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CINEMA E TEATRI SULL’ORLO DI UNA CRISI

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Il paventato obbligo di tampone per gli spettatori di cinema e teatri preoccupa fortemente l’intero settore che, ricordiamolo, non interessa solo coloro che si esibiscono, facilmente riconoscibili nella memoria degli spettatori.

Acrobati, addetti in vari settori, aiuto registi, amministratori di produzione, architetti, autori, arrangiatori, arredatori, assistenti vari (doppiaggio, regia, costumisti, musicali, scenografi, …), attori, attrezzisti, ballerini, cantanti, comparse, casting director, compositori, copisti, coreografi, coristi, costumisti, …

Questo è solo l’a, b e c del lungo elenco dell’intero indotto dei lavoratori del mondo dello spettacolo. Il settore dello spettacolo che fa cinema e teatro è costituito da decine, centinaia, migliaia di lavoratori interessati dalle decisioni della cabina di regia che ha fatto intravedere ulteriori restrizioni.

Oggi, chi partecipa ad attività culturali, ha l’obbligo di dotarsi di super green pass e di utilizzare per tutto il tempo del film o dello spettacolo, dispositivi di protezione individuale.

L’Agis ha precisato, se mai ce ne fosse bisogno, in una missiva inviata al presidente Draghi e al ministro Franceschini, che il distanziamento nei luoghi di spettacolo è garantito da sedute inamovibili e da una gestione del pubblico fortemente controllata, come previsto dalle Linee Guida della Conferenza delle Regioni.

Aggiungere, a tutte queste già in essere, altre restrizioni come l’obbligo di un tampone (anche ai vaccinati), comporterebbe un fortissimo disincentivo alla partecipazione alla vita culturale del Paese, oltre a indebolire lo strumento molto efficace del super green pass.

La consapevolezza dell’aumento dei contagi e della variante Omicron non deve incidere sul rischio di collasso economico e sociale che le annunciate ulteriori restrizioni inevitabilmente creeranno.

Danni ingenti, visto il particolare periodo festivo, saranno registrati dagli operatori del settore già fortemente compromessi dalle ricadute pandemiche.

Il mondo dello spettacolo ha dimostrato ampiamente che la sicurezza di cinema e teatri è stata garantita sin dalla riapertura dopo il lockdown.

Le azioni previste, che si discuteranno giovedì prossimo nella cabina di regia convocata, vanificheranno anche le recenti campagne istituzionali promosse da Agis e dal Ministero della Cultura.

Il danno incalcolabile e, probabilmente, non più recuperabile per questo settore, è evitabile.

Le misure in atto sono già a garanzia di assoluta sicurezza. E’ stato dimostrato nei mesi passati.
La pandemia ha rappresentato, tra l’altro, anche un “devastante disastro culturale”. Il mondo dello spettacolo chiede di evitare ulteriori conseguenze che potrebbero derivare da misure eccessivamente restrittive.

La sicurezza di cinema e teatri è, per tutte le ragioni esposte, fuori discussione e, tra l’altro, rappresentata con convinzione da campagne istituzionali, promosse da Agis insieme al Ministero della Cultura.

Parrucchieri, professori d’orchestra, proiezionisti, registi, responsabili di edizione, sceneggiatori, scenografi, segretari di edizione, segretari di produzione, soggettisti, sound designer, stuntman, tecnici luci, truccatori, uffici stampa, video assist, video maker, …

Luigi Colella
Direttore editoriale e coordinatore delle attività di redazione della testata “Notizie di Spettacolo”. Dal 2014 coordina le attività di Italiafestival, l'associazione dei festival italiani. Ha scritto per diverse testate giornalistiche di attualità, sport e cultura.

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