale. Non siamo riusciti a ottenere lo stesso risultato con il Cinema Roma di Trento, ma anche lì l’Unione ha tentato in tutti i modi di tutelare e preservare la sala.

Un’attenzione importante è stata riservata anche allo spettacolo popolare e viaggiante.

Come Unione siamo impegnati in Veneto perché venga approvata, prima della fine della corrente legislatura, un nuovo disegno di legge per il riconoscimento dello spettacolo viaggiante. Un provvedimento normativo che porterebbe al settore una maggiore valorizzazione e tutela da parte della Regione, attraverso nuovi sostegni e a una più attenta programmazione volta a sostenere gli impresari delle attività di spettacolo popolare.

Qual è la sfida più grande che gli operatori dello spettacolo sono costretti a fronteggiare in questo momento?

Bisogna lavorare per costruire il pensiero nuovo rispetto al ruolo dello spettacolo. Dobbiamo abituarci a profilare le nuove esigenze del pubblico, a ridefinire i nostri programmi e il nostro approccio, ma è fondamentale anche ribadire quanto lo spettacolo sia non solo un momento di intrattenimento e di tempo libero, ma anche un settore che produce di riflesso un risultato, dal punto di vista sociale, economico e culturale molto più ampio di quanto non si pensi.

Il 2025 vede anche l’appuntamento di Gorizia Capitale europea della cultura. Quali azioni si stanno intraprendendo?

Su Gorizia abbiamo riscontrato da subito un forte impegno e partecipazione, sia da parte di tutti i nostri associati nella Provincia sia dalla stessa Regione. Sono stati già attivati molteplici percorsi da parte degli esercenti cinematografici e delle imprese di spettacolo dal vivo. In questo contesto noi come AGIS svolgiamo un ruolo più di controllo e di assistenza nel dialogo con le amministrazioni pubbliche e coordinando i numerosi progetti proposti.

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