Un rinnovamento organizzativo che guarda al futuro attraverso un nuovo Statuto, capace di raccogliere e aggiornare il percorso di una lunga storia associativa. L’Unione Interregionale AGIS Piemonte e Valle d’Aosta ridefinisce il proprio assetto per rispondere alle complessità di un comparto in continua evoluzione, puntando su una rappresentatività più equilibrata e su un dialogo costante tra le diverse anime dello spettacolo.
Così nell’assemblea generale di martedì 7 luglio, l’Unione interregionale AGIS ha approvato il nuovo Statuto e ha ufficializzato l’ingresso nella compagine associativa di una neonata realtà: l’Associazione dello Spettacolo dal Vivo Piemonte Valle d’Aosta.
Il nuovo soggetto riunisce in forma strutturata i professionisti di prosa, danza, circo e festival, già attivi nel coordinamento informale TE.DA.P.
Con questa integrazione, l’AGIS territoriale completa la sua struttura di “Casa delle Associazioni” dello spettacolo, arrivando a rappresentare 261 imprese culturali e creative, a cui si affiancano gli esercenti cinematografici e delle sale di comunità aderenti ad Anec e Acec, così come gli impresari dello spettacolo viaggiante.
Per garantire un funzionamento interno più armonico, come ha spiegato il presidente dell’Unione, Gimmi Basilotta, il nuovo testo statutario ha scelto di superare il cosiddetto principio “censuario”.
“Si promuove una nuova AGIS dove la compartecipazione delle Associazioni che la compongono sono il vero punto di forza in un’ottica di dialogo costante garantito dal principio di democrazia interna” spiega Basilotta, coronando l’obiettivo prefissato nel suo mandato di presidenza.
La riforma prevede infatti che l’azionista di maggioranza non detenga più la maggioranza assoluta dei voti, fermandosi a una soglia massima del 50%. Un accorgimento tecnico che ha un chiaro obiettivo: fare in modo che “nessuno decida per altri”, valorizzando l’associazione come autentico luogo di incontro e di co-working.
All’appuntamento ha preso parte un nutrito parterre istituzionale, con le assessore alla Cultura di Regione e Comune, Marina Chiarelli e Rosanna Purchia, il direttore della Fondazione per la Cultura Alessandro Isaia e il direttore della candidatura “Torino 2033”, Agostino Riitano.
A sottolineare la rilevanza della riorganizzazione piemontese è stata anche la presenza del presidente nazionale dell’AGIS, Francesco Giambrone, che ha accolto favorevolmente il percorso avviato dall’Unione interregionale. Nel definire le Unioni regionali “presidi di territorio e di comunità”, ha evidenziato come il valore dell’AGIS risieda proprio nella capacità di far dialogare mondi diversi.
“L’appuntamento di oggi a Torino prosegue il percorso di AGIS per rafforzare il dialogo e l’azione comune con i territori che compongono una parte fondamentale della struttura della nostra Associazione, dando continuità al confronto già avviato con le altre delegazioni. Le Unioni regionali sono infatti veri e propri presidi di territorio e di comunità. Dalle sale cinematografiche allo spettacolo dal vivo, condividiamo la stessa visione, gli stessi obiettivi politici e culturali e la responsabilità di tutelare il lavoro di migliaia di professionisti. Per questo motivo, l’AGIS esprime il proprio pieno apprezzamento per il progetto di riforma interna che l’Unione interregionale sta portando avanti con l’approvazione di uno statuto dai forti tratti innovativi. Guardiamo inoltre con molto entusiasmo alla sfida di Torino Capitale Europea della Cultura: un traguardo di cambiamento e rigenerazione per un territorio straordinariamente ricco, che dobbiamo intendere non solo come un’opportunità per la Città di Torino, ma come una vera e propria sfida di sistema per l’intero Paese“.
Il presidente Giambrone ha, inoltre, sottolineato l’importanza della coesione associativa nella sua totalità anche a fronte delle prossime sfide che attendono il comparto dello spettacolo dal vivo: il percorso di definizione del Codice dello Spettacolo, strumento indispensabile e atteso da molto tempo, i nuovi parametri di finanziamento del FNSV e il rinnovo del CCNL per i comparti dello spettacolo dal vivo.





























