Si è svolto a Roma l’incontro tra Federvivo e le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil per il rinnovo del CCNL Teatri e Scritturati, atteso dal 2021. Al tavolo la federazione datoriale ha formalizzato il proprio piano di adeguamento retributivo per scritturati e dipendenti; una proposta che le organizzazioni sindacali hanno respinto, decidendo di fermare le trattative e annunciare lo sciopero generale dello spettacolo dal vivo.
La proposta di Federvivo muove dalla volontà di dare una risposta tangibile alla perdita di potere d’acquisto registrata dai lavoratori, salvaguardando al contempo la sostenibilità gestionale e la sopravvivenza delle realtà produttive, in un quadro finanziario che non contempla risorse aggiuntive da parte del sistema pubblico. La federazione — che all’interno di AGIS rappresenta i Teatri Nazionali, Teatri delle Città, Centri e Imprese di produzione, Teatri di Tradizione, Istituzioni Concertistico-Orchestrali, comparto Danza, Circo Contemporaneo e la Fondazione Piccolo Teatro di Milano — ha impostato la proposta economica su due binari di intervento, affiancati dalla disponibilità ad affrontare la revisione della parte normativa.
Per il personale scritturato l’offerta prevede l’incremento immediato del 20% delle diarie e l’aumento del 20% dei minimi tabellari ripartito su tre annualità a partire dal 1° gennaio 2027, con un primo scatto del 10% seguito da due tranches del 5% negli anni successivi. Per il personale dipendente il piano contempla l’adeguamento immediato del 20% delle diarie, una crescita del 18% dei minimi tabellari a decorrere sempre dal 2027 e il raddoppio degli scatti di anzianità biennali, destinati a passare da cinque a dieci.
Di segno opposto la reazione delle organizzazioni sindacali, che hanno giudicato la proposta datoriale non sufficiente a colmare il divario economico generato dall’inflazione degli ultimi anni. In una nota unitaria, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil hanno evidenziato che la vigenza contrattuale proposta per il triennio 2027-2029 porterebbe a un arco temporale di quasi nove anni senza un pieno riconoscimento economico, richiamando la condizione delle paghe minime giornaliere degli scritturati che, a livello medio, si attestano poco sopra i 71 euro lordi compreso il salario accessorio. Da qui la decisione delle sigle di confermare lo stato di agitazione e deliberare lo sciopero generale, le cui modalità attuative saranno definite dal coordinamento nazionale.
Nel prendere atto con rammarico della rottura del negoziato, Federvivo ha sottolineato come l’impegno economico avanzato rappresenti uno sforzo rilevante e concreto per rispondere fin da subito alle esigenze del personale. La federazione ha quindi ribadito la ferma disponibilità a proseguire il confronto con le parti sociali, con l’obiettivo di giungere a una conclusione rapida del rinnovo contrattuale che garantisca il rispetto del lavoro e la tenuta economica delle imprese di spettacolo del Paese.





























