Il settore dello spettacolo dal vivo in Italia compie un passo decisivo verso una strategia di sistema sempre più integrata. Nasce così “Rete Imprese di Spettacolo”, un nuovo coordinamento che riunisce le principali associazioni di categoria del comparto, che operano con logiche di mercato.
Ne fanno parte gli organizzatori di concerti di musica dal vivo rappresentati da Assomusica e Assoconcerti, l’industria del teatro di iniziativa privata, che vede unite l’esercizio di ANET e le imprese stabili di produzione (ISP), oltre al comparto dei parchi permanenti (AssoParchi).
L’iniziativa consolida il ruolo dell’AGIS come baricentro di una filiera che oggi decide di parlare con una voce ancora più tecnica e unitaria. Un settore che, secondo i dati SIAE 2024, conta oltre 55 milioni di spettatori all’anno e raggiunge ricavi per 1,5 miliardi di euro, senza contare l’indotto dei servizi ancillari.
Nuova piattaforma, nuova visione
La missione della Rete è definire una piattaforma programmatica chiara per interloquire con le istituzioni su temi di politica industriale. Al centro delle richieste figura l’estensione dell’aliquota IVA ridotta al 5%. Una misura volta a equiparare fiscalmente lo spettacolo al mercato delle opere d’arte, stimolando così nuovi investimenti e occupazione.
Accanto alla leva fiscale, la Rete promuove l’istituzione di Tax Credit e fondi specifici per le imprese che operano con logiche di mercato, sviluppando nuovi mercati e rafforzandone la competitività.
Nel programma delineato dai presidenti delle associazioni coinvolte emerge anche la necessità di ripensare gli impianti dedicati allo spettacolo. Dalle nuove infrastrutture agli strumenti finanziari agevolati per la costruzione e l’ammodernamento tecnologico e sostenibile di teatri, arene, live club e parchi, con particolare attenzione alla sicurezza e all’accessibilità.
Sul piano normativo, la Rete chiede la creazione di codici ATECO specifici per gli organizzatori di concerti e festival, oggi penalizzati da una classificazione frammentata. Non meno importante l’obiettivo di uno snellimento burocratico che mira a disegnare una normativa più aderente alla rapidità del settore, superando l’attuale disciplina del secondary ticketing e auspicando una semplificazione sul tema del diritto d’autore e dei diritti connessi.
“La missione della Rete è quella di promuovere lo sviluppo dello spettacolo dal vivo che opera con logiche di mercato, attraverso la valorizzazione degli aspetti culturali, sociali ed economici delle forme di spettacolo rappresentate. L’obiettivo è favorire il dialogo tra i diversi settori imprenditoriali e le istituzioni, per richiedere attenzione e diffondere la cultura dello spettacolo come motore di coesione sociale e crescita culturale, economica e turistica per il Paese”, ha dichiarato Domenico Barbuto, Segretario Generale dell’Agis
Un maggiore riconoscimento per la musica popolare
Un primo segnale di questo nuovo corso arriva dall’iter della Legge di Bilancio 2026. È in fase di approvazione un emendamento — presentato dai senatori Paolo Marcheschi e Matteo Gelmetti e riformulato dal Governo — che prevede la nascita di un fondo strutturato per il rilancio della competitività del sistema musicale italiano. La misura, pur con una dotazione iniziale di 1,5 milioni di euro annui dal 2026, rappresenta un precedente significativo per il comparto pop, rock e del cantautorato.
“È un risultato storico — commenta Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti — perché per la prima volta lo Stato riconosce con un atto concreto il valore di un comparto chiave, determinante non solo per lo spettacolo ma per tutto il Paese“. Secondo Sconocchia, nonostante lo stanziamento sia ancora esiguo per esprimere piena efficacia, l’apertura del Governo è una “breccia significativa” in un ambito, quello della musica contemporanea, che finora non aveva mai goduto di misure di sostegno specifiche a differenza degli altri settori culturali. I criteri di accesso al fondo saranno definiti da un decreto ministeriale attuativo entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.
I numeri del mercato
La necessità di una rappresentanza unitaria è sostenuta dai numeri che evidenziano la forza delle singole componenti della Rete. La musica popolare contemporanea guida i volumi con oltre 39.000 eventi e 24 milioni di spettatori, generando un fatturato di quasi un miliardo di euro (989,3 milioni). Segue il dinamismo dei parchi di divertimento, che hanno superato i 21,1 milioni di ospiti (+7,4%), oltrepassando per la prima volta la soglia dei 300 milioni di euro di biglietteria. Solidità anche per il teatro di iniziativa privata, che ha totalizzato 9,5 milioni di presenze per 170 milioni di euro di incassi.
Dati che confermano come i temi dell’ammodernamento degli impianti e della sostenibilità economica siano trasversali a tutta la filiera. “Una rappresentanza unitaria consente di affrontare queste sfide con strumenti adeguati — conclude Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi — e di sostenere investimenti che generano occupazione e valore misurabile per l’intero sistema nazionale“.





























