Da un confronto corale di settore a un’iniziativa rivolta al Governo. Undici associazioni della filiera culturale hanno firmato una lettera congiunta indirizzata alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri competenti. La richiesta è chiara: riconoscere la cultura come un investimento strategico per il futuro del Paese.
L’iniziativa è promossa dall’AGIS ed è il risultato del percorso sviluppato durante le Giornate dello Spettacolo. La manifestazione, organizzata lo scorso dicembre in occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni dell’Associazione, ha riunito in modo strutturato i diversi comparti della filiera culturale italiana. Da quel confronto è emersa la volontà di costruire una posizione comune e di dialogare con le istituzioni come sistema.
Cultura come risorsa economica e sociale
Nella lettera le associazioni richiamano il valore complessivo della cultura. Libri, musei, teatri, cinema, audiovisivo, musica, patrimonio storico e architettonico, archivi, biblioteche e media digitali “costituiscono una ricchezza fondamentale dell’Italia”. Un insieme capace di generare benefici economici e occupazionali e di contribuire al benessere delle persone e delle comunità.
La cultura viene così descritta come uno dei principali fattori di attrattività del Paese. Non solo un elemento identitario, ma una leva concreta per la crescita e lo sviluppo. Da qui l’invito a “superare una visione riduttiva delle politiche culturali e a riconoscerne la natura strategica”.
Le richieste della filiera: investimenti, domanda e imprese
Uno dei punti centrali del documento riguarda l’incremento delle risorse pubbliche destinate alla cultura. Le associazioni chiedono di avvicinare progressivamente l’Italia alla media europea, pari allo 0,5% del PIL. Un obiettivo che viene presentato come condizione necessaria per rafforzare il settore e l’intero indotto.
La lettera richiama anche la necessità di sostenere la domanda culturale. Le associazioni propongono misure in grado di rendere la fruizione più accessibile e inclusiva, anche attraverso strumenti fiscali. Particolare attenzione viene posta alla riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali.
Un ulteriore passaggio riguarda il ruolo delle imprese culturali e creative. Il documento chiede di riconoscerle come soggetti economici a pieno titolo, attraverso semplificazioni normative e una riduzione della pressione fiscale. In questo quadro rientrano anche i temi legati al rapporto con le grandi piattaforme digitali, alla tutela del diritto d’autore e alla promozione del pluralismo.
Scuola, formazione e prospettive di politica culturale
Le associazioni sottolineano infine il legame tra cultura, scuola e formazione. L’investimento nei percorsi educativi viene indicato come uno strumento fondamentale per ampliare nel tempo la partecipazione culturale e costruire un pubblico più consapevole.





























