Fabrizio De André, cantautore rivoluzionario, voce degli ultimi e degli emarginati, è una figura fondamentale della cultura e della tradizione musicale italiana, che ha attraversato intere generazioni. E proprio per celebrare questo legame speciale con il pubblico, in occasione dell’85° anniversario della sua nascita, alcuni studenti e studentesse dei licei di Roma, grazie all’iniziativa del Dipartimento Formazione e Promozione Agiscuola dell’AGIS, hanno partecipato all’evento celebrativo “…Ma tu rimani. Buon compleanno, Faber”. Un incontro-omaggio promosso dalla Presidenza della VII Commissione Cultura e organizzato da AssoConcerti, tenutosi martedì 18 febbraio presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, e che ha offerto ai giovani l’opportunità di approfondire la sua figura e di poter parlare e dialogare direttamente con chi De André lo ha conosciuto e ci ha lavorato: attraverso la appassionata narrazione condotta da Gino Castaldo, con la partecipazione di Dori Ghezzi (compagna d’arte e di vita di Fabrizio), con il supporto di preziose immagini e video che testimoniano l’eredità di Faber, e con l’interpretazione di alcuni suoi brani da parte di Paola Turci, accompagnata dal trombettista Paolo Fresu.
“La cosa che più mi piace di questo incontro è la presenza dei giovani. Fabrizio ha sempre avuto un dialogo speciale con loro, un legame che si è costruito negli anni in modo quasi naturale, trasversale alle generazioni. La sua capacità di parlare un linguaggio sempre attuale lo ha reso un punto di riferimento, un maestro per i giovani cantautori di oggi” ha raccontato Dori Ghezzi. “Fabrizio ha sempre avuto un profondo rispetto per il prossimo, ma soprattutto ha guardato al futuro, ai giovani. Il suo amore per loro, la sua necessità di un rapporto diretto con il pubblico, nascevano proprio da questa sua visione. Era un uomo che sentiva il bisogno di comunicare, di lasciare un segno, e lo ha fatto attraverso la sua musica e le sue parole“.
“Fabrizio per me rappresenta una figura veramente speciale. Ho avuto l’onore dal punto di vista professionale di esserne stato manager, ma soprattutto la fortuna di aver potuto contare sulla sua amicizia e di avere condiviso con lui momenti importanti della mia vita – ha dichiarato Bruno Sconocchia, Presidente di AssoConcerti – Pertanto sono particolarmente felice di aver oggi potuto organizzare in questa sala, nel cuore stesso delle Istituzioni, questo sentito e doveroso momento di celebrazione dell’importanza di una delle figure sicuramente più rilevanti della Cultura italiana in generale, un uomo ed un Artista che, con il suo pensiero e la sua opera, ci ha lasciato una eredità non solo musicale, ma anche culturale e sociale centrata sulla capacità critica, l’attenzione per il diverso e l’emarginato, la ricerca di giustizia e di libertà, temi che ancora oggi dimostrano tutta la loro attualità”.





























