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Il nuovo Codice dello Spettacolo: con l’AGIS a Napoli il confronto nazionale sul futuro del settore

Tempo di lettura: 3 minuti

Un confronto a più voci sul futuro dello spettacolo dal vivo in Italia ha riunito a Napoli, presso la Multisala Filangieri, esponenti del mondo culturale, istituzionale e accademico per discutere lo schema del nuovo Codice dello Spettacolo.

L’iniziativa, promossa dall’Unione AGIS Campania insieme alle Unioni Regionali di Puglia e Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, si inserisce tra gli appuntamenti organizzati per celebrare gli 80 anni dell’AGIS nazionale.

Il Codice dello Spettacolo mira a riordinare e riformare in modo organico la disciplina dello spettacolo dal vivo – teatro, musica, danza, circo, spettacoli viaggianti e fondazioni lirico-sinfoniche – riconoscendone il valore strategico come fattore di coesione sociale e di tutela del patrimonio culturale. Tra i principi fondanti del provvedimento emerge quello del riequilibrio territoriale nel sostegno pubblico, elemento ritenuto cruciale dagli operatori per una crescita più equa del settore su scala nazionale.

Ad aprire l’incontro, Luigi Grispello, presidente di AGIS Campania, ha sottolineato l’importanza del momento di confronto “per valutare l’efficacia del provvedimento rispetto all’obiettivo di riequilibrio tra le diverse aree geografiche del Paese”.
Il dibattito, moderato dal giornalista e saggista Alessandro Barbano, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni di categoria.

Tra gli interventi istituzionali, hanno partecipato anche Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania, e Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Il nodo delle risorse e il divario Nord-Sud

Uno dei temi centrali emersi dal confronto è stato il persistente squilibrio geografico nella distribuzione delle risorse del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV).

Dall’analisi illustrata in sala è emerso come le regioni del Mezzogiorno ricevano una quota significativamente inferiore di risorse rispetto al Nord, a causa di una serie di fattori strutturali: la presenza limitata di Fondazioni Bancarie (solo 10 attive al Sud contro 75 tra Nord e Centro), una partecipazione marginale ai contributi dell’Art Bonus (2,78% delle donazioni nazionali) e un più basso reddito pro capite, che incide sulla capacità di spesa culturale e sugli incassi da botteghino.

In questo contesto, la previsione di un Fondo Perequativo per sostenere le realtà operanti nelle aree disagiate è stata accolta positivamente, ma con riserve: diversi relatori hanno segnalato che le risorse previste appaiono insufficienti rispetto all’ampiezza del divario territoriale.

Al tempo stesso, il meccanismo delle “premialità” per le istituzioni che dimostrano efficienza gestionale e capacità di attrarre risorse private è stato giudicato potenzialmente penalizzante per chi opera in territori economicamente più fragili, dove l’accesso ai finanziamenti privati è oggettivamente più difficile.

Le riflessioni dell’AGIS

Nel suo intervento, Francesco Giambrone, presidente dell’AGIS, ha evidenziato come il principio di riequilibrio territoriale sia parte integrante della storia stessa dell’associazione: “l’attenzione alle diverse espressioni culturali e al riequilibrio territoriale è intrinseca alla storia dell’AGIS, nata nel 1945 dall’unione di realtà locali. Il riequilibrio territoriale deve essere uno degli obiettivi centrali del nuovo impianto normativo proposto dal Codice dello Spettacolo per assicurare pari opportunità di crescita culturale e professionale in tutto il Paese. Solo valorizzando la pluralità dei linguaggi e la coesione tra i territori, il Codice potrà orientare il futuro del settore verso un sistema nazionale, equo e inclusivo”.

Giambrone ha inoltre espresso apprezzamento per l’apertura al dialogo dimostrata dal Governo e dal Sottosegretario Mazzi, auspicando che il confronto porti “a un ulteriore miglioramento della bozza del Codice, nell’interesse dell’intero comparto dello spettacolo”.

Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, Adriano Giannola (presidente SVIMEZ), Pierpaolo Forte (ordinario di Diritto amministrativo all’Università del Sannio), e i vertici delle principali associazioni di categoria: Marco Parri (Federvivo), Antonio Buccioni (FISP), Fulvio Macciardi (ANFOLS) e Bruno Sconocchia (AssoConcerti).

Tutti hanno ribadito la necessità di un approccio che tenga conto delle differenze territoriali e delle specificità delle discipline artistiche, per evitare che i criteri di valutazione e sostegno finiscano per accentuare, anziché ridurre, gli squilibri esistenti.

In chiusura dei lavori, Grispello ha richiamato l’esigenza di “individuare nuovi strumenti e meccanismi, insieme a un rafforzamento del Fondo Perequativo, che consentano un riequilibrio reale e duraturo tra le diverse aree del Paese”.

L’incontro a Napoli ha così rappresentato non solo un momento di analisi tecnica, ma anche un passo importante nel dialogo tra istituzioni e operatori del settore, chiamati a costruire insieme le basi del futuro sistema nazionale dello spettacolo dal vivo.

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