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SANREMO IN PILLOLE PAGELLE E CATTIVI PENSIERI (SECONDA SERATA)

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AUDIENCE La seconda serata è sempre la più complessa. Prevale l’effetto fotocopia e poi senza pubblico la difficoltà si sente. E’ andata decisamente male. La puntata è stata seguita in media da 7.586.000 telespettatori con il 42,1% di share (di cui 10.113.000 spettatori con il 41,2% di share nella prima parte della serata e 3.966.000 spettatori, al 45,7%). Resta da capire cosa fanno gli italiani chiusi in casa. Non ci sarà un Ama ter con questi numeri. Decisiva stasera la serata delle cover famose.
PRIMA FESTIVAL Utile solo agli sponsor e agli odiatori che bersagliano la moglie di Amadeus come presentatrice. Inconsistente e vuoto contenitore. Da ripensare per il dopo Covid. Voto 4
ELODIE. Bella e brava conduttrice di serata. Dal Quartaccio di Roma all’Ariston come una Cenerentola dei giorni nostri salvata dal jazz e deall’amore di un rapper. La povertà esiste in periferia ma le stelle continuano a nascere. Peccato per quel vestito rosa da bomboniera. Le lacrime sono autentiche ma verso la fine rischia il pippone.  Voto 8. La vorrei conduttrice di un Festival tutto suo con Matilda De Angelis.
FIORELLO. Sta trovando la forma migliore. Lo show regge su di lui per gradimento. Dall’entrata di nuovo alla Lauro fino alla fine dove arriva in ritardo. Canta, balla, diverte, usa citazioni del cazzo (letterale), veste vintage. Una colonna centrale dello spettacolo. Giù di voce nel duetto su Trottolino amoroso che gli abbassa la media ad 8
AMADEUS. Chiamatemi Patato. Misurato, autoironico e buono per tutte le stagioni. Ma per il prossimo sarà difficile. 7 e mezzo dichiarato e legittimo.
AUTORI. In risalita ma di poco. Hanno fatto ammenda degli errori della prima serata. Bravi a cogliere che i social si erano infiammati per il palloncino a forma di fallo e a dare l’assist a Fiorello. Un 6 scarno scarno.
LAURA PAUSINI. Super ospite della serata. Ha saputo far movimento ma la canzone premiata in America è una gran lagna adeguata al film del figlio della Loren. 6 per capacità canora e leggenda internazionale. 
MORRICONE. Un omaggio dimezzato causato dal figlio che non è all’altezza del padre. Se mandavano le immagini di “Metti una sera a cena” era meglio. Il trombettista uno squillo vuoto tra i palloncini. Imbarazzante “Il Volo” abbattuto dalle diete che massacra un classico. Voto 5. Chi si ricorda le intro dei Clash ai loro concerti live può capire. 
FAUSTO LEALI, GIGLIOLA CINQUETTI, MARCELLA BELLA.  Combattenti e reduci della manifestazione danneggiati dall’assenza del pubblico che non avrebbe risparmiato tributi in piedi. Leali regge. 6 e mezzo, Marcella si espone al bullismo da social con capigliatura trash e raggiunge il 6, 7 a Gigliola che a 74 anni resta sempre quella che non ha l’età.
ACHILLE LAURO Osa con monna Mina e arriva al risultato provando a far strame del perbenismo. Il valore aggiunto è la coppia Francesca Barra e Claudio Santamaria che citano Tarantino in una scena che avevano già provato sui social. Bacio sul palco. L’amore al tempo del Corona virus. Voto 8 agli artisti e 9 a chi concepisce i quadri di serata. 
GIGI D’ALESSIO E I RAPPER. Il brivido della serata. Canta Napoli, Napoli rappettara.  Scetateve guagliuni di Scampia e dei quartieri. Arriva Gigi l’innovatore rinnovando le intuizioni di Pino Daniele suo estimatore. Vittima di preconcetti culturali. Conosce bene la musica. In direzione ostinata e contraria voto 9 a lui e ai suoi ragazzi che hanno attirato gli estremisti diciottenni della musica da telefonino.
Alex Schwazer.  Il momento Quarto Grado su un episodio di doping sportivo che non tutti conoscono. Riesce a far comprendere ai più una vicenda ancora non conclusa. Se chiamavano la sorella di Denis Bergamini tutto funzionava meglio vista la tragicità della vicenda. Voto 6 in nome della Giustizia giusta. 
CALCIATRICE Si chiama Cristiana Girelli. Bomber del calcio femminile. Momento di pari opportunità. Diceva Andy Wharol “Tutti avranno il loro quarto d’ora di notorietà”. Voto 6 per aver saputo reggere la scena.  
LA GARA\1 Per brevità analizzo solo la classifica generale. Ermal Meta in testa ma non è la sua canzone migliore (7). Piazza d’onore per Annalisa che guida il gruppone belle voci senza pathos . Irama terzo con esibizione in video (era già successo con Claudio Villa malato alla sera finale, misero l’audio della registrazione). A seguire in ordine:  Malika Ayane, Noemi, Fasma, Fedez-Michielin. Sufficienti con dignità. Stato Sociale 7 e mezzo con brio e fantasia citando Clash e recuperando la tradizione degli Skiantos. Pari con Willie Peyote che sveglia dal torpore canterino. Centrismo alla Calenda per Francesco Renga, Arisa, Gaia. Tecnicamente validi ma piatti per pathos. Un 6 di stanca.
LA GARA\2  Zona indie. La giuria demoscopica applica la conventio ad escludendum verso il gioco di qualità della musica Indie perchè avulsa dal linguaggio. Fulminacci è un signor cantautore con echi pasoliniani, La rappresentante di lista è apprezzata dagli intenditori, Maneskin sono molto rock, Max Gazzè ripetitivo ma incisivo, Colapesce e Di Martino i più trasmessi dalle radio martedì, ComaCose non passano inosservati, Extraliscio e Toffolo ricordano che il punk contaminato non muore mai, Madame incanta anche i signorno, Gio Evan fa teatro in forma di canzone alla Carmelo Bene. Voto di gruppo 7 come nel 77 a Padova. Il mainstream dopo il Covid può pescare parecchie possibilità
ORIETTA BERTI Una signora del Festival. Pur con una canzone d’altri tempi si fa notare per le conchiglie del vestito e capacità canora da veterano. Redarguisce Fiorello sugli anni sbagliati di assenza dalla gara. Un 7 convinto a chi la barca continua a farla andare.
GLI ULTIMI Random, Bugo, Ghemon, Aiello. Retrocessi ,difficilmente saliranno la china. Morgan ride soddisfatto. L’importante è partecipare. Voto 5 per non infierire sulla loro depressione. 
IL CARRELLO. E’ sparito per recuperare tempo. Il valletto con i fiori passa inosservato. Senza voto. 
ORCHESTRA Conforma il 10 della prima serata. Tecnicamente superbi. Fanno scena e ambiente. Simpatici e indispensabili.
REGIA Migliora ma non decolla. Continua a perdere dettagli. Un 6 d’incoraggiamento

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