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Futuro è impresa culturale

Tempo di lettura: 6 minuti

Cresce la voglia di attività culturali, soprattutto dal vivo, ma pesa l’incertezza economica dei prossimi mesi

Nel corso della prima giornata del Forum di Impresa Cultura Italia è stata presentata una ricerca sui consumi culturali degli italiani dopo il Covid realizzata da Impresa Cultura Italia-ConfcommercioSwg.

ANDAMENTO E PROSPETTIVE DEI CONSUMI CULTURALI
(EVENTI E SPETTACOLI DAL VIVO, CINEMA E TEATRO)

Nonostante la ritrovata normalità e l’accelerazione di quest’estate nella fruizione di eventi e spettacoli dal vivo, i consumi culturali sono ancora lontani dai livelli pre-Covid e risalgono lentamente.

L’indice realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio e SWG raggiunge nei primi 9 mesi del 2022 i 68 punti (+9 punti sul 2021 e +12 sul 2020), distante più di 30 punti dal valore di riferimento del 2019.

Si riduce il timore per il Covid ma rispetto a prima della pandemia la fruizione di beni e servizi culturali è più digitale, domestica e solitaria.

In ogni caso, dopo il crollo del 2020 in seguito ai lockdown cresce la voglia di partecipare alle attività culturali outdoor anche se la ripresa è a ritmi diversi: più rapida per concerti e spettacoli all’aperto, più lenta e altalenante per cinema e teatro.

A settembre il 17% degli italiani ha acquistato biglietti per visitare mostre, musei e siti archeologici così come per andare al cinema, l’11% per concerti (con una spesa media pro capite di oltre 22 euro in più rispetto a settembre 2021), l’8% per spettacoli all’aperto e il 6% per il teatro; tuttavia l’incertezza economica legata al caro energia, alla guerra in Ucraina e all’inflazione galoppante rischia di vanificare nei prossimi mesi la ripresa dei consumi culturali: in autunno la spesa media mensile per famiglia potrebbe aggirarsi attorno ai 46 euro, con una riduzione di oltre il 20% rispetto ai 58 euro di settembre. Un calo, peraltro, trasversale a tutti i beni e servizi culturali e più accentuato per concerti, cinema e teatro.

CONSUMI TELEVISIVI

Evidente il cambiamento nei consumi televisivi a livello generazionale: tra gli ultrasessantenni tiene la TV generalista, ma tra i giovani quasi la metà del consumo televisivo è veicolato dalle piattaforme a pagamento.

A settembre si registra anche una forte crescita della fruizione televisiva attraverso piattaforme web gratuite (+23% rispetto a settembre 2021), facilitata da un’offerta che consente di trovare sempre più spezzoni di spettacoli sui social media.

LETTURA LIBRI E QUOTIDIANI

Si conferma la preferenza per la lettura dei libri in cartaceo anche se cresce la quota in digitale (rispettivamente 34% e 20% di lettori abituali a settembre); in flessione la lettura di quotidiani (8% di lettori abituali in meno su settembre 2021) mentre il web si consolida come principale canale di accesso a contenuti giornalistici e di informazione (33% di lettori abituali a settembre, + 4% sullo stesso mese del 2021).

OFFERTA CULTURALE E TURISMO

L’offerta culturale nelle città sembra essere tornata ai livelli pre-pandemici; per oltre sette italiani su dieci le iniziative culturali sono un importante attrattore turistico e rendono le città più vive e piacevoli.

Per i turisti autunnali i beni e servizi culturali che incidono di più nella scelta della meta di vacanza sono i musei e i siti archeologici (40%), seguiti da eventi enogastronomici (38%), festival (28%) e mostre (27%).

MISURE DI SOSTEGNO

Per due italiani su cinque l’estensione del bonus cultura e la detrazione fiscale delle spese in cultura sono le misure più efficaci per la ripresa dei consumi culturali. Un intervistato su quattro indica una maggiore promozione delle attività sul territorio e agevolazioni per le politiche di investimento nel settore.

Questi i principali risultati che emergono dall’indagine sui consumi culturali degli italiani dopo il Covid presentata oggi al Forum di Impresa Cultura Italia-Confcommercio a Roma e realizzata in collaborazione con Swg.

Nota Metodologica

L’indagine quantitativa è stata condotta mediante interviste online con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione composto da 1064 cittadini italiani tra i 18 e 74 anni rappresentativi della popolazione per genere, età, area geografica. Le interviste sono state somministrate dall’8 al 14 settembre 2022.

Questi i principali risultati che emergono dall’indagine sui consumi culturali degli italiani dopo il Covid presentata oggi al Forum di Impresa Cultura Italia-Confcommercio a Roma e realizzata in collaborazione con Swg.


DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI IMPRESA CULTURA ITALIA-CONFCOMMERCIO, CARLO FONTANA

“Dopo il Covid una nuova pandemia, innescata dal caro bollette, dalla crisi geopolitica e dalla spirale inflattiva, mette a rischio la ritrovata normalità degli italiani nella fruizione di beni e servizi culturali e la voglia di spendere in cultura.

Occorre, dunque, un intervento tempestivo e urgente da parte del prossimo Governo per non vanificare la ripartenza del mondo della cultura e per sostenere con misure appropriate ed efficaci la ripresa, i consumi e gli investimenti nel settore a partire dalle agevolazioni fiscali per famiglie e imprese”.

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO, CARLO SANGALLI

“…Uscire dalla logica dell’emergenza continua significa attrezzarci per affrontare il futuro, quale che sia…

…Nella cultura ci sono le gambe di un’economia turistica e creativa, ci sono le ali di una rappresentanza moderna, c’è lo sguardo di un Paese vivo. Che, consapevole di se stesso, deve sapere anche guardare fuori dal proprio “orticello”, come faranno tanti ospiti internazionali in questi giorni.

Questa è la visione di Confcommercio Impresa Cultura Italia…

…Oltre che cultura dello spirito serve anche uno spirito della cultura, che ci permetta di essere “orientati alla cultura” mettendola al centro, al centro delle politiche, al centro della formazione dei bambini, al centro delle possibilità dei cittadini, al centro delle prospettive dei giovani. Al centro, per quanto ci riguarda, della nostra azione associativa e di una rappresentanza moderna che si vuole e si pensa degna del passato, capace di futuro”.

Estratto dall’intervento

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI AGIS E SOVRINTENDENTE DEL TEATRO DELLOPERA DI ROMA, FRANCESCO GIAMBRONE

“Questo luogo accoglie in maniera naturale il Forum Impresa Cultura Italia 2022. È un Teatro sì, ma anche una casa nella quale si condivide bellezza, una casa che è un’impresa culturale.
In questo momento particolare che mi vede Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, ma anche Presidente dell’AGIS, ho assunto una responsabilità nuova che troverà sicuramente nel patto con Confcommercio un elemento importante.
I nostri Teatri sono un asset fondamentale del nostro Paese, una notevole risorsa certamente dal punto di vista identitario. Ma sono anche molto di più. Siamo Imprese. Ciò che facciamo è costruire cultura, economia, occupazione.
Tutti noi costruiamo e dobbiamo costruire qualità, concetti, propositi e azioni legate alla responsabilità sociale che abbiamo nei confronti della comunità.
La pandemia mi ha fatto prendere consapevolezza di quanto possiamo trasformare una tragedia in una risorsa possibile per il futuro e di quanto questi luoghi di cultura siano importanti per l’identità del Paese, non solo per la capacità di costruire bellezza, di costruire emozioni, ma anche benessere.
Benessere spirituale ma anche fisico.
I Teatri hanno nel loro DNA la ricerca dei talenti artistici, ma hanno anche e sempre più il dovere di cercare talenti, di incentivarli, di accoglierli nel segno dell’innovazione.
Il mondo della cultura con coraggio e curiosità deve rendersi elastico, sensibile alle innovazioni che abbiamo attorno. Essere strumento di cambiamento per raccogliere e lanciare nuove sfide”.

Estratto dall’intervento
Scritto da

Direttore editoriale e coordinatore delle attività di redazione della testata “Notizie di Spettacolo”. Dal 2014 coordina le attività di Italiafestival, l'associazione dei festival italiani. Ha scritto per diverse testate giornalistiche di attualità, sport e cultura.

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