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Presentato il Programma del Teatro di Roma. Il Valle riaprirà nel 2025

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La platea del Teatro Argentina era gremita per l’atteso debutto del Presidente della Fondazione Teatro di Roma, Francesco Siciliano, e del Direttore Artistico, Luca De Fusco. Affiancati dall’Onorevole Federico Mollicone, Presidente della Settima Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Miguel Gotor, e dall’Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia della Regione Lazio, Simona Renata Baldassarre, hanno presentato la nuova stagione del Teatro di Roma per l’anno 2024/2025.

Il programma è lungo e articolato, coinvolgendo tre dei quattro teatri della Fondazione: Argentina, India e Torlonia. Per quanto riguarda il Teatro Valle, la riapertura è prevista per giugno del 2025, ha fatto sapere l’assessore comunale Gotor.

Durante il suo intervento, il Presidente Francesco Siciliano ha sottolineato gli importanti progetti della Fondazione, evidenziando l’obiettivo di creare collegamenti e collaborazioni con gli altri spazi dello spettacolo della capitale per instaurare una sinergia tra le diverse realtà culturali.

Il Direttore Artistico, Luca De Fusco, ha illustrato la suddivisione dei teatri per settori, esordendo con una nota ironica sulle polemiche seguite alla sua nomina: “Siamo diventati famosi”. L’Argentina sarà il grande teatro ‘generalista’ in lingua italiana, ospitando artisti di rilievo come Massimo Popolizio e Umberto Orsini. Inoltre, il teatro che affaccia sulla piazza dove si concluse l’ultimo atto della vita di Giulio Cesare, ospiterà sempre più spesso spettacoli di danza contemporanea: “Notti Morricone”, messo in scena con la collaborazione di CCN/Aterballetto, ne è un esempio.

Il Teatro sperimentale troverà il suo avamposto all’ombra del Gazometro, nel Teatro India, mentre il Torlonia, per via del palco troppo alto rispetto alla platea, ospiterà spettacoli letterari, puntando sulla forza della Parola per tenere gli spettatori “attaccati alla sedia”.

Quando riaprirà, il Teatro Valle diventerà sede della drammaturgia contemporanea, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale della città.

Non è mancato il colpo di scena. L’Assemblea costituente delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo ha, infatti, interrotto la conferenza stampa srotolando uno striscione rosso con scritto: “Vogliamo tutt’altro, questo teatro non ci rappresenta”.

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