Il 2025 conferma la tenuta del mercato cinematografico italiano e consolida un trend che, dopo gli anni più difficili della pandemia, sembra finalmente essersi stabilizzato. Con 496,5 milioni di euro d’incasso e 68,3 milioni di biglietti venduti, il box office registra – secondo i dati CINETEL presentati stamane a Roma durante la conferenza stampa che si è svolta al The Space Cinema Moderno – un risultato pressoché identico ai due anni precedenti (+0,5% sugli incassi 2024; -2% presenze) e indicativo di un settore che resiste e riprende consistenza. Questo grazie soprattutto alla spinta del cinema di produzione nazionale che con i suoi 162,4 milioni di euro raccolti e i 22,7 milioni di spettatori (pari al 32,7% degli incassi e al 33,3% delle presenze), rappresenta il migliore trend dal 2016 ad oggi.
“La produzione italiana ha raggiunto risultati tra i più alti degli ultimi anni, superando i livelli pre-pandemici – ha commentato la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni –. Un dato significativo, costruito nel corso dell’anno e poi consolidato dal film di Checco Zalone perché già prima sia delle uscite natalizie che di questo titolo, il cinema italiano aveva raggiunto il 29% della quota di mercato”.
Indubbiamente era ben noto a tutti che il film di Gennaro Nunziante “Buen Camino” sarebbe stato il fenomeno dell’anno testimoniato, in neanche due settimane, dagli incassi (59 milioni di euro) e dall’affezione del pubblico (oltre 7 milioni di ingressi). In sintesi cronaca di un successo annunciato di un titolo che avrebbe guidato la classifica generale e nazionale. “Le sale – ha evidenziato la Borgonzoni – si confermano presidi culturali fondamentali, come dimostra la risposta del pubblico”. Da qui l’uso strategico di altre leve utili a confermare la domanda di cinema in sala da parte del pubblico in particolar modo durante l’estate (considerata storicamente la più debole per programmazione e presenze) come le iniziative promozionali e di comunicazione Cinema Revolution e Cinema in Festa che hanno fatto registrare un 12,1% in più d’incassi e uno 0,8% in più di presenzerispetto alla media del triennio 2017-2019.
“Le sale cinematografiche restano centrali – ha affermato nel suo intervento il Presidente ANEC, Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Mario Lorini – e acquisiscono maggior valore per l’industria, perché dimostrano come, con una offerta in grado di catalizzare l’attenzione generale del pubblico, possano accogliere in poco più di dieci giorni oltre sette milioni di spettatori. Per questo le opere annunciate in arrivo e l’ottima partenza dei primi giorni del 2026 ci spingono a pensare che questa annata abbia le potenzialità giuste per esprimere il vero valore del nostro mercato e per portarci molto più vicino ai numeri del periodo pre-pandemico.”
A fare la differenza su uno scenario che vede il mercato cinematografico complessivamente stabile, ma ancora in attesa di oltrepassare la soglia del pre-Covid sono le dinamiche diverse. “Da un lato – ha puntualizzato Alessandro Usai, Presidente ANICA, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali – c’è la crescita del prodotto italiano rispetto al 2024 che conferma la sua forza anche senza considerare l’exploit di Buen Camino in quanto ci sono ben quattro titoli italiani presenti nella top ten nazionale (contro un titolo in Francia e due in Germania). Inoltre l’Italia è l’unico Paese europeo dove il prodotto nazionale nell’anno appena concluso ha superato per incassi e presenze la media del periodo 2017-2019 (+33% incassi, +18% biglietti). Dall’altro si delinea un calo significativo soprattutto del prodotto statunitense con 27,3 milioni di spettatori in meno rispetto al triennio 2017-2019. Per cui per ritornare ai livelli pre-pandemia è necessario colmare proprio questo gap di offerta internazionale”.
Difatti sempre in calo, secondo i primi dati forniti dal CNC e da Comscore, in pole position (in Europa) abbiamo il mercato francese con una flessione del 13,6% di presenze in meno rispetto al 2024 e quello spagnolo con quota -5%, mentre resta stabile il mercato britannico (+0,9%) e in lieve crescita quello tedesco (+7,3%).
Altro cambiamento che si è registrato nel 2025 appena trascorso, secondo i dati di CinExpert, è da una parte l’aumento numerico del pubblico più adulto (60+ anni; +26% rispetto al 2024; il primo importante incremento dalla pandemia) e dall’altra la crescita della fascia 15-24 anni che si è rivelata essere la più importante in termini di biglietti venduti (22% del totale).
“Ritrovare finalmente in sala anche quelle fasce di pubblico che negli ultimi anni ci mancavano – ha sostenuto Paolo Orlando, Presidente dell’Unione Editori e Distributori Cinematografici di ANICA, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali – è stato possibile grazie alla continuità del lavoro di squadra della nostra filiera e ai tanti risultati che durante l’intero anno hanno fatto da traino alla proposta cinematografica in sala, sopperendo all’assenza di blockbuster americani con continuità e gioco di squadra. Ma solo mantenendo attivo il dialogo con tutti gli attori della filiera siamo fortemente motivati a far meglio, con un’offerta internazionale e nazionale che si annuncia straordinaria”.
Se è pur vero, e ben evidente dai dati CINETEL presentati oggi, che il 2025 non passerà alla storia come l’anno del rimbalzo definitivo del cinema italiano, è anche vero che è sicuramente l’anno che ha consolidato il recupero della sala e della diversificazione del suo pubblico grazie a un’industria che sta tornando a riconquistare il proprio pubblico, mattone dopo mattone, sala dopo sala.
Classifica degli incassi 2025 (dati CINETEL)
Primo incasso assoluto: “Buen Camino” di Gennaro Nunziante (€ 36 milioni; 4.4 milioni di presenze) seguito da “Lilo & Stitch” (€ 22.3mln; 3.1mln di presenze), “Follemente” (€ 17.9mln; 2.4mln di presenze), “Avatar: fuoco e cenere” (€ 17.3mln; 1.8mln di presenze) e “Zootropolis 2” (€ 16.6mln; 2.1mln di presenze).
Primo incasso di produzione nazionale: “Buen Camino” seguito da “Follemente”, “Diamanti” (€ 9.8mln; 1.3mln di presenze), “Io sono la fine del mondo” (€ 9.7mln; 1.2mln di presenze) e “Oi vita mia” (€ 8.5mln; 1.1 mln di presenze).





























