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Stati Generali della Canzone Italiana 2025 - Foto di SIAE

Musica

A Sanremo gli Stati Generali della Musica italiana

Tempo di lettura: 4 minuti

Quello della musica italiana è un settore dal valore di oltre 3 miliardi di euro. Un motore che muove una macchina organizzativa importante e con ricadute su tutto il territorio nazionale, con ricavi generati dai concerti dal vivo, dal diritto d’autore e dalla discografia, a cui si sommano contributi indiretti per 1 miliardo e 247 milioni di euro generati dagli strumenti musicali e dai prodotto audiophile.

Sono i dati che emergono dalla 4° edizione degli Stati Generali della Musica Italiana, svoltasi nella giornata di apertura del 75° Festival di Sanremo presso il SIAE stage in Piazza Borea D’Olmo.

Un incontro che ha raccolto a Sanremo le maggiori associazioni di categoria insieme alle due più importanti società di gestione collettiva dei diritti degli autori e degli artisti (SIAE e NUOVO IMAIE), a cui ha partecipato anche il Sottosegretario di Stato alla Cultura, Gianmarco Mazzi, per confrontarsi sullo stato di salute del comparto, spiegando criticità e proponendo soluzioni in grado di accompagnarne la crescita.

«Essere a Sanremo è anche l’occasione per incontrare i protagonisti dell’industria musicale, definire e motivare una posizione comune sulle tante sfide che ci attendono nell’immediato futuro» aveva sottolineato il presidente della SIAE Salvatore Nastasi alla vigilia dell’incontro.

Lo scorso anno il Tavolo aveva già evidenziato una serie di punti su cui sarebbe necessario intervenire. Alcuni punti sono in fase avanzata di realizzazione mentre altri interventi, altrettanto importanti per la difesa dei nostri investimenti e la tutela del lavoro di chi opera nel settore, registrano un rallentamento dei lavori che si è auspicato potranno essere risolti nell’anno in corso.

“Questo non significa che non vi siano criticità su cui intervenire – ha puntualizzato Paolo Franchini di FEM (Federazione Editori Musicali) e Vicepresidente Consiglio di Sorveglianza SIAE – a tutela dei settori più deboli e a garanzia del mantenimento dell’attuale trend di crescita del mercato della musica. Siamo convinti che molto si possa e si debba fare affinché la musica possa essere un veicolo costante di crescita culturale, ma anche economica, per il nostro Paese”. Franchini ha osservato come il buon andamento del settore, con più di 4 miliardi di fatturato nel 2023 a livello complessivo, non debba togliere l’attenzione da delle “criticità sulle quali intervenire immediatamente, per continuare a crescere”.

Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti agli Stati Generali Musica Italiana 2025

Tra questi rientra il tema dell’adozione dello strumento credito d’imposta – tax credit – per il comparto della musica dal vivo, come ha sottolineato Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti: “Ancora una volta, la discussione sull’ultima Finanziaria ha dimostrato che di fronte alle richieste di poter finalmente utilizzare strumenti a vantaggio anche del nostro settore, abbiamo trovato dei muri davanti. Non chiediamo delle mance, non chiediamo dei regali, chiediamo di estendere anche alla musica dal vivo il tax credit, uno strumento di politica industriale già utilizzato anche nel cinema e la discografia. Noi contribuiamo alle finanze dello Stato con le imposte indirette e l’IVA, con le imposte dirette prodotte dal nostro settore. Uno studio che abbiamo commissionato questa estate all’Università di Pisa mostra che solo il settore della musica dal vivo ha una ricaduta sul territorio di oltre 4 miliardi di euro”.

L’augurio espresso dalle principali associazioni di categoria è, quindi, quello che il comparto della musica dal vivo trovi riconoscimento da parte delle istituzioni e che si cerchi di delineare un quadro organico di tutto il mondo dello spettacolo. Obiettivo previsto dal prossimo Codice dello Spettacolo, come ha ricordato anche il presidente di Assomusica Carlo Parodi, sottolineando come “la definizione del nuovo Codice rappresenta uno dei temi più sentiti dalla nostra comunità, il testo definitivo sappiamo che dovrebbe includere temi fondamentali di tutela e di garanzia, soprattutto per il settore della musica dal vivo”.

Gli Stati Generali sono stata l’occasione per affrontare anche altri temi che attraversano diagonalmente gli interessi dell’intero comparto, come quello della tutela contro l’utilizzo sempre più massivo dell’intelligenza artificiale. “La corretta applicazione del AI ACT europeo e in generale una seria riflessione sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale nei confronti dell’intero settore dell’industria creativa crediamo sia oggi una delle priorità assolute per chi si occupa della tutela dell’industria culturale nazionale e internazionale – ha spiegato Rossella Lo Faro, Corporate Communication Manager FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) -. Il recente studio di Cisac presenta uno scenario drammatico che prevede un calo entro il 2028 del 24% di musica generata da esseri umani in favore di repertori prodotti da Intelligenza artificiale generativa, con una perdita di fatturato per i creatori a livello globale di oltre 22 miliardi di euro”.

L’attenzione è stata rivolta anche sulla questione del rinnovo del Decreto Copia Privata dal Presidente PMI (Produttori Musicali Indipendenti) Mario Limongelli, che considera il provvedimento come uno “strumento essenziale di tutela del diritto di autori, editori e produttori nell’era digitale”, in grado di “accogliere favorevolmente l’avanzamento dei lavori nella direzione auspicata di un adeguamento delle tariffe”.

Sul tema del Bonus Cultura è stato sottolineato come i dati sul Bonus Cultura del 2024 indichino una forte perdita di efficacia di questo strumento. “Riteniamo sia necessario riformare l’attuale sistema alla luce di un impegno rinnovato da parte del Governo di sostenere e rafforzare la diffusione tra i giovani della cultura e, in particolare, di quella musicale” ha dichiarato Raffaele Volpe, Presidente Disma Musica.

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