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Agis, Ministero della Cultura

Dimissioni di tre membri della Commissione Prosa: “impossibile costruire un percorso condiviso ed equilibrato”. L’AGIS chiede il ripristino dell’organismo

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L’ipotesi di un declassamento per la Fondazione Teatro della Toscana diventa motivo di una polemica politica. Nella giornata di giovedì 19 giugno tre membri su sette della Commissione consultiva per il teatro al Ministero della Cultura, quella che stabilisce i finanziamenti per la prosa in Italia, hanno rassegnato le dimissioni.

I tre commissari, Alberto Cassani, Carmelo Grassi e Angelo Pastore con una lettera al ministro Giuli esprimono di aver “constatato l’impossibilità di costruire, all’interno della Commissione, un percorso condiviso ed equilibrato nella valutazione degli organismi teatrali richiedenti”. Una scelta in seguito alla volontà della maggioranza politica di declassare il Teatro della Toscana da Teatro nazionale a Teatro della città.

“È preoccupante e inaccettabile l’idea del declassamento del Teatro della Toscana che leggiamo sulla stampa e che ha portato alle dimissioni di tre commissari su sette della commissione ministeriale – ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro nel pomeriggio di giovedì -. Quello che sta succedendo al nostro Teatro è una situazione anomala e mai vista prima nella storia dei teatri italiani. Chiedo spiegazioni immediate al ministro Giuli e al sottosegretario Mazzi perché si tratta di un atto gravissimo, ripeto, inaccettabile. Se venisse confermata l’intenzione di andare avanti in questa direzione siamo pronti ad agire in tutte le sedi opportune a tutela della nostra città e del prestigio e della storia del nostro Teatro. Non possiamo tollerare questo sfregio a Firenze e al Teatro della Toscana”.

Sulla questione si è espressa anche l’AGIS, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, che in una nota stampa ha espresso forte preoccupazione per il clima che si è determinato e per l’inasprimento dei toni che pregiudica la serenità dei lavori della Commissione, auspicando che tale situazione non comprometta l’iter di definizione e assegnazione dei contributi destinati allo spettacolo dal vivo, fondamentale per la programmazione e la stabilità delle imprese culturali. L’Associazione, anche a seguito di un confronto con Federvivo e con le sue associate del settore prosa, confida nel fatto che si possa ristabilire quanto prima un clima di distensione e collaborazione, nell’interesse di tutto il settore.

Nella mattina di venerdì 20 giugno il sottosegretario alla Cultura con delega allo spettacolo dal vivo, Gianmarco Mazzi, ha dichiarato che il dicastero insedierà “entro pochi giorni un gruppo di lavoro per lo studio e l’individuazione di nuovi criteri e nuove modalità per l’assegnazione dei contributi allo spettacolo dal vivo che lavorerà per i prossimi due anni e dovrà realizzare un sistema più semplice e trasparente di quello attuale, da lasciare come eredità alla prossima legislatura”. Il gruppo di studio, guidato da Giorgio Assumma, “si avvarrà del contributo dei più autorevoli studiosi italiani della materia e dei migliori operatori del mondo dello spettacolo” ha concluso Mazzi.

In seguito, il Presidente dell’AGIS Francesco Giambrone ha inviato una lettera al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al Presidente della Conferenza Stato-Regioni, On. Massimiliano Fedriga, al Presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, e al Presidente dell’UPI, Pasquale Gandolfi, in merito alle dimissioni dei tre membri della Commissione consultiva per il teatro presso il Ministero della Cultura.

Nella comunicazione, AGIS esprime la forte preoccupazione dell’intero settore per il clima che si è determinato a seguito delle dimissioni dei rappresentanti delle autonomie locali – Comuni, Province e Regioni – all’interno della Commissione prosa. Una situazione che rappresenta un vulnus di rappresentatività che rischia di compromettere la regolare operatività dei lavori della Commissione.

Francesco Giambrone ha sottolineato come l’attuale mancanza dei rappresentanti delle autonomie locali renda urgente un intervento da parte dei soggetti competenti per ristabilire le condizioni necessarie a garantire la piena rappresentatività della Commissione.

A tal fine, Giambrone, anche a nome di Federvivo – Federazione dello Spettacolo dal Vivo – e delle associazioni del comparto prosa, ha chiesto di procedere con tempestività alla nomina dei componenti mancanti, così da garantire la ricostituzione dell’organismo nella sua composizione completa e assicurare la corretta composizione della Commissione.

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