Le prime indiscrezioni sulla nuova legge finanziaria diffusa dal Governo fanno discutere anche il mondo dello spettacolo. Tra i provvedimenti annunciati, un drastico taglio al Fondo Cinema e Audiovisivo, il principale strumento di sostegno pubblico al settore.
A denunciare con forza l’insostenibilità della misura sono le principali associazioni di categoria – ANEC, ACEC e FICE – che, attraverso un comunicato congiunto, chiedono il ripristino immediato del Fondo e lanciano un appello al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento affinché gli stanziamenti complessivi per il cinema restino invariati.
Secondo quanto emerso, la manovra finanziaria ipotizzerebbe una riduzione di 190 milioni di euro per il 2026, con un taglio che salirebbe a 240 milioni di euro a partire dal 2027.
L’intervento sui fondi alla cultura rientrerebbe in un più ampio piano di razionalizzazione della spesa pubblica, volto a contenere il deficit e finanziare nuove misure sociali e fiscali.
Le organizzazioni sottolineano che la riduzione delle risorse pubbliche “mette in serio pericolo tutto il settore, dalla produzione alla distribuzione, fino agli esercenti e ai lavoratori delle sale cinematografiche”. In particolare, verrebbe colpita la rete dei cinema italiani, che rappresenta uno degli ultimi presidi culturali e sociali del territorio.
Negli ultimi anni il Fondo Cinema ha sostenuto la ripresa del mercato post-pandemia e favorito la riapertura delle sale, con risultati incoraggianti sia in termini di pubblico che di nuove produzioni. “Come è stato possibile che dopo anni di azioni, progetti, di iniziative promozionali in un percorso convinto e strutturato per la ripresa del mercato cinematografico, sia maturato un provvedimento del genere ? Perché non c’è stato un confronto preventivo, aperto e condiviso per valutare aspetti e misure in un’ottica di revisione e miglioramento delle misure in atto? Non è ammissibile interrompere il percorso virtuoso intrapreso“, scrivono ANEC, ACEC e FICE, che chiedono “l’apertura urgente di un tavolo di confronto con le istituzioni” per individuare soluzioni condivise.
L’allarme non riguarda solo l’esercizio cinematografico. Anche l’ANICA ha espresso preoccupazione, evidenziando il rischio per decine di migliaia di posti di lavoro. Secondo il Presidente di ANICA, Alessandro Usai, ogni euro investito in audiovisivo genera un importante indotto economico, e l’intervento sul Tax Credit, anch’esso oggetto di revisione in manovra, rischia di bloccare l’intero settore.
Le Associazioni auspicano che si apra quanto prima un tavolo di confronto con le Istituzioni, convinte che solo attraverso un dialogo costruttivo sarà possibile individuare soluzioni che garantiscano la continuità e la crescita del settore cinematografico, a beneficio dell’intera comunità.





























