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COPRIFUOCO, DALLA SPAGNA ALL’ITALIA SI ALLENTANO LE RESTRIZIONI IN EUROPA

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L’Europa si avvia all’abolizione del coprifuoco. La misura, che ci ha fatto compagnia nelle scorse stagioni e nata per evitare gli assembramenti notturni, è pronta per essere abbandonata gradualmente dagli stati del vecchio continente.

Dopo l’abolizione totale in Spagna ed un repentino ritorno alla movida, i partiti del belpaese gareggiano per accaparrarsi la paternità di una eventuale scelta analoga in Italia. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, tuttavia, frena e preferisce allinearsi ad altri stati Europei che hanno deciso di allentare le maglie del coprifuoco con molta calma.

Se, infatti, i cugini d’Oltralpe vedranno spostato lunedì prossimo il coprifuoco dalle 19 alle 21 (sì, la riapertura della Francia sarà con più restrizioni del periodo più restrittivo in Italia) la Germania vedrà protrarsi di un’ora la libertà quotidiana spostando il coprifuoco dalle 21 alle 22. Come per la Spagna, anche il Belgio vedrà nei prossimi giorni la fine dello stato d’emergenza ed il ritorno alla libertà totale di transito nelle ore notturne. Il premier belga Alexander De Croo inoltre non esclude la volontà di dare anche il via libera all’organizzazione di festival e grandi eventi, ma durante la seconda metà dell’estate e nel rispetto delle regole necessarie per evitare i contagi da coronavirus.

In Italia, probabilmente, se l’indice dei contagi ed in generale i dati epidemiologici continueranno a mostrare una decrescita costante, vedrà passare settimana prossima il coprifuoco dalle ore 22 alle ore 23. Incerto ancora l’accoglimento della proposta del presidente dei Teatri di Bari Augusto Masiello, raccontata da Notizie di Spettacolo, di una deroga a chi sfora il coprifuoco se in possesso di un biglietto di cinema e teatro.

Proposta che, se accolta ed inserita nel nuovo decreto legge che dovrà essere licenziato, consentirebbe al mondo dello spettacolo dal vivo e del cinema, oltreché a quello dei festival, di fare un forte sospiro di sollievo anche in presenza del coprifuoco, appurato che la stragrande maggioranza dei piccoli teatri indipendenti non ha potuto nei fatti riaprire a causa dell’impossibilità di programmare eventi e spettacoli con tranquillità proprio a causa di questa ed altre restrizioni.

Senza uno slittamento del coprifuoco, o una norma come quella proposta da Bari, anche le programmazioni estive di arene, grandi teatri e festival rischierebbe di saltare. Timore che, ad esempio, ha spinto il sindaco di Verona Federico Sboarina ed il dominus dell’Arena di Verona Gianmarco Mazzi, a lanciare la scorsa settimana un accorato appello al governo, stilando un decalogo per lo spostamento del coprifuoco chiamato “all’Arena in 6mila fino alle 24 – dieci buone ragioni”.

Insomma, se proprio il coprifuoco dovrà ancora esserci che lo sia per chi gli assembramenti li fa e non per chi intende godersi l’arte, la cultura e la bellezza dei nostri teatri e cinema. Nutrimento dell’anima di cui, dopo un anno di monitor e divani, abbiamo sentitamente bisogno.

Silvio Cacciatore
Lavoro nel campo della comunicazione e mi occupo di teatro come regista e attore e di radio come speaker e conduttore. Ho scritto e scrivo su numerose testate.

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