Gimmi Basilotta, presidente dell’Unione Interregionale AGIS di Piemonte e Valle d’Aosta, traccia un bilancio del primo anno del suo mandato e delinea gli obiettivi futuri. Dalle sfide della rappresentanza territoriale alla valorizzazione delle sale cinematografiche, passando per la semplificazione burocratica, l’Unione illustra quali siano le priorità e le azioni introdotte negli ultimi mesi.
Quali sono gli obiettivi che si era posto all’inizio della sua presidenza?
Ci siamo posti una serie di obiettivi che partono da una premessa: lavorare sul rapporto con il territorio, dando forza al fatto di essere un’Unione interregionale. C’è una differenza importante a livello di presenza e di rappresentatività dello spettacolo tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, con un forte squilibrio a svantaggio di quest’ultima. Il nostro impegno è quello di attivare dei processi che possano coinvolgere il mondo dello spettacolo, dal vivo e cinematografico.
Al momento dell’insediamento ha dichiarato di voler proseguire il percorso dell’ex presidente Boggio. Su quali dimensioni l’AGIS si sta concentrando?
Il tema della rappresentanza a livello interregionale tra le diverse anime di AGIS ci spinge a rivedere il nostro Statuto. L’obiettivo è costituire un’aggregazione dello spettacolo dal vivo all’interno dell’Unione interregionale che possa agire come interlocutore di pari livello con ANEC e ANESV, gli altri due rappresentanti dello spettacolo a livello locale, promuovendo una politica culturale basata sulla collaborazione intersettoriale.
C’è quindi un problema di rappresentanza sul territorio, specialmente in Valle d’Aosta. Con quali strategie si può risolvere?
Un percorso può essere quello di approfondire la conoscenza delle imprese che operano in quel territorio, dobbiamo avere maggiore cognizione di quali servizi possiamo offrire loro come AGIS. Il nostro obiettivo è aprire un dialogo con tutta una serie di realtà che ancora non aderiscono all’Unione e lavorare insieme a una strategia condivisa. Un passaggio importante potrebbe essere anche quello di costituire una sede sul territorio.
La situazione è migliore in Piemonte?
Lo spettacolo in Piemonte beneficia di una situazione regionale favorevole, frutto di percorsi virtuosi avviati negli scorsi anni che stanno ora producendo risultati significativi. Le attività culturali sono disciplinate dalla legge regionale n. 11 del 2018, un provvedimento che ha trovato piena attuazione dopo il Covid. Questo ha favorito un’ottima interlocuzione sia con la dimensione tecnica che politica della Regione, facilitando il coordinamento e l’applicazione delle progettualità legate alla legge stessa.
In un’audizione in Commissione regionale lo scorso marzo, l’AGIS aveva sottolineato alcune criticità nell’attuazione della legge.
Per molto tempo, lo spettacolo in Piemonte ha sofferto per il forte ritardo nell’erogazione dei fondi regionali, che a volte superava i 24 mesi, penalizzando soprattutto le piccole imprese. Grazie a un’azione coordinata dal presidente e dall’assessore al bilancio della Regione, è nata una collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo che ha agevolato l’erogazione dei Fondi. A questo si aggiunge in parallelo un importante percorso di semplificazione per la rendicontazione per le imprese. Un grande risultato che dovrebbe risolvere molte delle difficoltà degli operatori del settore.
Il tema della salvaguardia e della tutela delle sale e delle attività di spettacolo è rientrato nell’agenda nazionale e regionale della politica culturale. Qual è la situazione in Piemonte e Valle d’Aosta?
Il comparto cinematografico ha subito maggiormente l’impatto della pandemia. La Regione Piemonte, in risposta all’allarme di AGIS e degli esercenti, ha adottato due misure chiave. La prima ha permesso alle sale di accedere ai Fondi FESR per la ristrutturazione delle sale di spettacolo, riconoscendo queste attività come vere imprese. La seconda misura ha riguardato i contributi diretti per la valorizzazione delle sale e del prodotto piemontese. La partecipazione e collaborazione di AGIS, AIACE e Piemonte Movie ha consolidato la filiera cinematografica locale, con benefici duraturi per il settore. A ciò si aggiunge un protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per i bandi di cinema per la scuola, amplificando le attività formative proposte da AGIS Piemonte.
Quali sono invece i prossimi obiettivi dell’Unione interregionale?
Guardando al futuro, il nostro obiettivo è allargare le prospettive dell’AGIS. Immaginiamo di unire le realtà regionali di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, sul modello dell’AGIS Triveneta. Questa visione perimetrale, che coinvolge numerosi partner, permetterebbe un’interlocuzione più ampia e una maggiore condivisione di progettualità e obiettivi. Abbiamo già iniziato a ragionare insieme e l’AGIS Liguria ha dimostrato grande disponibilità.





























