Con 36 mila spettacoli, un totale di 23 milioni spettatori e oltre 894 milioni di euro di ricavi al botteghino nel 2023, quello dei concerti di musica popolare contemporanea è uno dei motori trainanti dello spettacolo dal vivo in Italia.
Questi i dati presentati durante il convegno “La Canzone Popolare Live. Dati e Prospettive”, promosso da AssoConcerti, associazione di categoria che raggruppa i più importanti organizzatori e produttori di musica dal vivo, con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Il comparto di musica “Pop, rock e leggera”, come definito nell‘Annuario Statistico dello Spettacolo di SIAE, rappresenta da solo quasi il 60% dell’intero comparto dello spettacolo dal vivo. Di questo segmento, gli associati di AssoConcerti coprono a loro volta quasi il 70% degli organizzatori e dei produttori di concerti.
«Il nostro settore ha sempre prodotto ricchezza per lo Stato. Di fronte a questo, non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno pubblico – ha sottolineato il presidente di AssoConcerti Bruno Sconocchia – anche se non sono di certo mancate le dichiarazioni di principio. Crediamo sia venuto il tempo perché la politica passi da un riconoscimento formale ad uno sostanziale: chiediamo uno strumento di politica industriale che possa supportare un settore importante per la cultura, che contribuisce alla fiscalità generale, con una elevata valenza occupazionale e un’importante ricaduta sul territorio, anche nel settore turistico, e che durante la pandemia ha visto l’azzeramento del proprio reddito. Ci preme infatti sottolineare che i numeri così importanti dei maggiori ricavi di questi due ultimi anni non hanno ancora permesso neppure il recupero del fatturato perso nei due anni precedenti».
L’ipotesi individuata nel corso del Convegno è quella di sostenere l’intero comparto dello Spettacolo dal Vivo attraverso un doppio binario: quello del finanziamento diretto, già previsto dalla legislazione attuale attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV), per realtà no profit che strutturalmente necessitano di un supporto economico per il loro sostentamento e l’introduzione dello strumento del credito d’imposta (tax credit) per il settore privato, come già accade per il comparto del cinema e dell’audiovisivo.
«Portare la musica popolare nel dibattito politico significa contribuire a porre al centro dell’attenzione del decisore pubblico quella che può essere considerata una delle più grandi industrie culturali del nostro Paese. Un settore che in termini di spettatori e di professionalità, di fatturato e di indotto è una risorsa e una ricchezza per l’Italia, che rappresenta quanto sia importante questa filiera in termini di lavoro, di occupazione, di inclusione sociale, di crescita. Sono temi che riguardano l’intero settore dello spettacolo dal vivo e che restituiscono il senso di un comparto che è fondamentale per il nostro Paese» ha dichiarato il presidente dell’AGIS Francesco Giambrone nel corso del convegno.
«Il tempo è maturo per immaginare anche nuove forme di sostegno alternative al Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo che rimane fondamentale e imprescindibile per tutte quelle realtà no profit che non possono reggersi sul mercato. Con il Governo si è lavorato, negli scorsi mesi, sul Codice dello Spettacolo che dovrà prevedere anche l’adozione di nuovi e innovativi strumenti normativi a supporto del comparto, oltre a quello già esistente del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo. È necessario pensare a una nuova forma di sostegno, come quella del Tax Credit per tutte le organizzazioni profit che sono in grado di operare sul mercato, di cui potrà beneficiare sia il settore della musica popolare sia quello dei teatri privati. Per questo è importante accelerare rispetto all’emanazione del Codice dello Spettacolo» ha proseguito il presidente Giambrone.
A confermare l’impegno del Governo in un’azione che investa attenzione e risorse verso il comparto della musica dal vivo è intervenuto anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli: «Sulla canzone popolare live ci siamo occupati nelle ultime ore con i presidenti delle commissioni Cultura di Camera e Senato, anche in relazione ai rapporti multilaterali che abbiamo con i paesi del Mediterraneo per dare una dimensione italiana e internazionale alla valorizzazione del comparto. E’ qualcosa su cui il MiC ha intenzione di investire non soltanto in risorse e in energie con molti paesi nel quadrante del Mediterraneo su cui la nostra attenzione si sta posando con una particolare cura».
La ricerca, illustrata dal Segretario generale dell’Associazione per l’Economia della Cultura Alessandro Leon e dal Professore Ordinario di Statistica presso l’Università di Pisa e direttore del Centro Dagum Nicola Salvati, ha analizzato dettagliatamente le spese sostenute dagli spettatori e le ricadute economiche che coinvolgono vari settori (attività culturali, enogastronomia, spese per i trasporti e per il soggiorno), esaminando le preferenze, le abitudini di spesa e le percezioni degli spettatori: è stato stimato che il settore dei concerti in Italia abbia prodotto complessivamente un indotto totale di circa 4 miliardi e mezzo di euro. L’indagine ha quindi dimostrato come gli eventi di musica live sono potenti motori economici in grado di sostenere vari settori locali e contribuire allo sviluppo socioeconomico delle città che li ospitano.
AssoConcerti auspica un provvedimento di sostegno al settore della musica popolare contemporanea dal vivo attraverso il riconoscimento di un credito di imposta pari ad una quota dei costi sostenuti sinteticamente su tre capitoli: la promozione e la produzione di tournée di artisti italiani, la diffusione della cultura italiana e degli artisti italiani all’estero, e interventi per la creazione, la ristrutturazione e l’ammodernamento di impianti dedicati allo spettacolo dal vivo, data anche la necessità di un riequilibrio territoriale, con particolare riguardo alle zone meno servite e al Meridione.





























