Connect with us

Cosa stai cercando?

Cinema

“Leggere il Cinema, Leggere il Mondo”: il progetto di ACEC coinvolge oltre 30mila studenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Sono sempre di più i giovani che vanno al cinema, così come sono sempre di più gli istituti scolastici che integrano nei propri programmi l’educazione al linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione.

È il quadro che ha restituito il progetto Leggere il cinema, leggere il mondo di ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) sostenuto dal bando CIPS – Cinema e Immagini Per la Scuola – Progetti di rilevanzanazionale 2023 promosso dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito – Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali.

Un’iniziativa che ha coinvolto 40 Sale della Comunità di 10 regioni, 94 complessi scolastici per un totale di più di 30.000 studenti su tutto il territorio, articolata su quattro fronti principali: la didattizzazione dell’audiovisivo, la restituzione della centralità alla sala cinematografica, il contrasto all’analfabetismo visivo e la formazione dei docenti all’uso del cinema come strumento didattico. A integrare queste azioni, sono state proposte alle scuole proiezioni in sala, condotte da esperti, arricchite da schede didattiche e, per i docenti, corsi online specifici sull’audiovisivo.

“Nel 2023 il 77% degli intervistati dichiarava di essere stato almeno una volta al cinema. Nel 2025 il dato è cresciuto in maniera positiva arrivando all’86%” spiega Michele Casula di Ergo Research, illustrando i risultati del monitoraggio del progetto che, rispetto all’edizione del 2023, registra una tendenza di crescita dei dati.

A colpire maggiormente gli studenti è stata la possibilità di vedere film che altrimenti non avrebbero scelto, ma che hanno apprezzato (dichiara il 40% degli intervistati, la maggior parte di essi concentrati sulla fascia 10-12 anni). Il 48% ha detto di avere approfondito con la visione temi che ritiene importanti come il contrasto al bullismo, la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, l’amicizia e di avere compreso meglio il significato dei film proposti grazie alla guida dei formatori ministeriali e al successivo lavoro in classe.

“Il linguaggio audiovisivo è lo strumento con cui i ragazzi conoscono il mondo” precisa Mariagrazia Fanchi, Direttrice di ALMED e responsabile scientifica di progetto, sottolineando un dato fondamentale: i minori di 19 anni impiegano la metà del loro tempo consumando contenuti audiovisivi, nelle forme più ibride. “Attraverso esso – continua Fanchi – sviluppano le relazioni affettive e il modo in cui si definiscono come persone. A questa centralità dell’audiovisivo nella loro vita non corrispondono però altrettante competenze che portino a un uso critico di questi strumenti”.

L’obiettivo è conseguenziale: promuovere un’educazione sull’utilizzo sempre più consapevole dei linguaggi e delle piattaforme su cui questi contenuti viaggiano. “Invito la scuola a non inseguire l’iperstimolazione” ha dichiarato Alberto Pellai, medico psicoterapeuta, sottolineando l’allarmante diffusione di contenuti “usa e getta” legati esclusivamente alla stimolazione istantanea e non a una riflessione lenta e profonda. “La scuola può invece usare il potere evocativo della narrazione per immagini, non quello stimolante”. Questo si fa proponendo opere ambiziose, diverse da quelle che normalmente fruirebbero gli studenti. “L’esperienza di visione diventa anche memoria. Un buon film è un qualcosa che lavora a lungo termine: stimola connessioni, si colloca nella mente dello spettatore, generando significati profondi”.

Anche il regista Enzo D’Alò ha ribadito l’importanza che il progetto si espanda sempre di più coinvolgendo l’intera filiera cinematografica: “Occorre avere una struttura italiana di produzione dei contenuti per l’infanzia e l’adolescenza. Serve pensare un sistema che promuova i film e che abbia una visione lunga sulla cinematografia per le nuove generazioni che sia accettata e sia considerata più di semplici “film per bambini”. Servono opere che abbiano il rispetto e l’appeal dei film americani. Bisogna sostenere il cinema perché è un servizio culturale,formativo e di cittadinanza. E per fare questo non basta portare gli studenti in sala, bisogna anche rafforzare la produzione”.

A chiusura, Don Gianluca Bernardini, Presidente ACEC – SdC ha ribadito che, nonostante il successo del progetto CIPS, le sfide per il cinema italiano sono ancora molte, sottolineando l’unità dell’Associazione nel perseguimento dell’obiettivo. 

Scritto da

Potrebbe interessarti

Cinema

Come si costruisce oggi un pubblico per il cinema d’essai? Quale ruolo possono avere le sale nel nuovo scenario audiovisivo? E come può la...

Cinema

Dal 21 al 24 settembre il biglietto per tutti i film in programmazione nelle sale italiane costerà 3,50 euro. Prende il via la nona edizione di...

Uncategorized

È Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto il vincitore del Leoncino d’Oro della 83ª Mostra Internazionale d’Arte...

Cinema

La riforma della disciplina del cinema e dell’audiovisivo, che interviene sull’assetto definito dalla legge 220 del 2016, è stata approvata in prima lettura dalla...

Copyright © 2022 Le foto presenti su Notizie di Spettacolo sono state in larga parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. L'editore è a disposizione per la eventuale rimozione di foto coperte da copyright. Il periodico on line “Notizie di Spettacolo” è stato registrato presso il registro dell'Ufficio Stampa con il numero 66/2022 con firma del decreto del Presidente di Sezione del 10 maggio 2022.