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“MATRIA”. IMMAGINARI DELLA MATERNITA’ CONTEMPORANEA ESPLORAZIONE DI MONDI TRA TEATRO, CINEMA, LETTERATURA E ARTE PUBBLICA

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Martedì 12 ottobre alle 18.00 la rassegna dedica unospazio particolare alla letteratura contemporanea con MaterIA – Tre scrittrici de/scrivono la maternità,un dialogo tra Maria Grazia Calandrone, Gaia Manzini e Giulia Caminito (che da poco si è aggiudicata il Premio Campiello), con la storica e transfemminista Valentina Greco, presso la Biblioteca Salaborsa. Un confronto tra esperienze diverse attraverso narrazioni che trattano i temi della maternità e del rapporto madre-figlia.

Organizzato in collaborazione con Salone Internazionale del Libro di Torino, Bologna Biblioteche nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna, che ha proposto alcuni consigli di lettura e approfondimento (disponibili al link consigli di lettura/approfondimento ), Biblioteca Salaborsa, Biblioteca Italiana delle Donne/Centro delle Donne di Bologna, Libreria delle Donne di Bologna.

Mercoledì 13 e giovedì 14 ottobre alle 19.00 al Teatro Arena del Sole Sonia Bergamasco presenta Lettera a una madre, la riduzione teatrale, prodotta da ERT, del libro Splendi come vita (edito da Ponte alle Grazie, 2021), che la scrittrice Maria Grazia Calandrone ha composto insieme all’attrice, voce e corpo della pièce, per raccontare l’amore reciproco tra madre e figlia.

«Ci ho messo vent’anni – scrive Maria Grazia Calandrone – per trovare il modo di raccontare questa storia tragica senza il peso specifico della tragedia. Anzi, con leggerezza e salutari lampi d’ironia e, soprattutto, tenendomi al timone della poesia, cercando cioè di imprimere una direzione collettiva e universale all’esperienza individuale. Parole una per una indispensabili a riassumere trentacinque anni di relazione con la figura archetipica di una madre amatissima e, per ciò, potentissima. Parole colate come piombo, ma che fossero lievi come aria. Poi arriva la proposta di una riduzione teatrale. Scavare ancora, dunque, togliere ancora, restituire l’essenza dell’essenza. Per sottrarre, non resta che fidarsi di una voce, che dia voce a una vita che conosce e ama».

Ed è così che nasce la lettura: legata da un profondo rapporto di amicizia con l’autrice, Sonia Bergamasco, dopo aver seguito fin dall’inizio la nascita del libro, ha deciso, su invito del direttore di ERT Valter Malosti, di portarlo sul palcoscenico proprio in occasione di Matria. «35 anni di vita, della vita di un’amica di sempre, – afferma l’attrice – sono un carico prezioso e delicato da consegnare all’ascolto e allo sguardo di tutti. A questo fine, era necessario “snellire”, per portare alla luce la linea essenziale del racconto. L’abbiamo fatto insieme, con cura e difficoltà: Maria Grazia aggiungendo e “salvando” mentre io, utilitaristicamente, promuovendo tagli ed ellissi. La lettera che vi offriamo è il risultato di questa ricerca».

Giovedì 14 ottobre alle 17.30 presso il Teatro Arena del Sole l’ultimo incontro è affidato alla filosofa femminista Rosi Braidotti, teorica della soggettività nomade e riferimento a livello mondiale negli studi postumani, che si confronta con Rita Monticelli, professoressa ed esperta di Gender Studies e Coordinatrice del Master GEMMA e Angela Balzano, ricercatrice e attivista (nonché traduttrice italiana di diversi libri di Donna Haraway e della stessa Braidotti), in Politiche gestazionali e convergenza postumana, una riflessione intorno alla procreazione nelle sue diverse forme, sulla società e la genitorialità ai tempi delle nuove tecnologie.

In contemporanea continuano le repliche dello spettacolo Lingua Madre di Lola Arias, in prima nazionale sul palcoscenico della Sala Leo de Berardinis del Teatro Arena del Sole fino al 14 ottobre. Un’indagine di teatro documentario sugli immaginari della maternità contemporanea, composta nell’arco di due anni raccogliendo testimonianze e statistiche sul territorio cittadino, a contatto con associazioni e abitanti, studiose e attiviste, doule e medici, operatrici sociali e avvocatesse. Nove sono gli abitanti, di cui otto in scena, che hanno condiviso il percorso lavorando a strettissimo contatto con la regista in questo arco temporale. Le musiche sono di Meike Clarelli e Davide Fasulo, che hanno affiancato il lungo periodo di produzione.

Lingua Madre è una drammaturgia che scava nell’attualità, facendo luce, con delicatezza e poesia, sul concetto di maternità o paternità, la bellezza e le problematiche, i vuoti legislativi e le contraddizioni morali dell’epoca in cui viviamo. Un’enciclopedia sulla riproduzione nel XXI secolo scritta a partire dalle storie di madri migranti, madri trans, madri eterosessuali che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita, madri lesbiche, coppie gay con figli, donne cattoliche che non hanno osato abortire, donne che hanno abortito, donne che non vogliono avere figli e molte altre che ancora si chiedono come reinventare la parola madre.

Matria è promosso da ERT / Teatro Nazionale; realizzato in collaborazione con Comune di Bologna, DAMSLab | La Soffitta – Università di Bologna, Fondazione Cineteca di Bologna, Centro di Ricerca Musicale-Teatro San Leonardo, TTFF, Accademia Belle Arti di Bologna, DOM La Cupola del Pilastro, Scuola delle Donne del Pilastro, CHEAP street poster art, Gender Bender, Cassero LGBT+ Center, Biblioteca Comunale Salaborsa, Orlando, Biblioteca delle donne di Bologna, Biblioteca italiana delle Donne, Libreria italiana delle Donne, Patto per la lettura Bologna, Salone Internazionale del libro di Torino.

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