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Decreto Cultura, via libera dalla Camera al riconoscimento dello spettacolo nel Piano Olivetti

L’AGIS: “Accolta la nostra richiesta, ora auspichiamo superamento dei temi rimasti irrisolti”

Tempo di lettura: 2 minuti

Nella seduta di giovedì 6 febbraio, l’Aula della Camera dei deputati ha approvato la conversione del Decreto-legge n. 201 del 27 dicembre 2024 – Decreto Cultura – recante misure urgenti in materia di cultura.

Il testo, approvato con 149 voti favorevoli e 98 i contrari, contiene le linee guida per promuovere la rigenerazione culturale delle periferie, delle aree interne e delle aree svantaggiate, in particolare quelle caratterizzate da marginalità sociale ed economica, degrado urbano, denatalità e spopolamento.

Tra i diversi emendamenti approvati dall’Aula, è stato accolto anche quello che riconosce e promuove le attività di spettacolo e del cinema all’interno del Piano Olivetti. Una richiesta che l’AGIS aveva già avanzato durante l’audizione alla VII Commissione della Camera.

Siamo soddisfatti che il riconoscimento delle attività di spettacolo tra quelle da inserire all’interno del Piano Olivetti per la Cultura, tema da noi portato all’attenzione della VII Commissione della Camera, sia stato recepito dal Parlamento – ha dichiarato il Presidente dell’AGIS, Francesco Giambrone –. Riteniamo fondamentale che in un piano strategico che si è voluto dedicare a una figura di riferimento come Adriano Olivetti, sia incluso un settore essenziale per lo sviluppo e la crescita del Paese come lo spettacolo. Se si vuole davvero ripensare l’infrastruttura culturale del Paese non si può non riconoscere che accanto alle biblioteche, alle librerie, agli archivi, alla filiera dell’editoria vi sono anche i teatri, le sale cinematografiche e tutti i luoghi dove si svolgono attività di spettacolo”.

L’Associazione ha evidenziato come dal provvedimento siano rimaste escluse tuttavia alcune questioni riguardanti l’intero comparto. Tra queste rientrano il blocco del turn over per le assunzioni di personale a tempo indeterminato per le Fondazioni lirico sinfoniche, i Teatri nazionali e quelli di rilevante interesse culturale e il contenimento della spesa per acquisto di beni e servizi, oltre a una serie di istanze già portate all’attenzione della VII Commissione della Camera.

“Ci auguriamo, inoltre, che le altre istanze da noi sollecitate in sede di audizione, comunque recepite da alcuni importanti ordini del giorno che impegnano il Governo ad affrontarle, vengano rapidamente discusse e risolte in prossimi provvedimenti” ha concluso il presidente Giambrone.

Il provvedimento ora passerà al Senato e dovrà essere approvato in via definitiva entro il 25 febbraio per essere convertito in legge.

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