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AGIS A FRANCESCHINI: RIPENSIAMO LE PROCEDURE SUL FUS

Tempo di lettura: 2 minuti

Ill.mo On. Dario Franceschini
Ministro della Cultura
e, p.c. Ill.mo Dott. Salvatore Nastasi
Segretario Generale
Ministero della Cultura
Ill.mo Prof. Lorenzo Casini
Capo di Gabinetto
Ministro della Cultura
Il.mo Dott. Antonio Parente
Direttore Generale Spettacolo
Ministero della Cultura

Egregio Ministro,
il forte e inatteso peggioramento della condizione pandemica sta creando notevoli e drammatiche ricadute per il settore dello spettacolo dal vivo.

L’incremento dei contagi tra artisti e maestranze sta imponendo la sospensione di attività, il blocco di tournée e la cancellazione di programmazioni. Tra l’altro, la preoccupazione crescente tra il pubblico disincentiva drasticamente la partecipazione con un impatto molto negativo sugli incassi.

Tutto ciò fa ritenere che quantomeno la prima parte del 2022 sarà molto critica e complessa, confermandone la straordinarietà rispetto a ciò che gli strumenti normativi attuali immaginano come il normale avvio di un triennio.

Il meccanismo previsto dal D.M. 377 del 25/10/2021 “Criteri e modalità per l’erogazione, l’anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fus, di cui alla L. 30 /04/1985, n. 163, per il triennio 2022-2023-2024 e modifiche al D.M. 27/07/2017”, tra l’altro, crea un legame strettissimo tra l’attività svolta nel 2022 ed il contributo da assegnare nei due anni successivi. Questo meccanismo genererà forti penalizzazioni dovute a condizioni indipendenti dalla volontà o dalla capacità degli operatori.

Ci risulta, inoltre, che molti Sindaci abbiano già imposto, in maniera non uniforme, la chiusura di teatri, il blocco preventivo di attività o la riduzione delle capienze con la conseguenza che il sistema competitivo e comparativo che viene reintrodotto dal nuovo DM venga, anche in questo caso, falsato da fattori esterni. Per non parlare poi degli enormi costi in capo alle grandi strutture da cui dipendono masse stabili importanti, al cospetto di ricavi risibili, o del blocco delle attività in presenza delle scuole per il già fortemente compromesso comparto del Teatro ragazzi.

La progettazione di una triennalità entro il prossimo 31 gennaio, in queste condizioni di grave incertezza, non può che produrre ipotesi di lavoro generiche e sostanzialmente poco attendibili e, tuttavia, necessarie per il regolare svolgimento della procedura di esame delle domande.

Le chiediamo, quindi, una riconsiderazione delle procedure del D.M. 377/2021 ed un incontro urgente per definire modalità e strumenti che consentano sostenibilità al settore dello spettacolo dal vivo in una fase nuovamente drammatica per operatori ed addetti.

Voglia gradire i migliori saluti.
Il Presidente
Carlo Fontana

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