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AGIS E ANFOLS IN COMMISSIONE AL SENATO: “MAGGIORI TUTELE O 2021 A RISCHIO”

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Martedì 10 novembre si sono tenute presso la Commissione Istruzione e Beni Culturali del Senato le audizioni dei rappresentanti di AGIS, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, e di ANFOLS, l’Associazione Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, sulle misure di sostegno al settore dello spettacolo, gravemente colpito dal lockdown totale a causa dell’emergenza coronavirus.

Il Vicepresidente di AGIS, Filippo Fonsatti, ha rappresentato gli sforzi che l’intero settore dello spettacolo dal vivo ha effettuato in questi mesi di riapertura, finalizzati soprattutto alla messa in sicurezza di spettatori e lavoratori, sottolineato poi la profonda preoccupazione venutasi a determinare tra gli addetti ai lavori con la nuova interruzione forzata delle attività aperte al pubblico, prevista dal DPCM del 24 ottobre, e successivamente confermata con il decreto del 3 novembre.

«Pur apprezzando gli interventi messi in campo dal Governo e dal Parlamento in questo periodo – ha chiosato il Vicepresidente AGIS – ci sono perplessità sui criteri di assegnazione delle risorse sinora adottate» facendo notare che «un coinvolgimento maggiore delle parti sociali avrebbe consentito la definizione di azioni più efficaci nel sostenere sia la continuità aziendale delle imprese sia soprattutto l’occupazione e il reddito degli artisti professionisti e delle maestranze».

Vi è grande preoccupazione, infatti, per l’anno 2021 che impone l’adozione di norme che possano davvero evitare conseguenze gravissime tali da innescare una crisi irreversibile per il settore con un devastante impatto occupazionale e dunque sociale.”

A conclusione dell’audizione, Fonsatti, ha segnalato alcune proposte, tra cui l’importanza di destinare adeguate risorse (almeno il 2% come proposto dal Parlamento europeo) del Recovery Fund a progetti di sostegno per il settore della cultura.

Francesco Giambrone eFulvio Macciardi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Anfols, hanno ribadito in sede di audizione la condizione di criticità nella quale si trovano tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche e lo sforzo che stanno tutte compiendo per mantenere le attività, anche in questa fase in cui sono sospesi gli spettacoli al pubblico, attraverso il progetto Aperti, nonostante tutto. Nell’ottica della funzione pubblica delle Fondazioni liriche, il progetto intende offrire un contributo alle comunità di riferimento e all’intero Paese attraverso un palinsesto unico di produzioni in live-streaming realizzate ad hoc, senza pubblico ma con gli artisti in presenza, trasmesso e condiviso attraverso gli strumenti informatici delle Fondazioni stesse, oltre che da importanti organi di informazione con i quali sono state avviate forme di collaborazione.

«A fronte di questo grande sforzo di radicale riprogrammazione di tutte le attività – dicono Giambrone e Macciardi – riteniamo importante ribadire quanto erroneo sia il convincimento diffuso presso l’opinione pubblica che i minori costi legati alla cancellazione di alcune delle produzioni programmate determinino una condizione favorevole per i bilanci dei teatri».

I minori costi di produzione, peraltro limitati alla sola fase di sospensione totale delle attività nel primo lockdown di primavera e, in parte, anche i minori costi di personale, sono ampiamente bilanciati dai minori ricavi complessivi e dai rilevanti maggiori costi legati alla gestione dei protocolli di sicurezza. La realtà dei fatti è che tutte le 12 Fondazioni riunite in Anfols sono al momento in una condizione di grave criticità, sia con riferimento all’esercizio in corso, sia ancor di più, con riferimento al 2021. In queste condizioni, infatti, nessuna delle 12 Fondazioni aderenti ad Anfols è nelle condizioni di predisporre il bilancio di previsione e programmare le attività.

Nel corso dell’audizione è stato anche sottolineato come il comparto garantisce e continua a garantire lavoro a migliaia di persone: compagini artistiche e tecniche dipendenti delle Fondazioni ma anche lavoratori precari, impiegati con contratti a tempo determinato, e artisti scritturati che peraltro non sono stati ancora raggiunti in maniera omogenea dagli interventi di aiuto del Governo, diversamente da quanto accaduto in altri Paesi.

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