Cade il vincolo della riduzione del turnover per i grandi teatri di prosa e le fondazioni liriche italiane: un intervento del Parlamento che allenta la pressione sul reclutamento nel settore culturale. Le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei deputati, nella seduta del 17 aprile 2025, hanno approvato due emendamenti identici al decreto-legge 25/2025 (A.C.2308), rispettivamente uno a prima firma Federico Mollicone (FdI), l’altro Matteo Orfini (PD), che introducono “disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni” e che avrà un impatto sulle istituzioni culturali italiane.
La modifica legislativa interviene sull’articolo 1, comma 830, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, escludendo espressamente le Fondazioni lirico sinfoniche, i Teatri nazionali e i teatri di rilevante interesse culturale dalle stringenti misure di riduzione del turnover previste per la pubblica amministrazione per l’anno 2025.
In sostanza, questi enti non saranno più vincolati ad un tetto massimo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato basato sui pensionamenti dell’anno precedente, né dovranno riversare allo Stato gli eventuali risparmi generati da tale meccanismo.
Un provvedimento che assume un ruolo fondamentale anche come misura di salvaguardia e di sostegno per l’occupazione nel settore dello spettacolo. Venuta meno la limitazione al turnover, viene rimossa una barriera che avrebbe penalizzato l’ingresso di nuove professionalità e impedito la crescita e il rinnovamento delle competenze per lo spettacolo dal vivo, oltre a rischiare di generare difficoltà economiche agli enti.
Sin dall’approvazione della Legge di Bilancio, l’AGIS aveva più volte posto l’accento sulla peculiarità del settore culturale e sulla necessità di sottrarre i principali enti del comparto dalle logiche restrittive della riduzione del turnover.
«Abbiamo lavorato per mesi a questo obiettivo che evita le conseguenze di una norma che abbiamo giudicato sin dall’inizio sbagliata e che avrebbe messo in grande difficoltà molte realtà importanti del nostro comparto – spiega il presidente dell’AGIS Francesco Giambrone –. Questo risultato rappresenta la conclusione di un percorso che ci ha visti impegnati nel sensibilizzare a tutti i livelli Governo e Parlamento. Esprimo soddisfazione a nome di tutto il settore per questo importante risultato frutto del lavoro della nostra Associazione e ringraziando tutte le Istituzioni interessate che hanno contribuito al raggiungimento di tale obiettivo».
«Sin dall’inserimento in Legge di Bilancio, la norma ci era apparsa iniqua. Ecco perché ci siamo da subito attivati per individuare uno strumento normativo che la modificasse. Il risultato di ieri ha dimostrato come le giuste ragioni se rappresentate con competenza, passione e determinazione, come AGIS dimostra in tutta la sua azione, trovano sempre risposta» ha aggiunto il segretario generale dell’AGIS Domenico Barbuto.
Anche le Segreterie nazionali delle Organizzazioni sindacali qualche giorno fa avevano manifestato la loro preoccupazione riguardo alla misura peraltro specificata nelle sue modalità applicative all’interno di una circolare del MEF dello scorso 7 aprile per il pubblico impiego, proclamando lo stato di agitazione del settore, sottolineando le ricadute economiche e finanziarie del provvedimento e gli effetti sui lavoratori dello spettacolo.
«L’occupazione nel mondo dello spettacolo rappresenta per tutti noi un valore – conclude il presidente di AGIS Giambrone -. Quello dello spettacolo è un comparto che si regge sulle professionalità e le competenze di lavoratori (artisti, tecnici e amministrativi) ad altissima qualificazione e competenza. Interrompere in maniera ingiustificata la crescita e lo sviluppo dei nostri teatri impedendo l’acquisizione di nuove professionalità e competenze e determinando peraltro un aggravamento degli equilibri di bilancio, era sbagliato e dannoso. Con questo intervento approvato ieri il problema nato con la Legge di Bilancio è stato corretto. Siamo soddisfatti che il confronto e il dialogo tra Agis, Governo e Parlamento abbia portato a questo risultato».
Il provvedimento, sul quale il Governo ha preannunciato la questione di fiducia, è atteso in Aula alla Camera dei deputati martedì 22 aprile prossimo. Successivamente, il testo passerà al vaglio del Senato della Repubblica, con l’obiettivo di una definitiva approvazione entro il 14 maggio 2025.





























