“Non ho scelto la danza, è la danza che ha scelto me,” raccontava in una celebre intervista Vittoria Ottolenghi, tra gli intellettuali del secolo scorso che, meglio di chiunque altro, ha promosso e divulgato il mondo della danza, consacrandosi come una delle personalità più influenti nella storia della danza italiana. Il suo lavoro instancabile come critica e organizzatrice culturale ha avuto un impatto straordinario, contribuendo a trasformare la percezione di un’arte che, fino agli anni ’70, era considerata “minore” rispetto ad altre discipline paritetiche per valore e apporto culturale.
“Una vita per la danza,” diceva di sé Ottolenghi, che, attraverso i suoi scritti e le sue critiche, ha raccontato la simbiosi che ha avuto con questa forma espressiva, quasi come se fosse predestinata a farsi portavoce della bellezza e della complessità del balletto. Donna visionaria e tenace, ha saputo spiegare e interpretare quest’arte con chiarezza e rigore, senza mai perdere la grazia del racconto, portando così la danza nelle case degli italiani. Celebre è il programma della domenica mattina Maratona d’estate, attraverso il quale Ottolenghi ha ispirato nuove generazioni e reso accessibile un’arte apparentemente ermetica a un pubblico vastissimo.
La sua maestria nel raccontare la danza ha incoraggiato la formazione di un immaginario collettivo nuovo, in cui il balletto e i suoi protagonisti trovano nuova linfa per un’arte, da lei stessa definita “tanto effimera quanto sublime.” In un’intervista, la critica di danza Elisabetta Testa le chiese: “Che cos’è la danza per lei?” Ottolenghi rispose: “È una delle arti. Mi piacciono tutte, anche se me ne intendo poco; la danza è quella che ho visto di più. L’arte è un piacere della vita; se ce la tolgono, cosa ci rimane?”
Nel centenario della sua nascita, con profonda gratitudine si ricorda l’inestimabile contributo di Vittoria Ottolenghi. Il suo lavoro pionieristico continua a ispirare generazioni di artisti, critici e appassionati, lasciando un’eredità che vive ancora oggi in ogni scena, in ogni gesto danzato.





























