Danza è

STORIE DI BATTUTE INFELICI, RICONOSCIMENTO E NUOVI PROGETTI PER IL SETTORE Conversazione con Amalia Salzano

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Con oltre 1600 scuole di danza associate, A.I.D.A.F è l’associazione di Categoria di riferimento che dal 1999 affronta tutte le problematiche relative al settore della formazione, alla valorizzazione della cultura della danza e del suo insegnamento.  Abbiamo incontrato Amalia Salzano ed il risultato, come sempre non è mai banale

Amalia, iniziamo dalle buone notizie, il Governo sembra finalmente essersi reso conto dell’importanza delle scuole di danza rispondendo all’interrogazione del Senatore Ruotolo in modo propositivo

Sì, dopo anni di battaglie e dopo i mesi di emergenza, nei quali AIDAF, sempre con il prezioso supporto di AGIS, non si è mai fermata portando avanti un lavoro incessante di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni, finalmente arrivano segnali positivi. Il Senatore Ruotolo, che si è mostrato molto attento rispetto alle nostre problematiche, aveva presentato una interrogazione parlamentare molto articolata dedicata al nostro settore. Il Governo ha risposto evidenziando la consapevolezza della mancanza di una regolamentazione del settore e di percorsi abilitanti per il corpo docente ed è stato sottolineato l’impegno profuso da AIDAF per giungere alla definizione di questa problematica. Siamo molto soddisfatti e, come annunciato dal Sottosegretario Orrico, nei prossimi mesi potranno essere definiti i parametri di riferimento per l’insegnamento della danza.

Non è l’unica buona notizia. La Commissione Cultura del Senato ha approvato il parere sulla legge di conversione del Decreto “ Agosto” ( DDL N. 1925) all’interno del quale viene espressamente segnalata l’esigenza di dare seguito alla regolamentazione delle scuole di danza, del relativo sistema fiscale, e delle garanzie formative e professionali specifiche degli insegnanti di danza.    

Qual è l’importanza delle scuole di danza nella formazione dei giovani?

Le scuole di danza private in Italia rappresentano un comparto importante dello spettacolo dal vivo costituendo la base fondamentale del sistema danza, in quanto la formazione dei danzatori in Italia, è affidata quasi totalmente a loro. Va sottolineato però che il settore riveste un ruolo fondamentale nel tessuto sociale italiano, che va oltre il puro e semplice insegnamento della danza.

Contribuisce infatti, in maniera sostanziale, alla promozione, allo sviluppo e alla diffusione della cultura nel nostro Paese, svolge un’attività di primaria importanza a livello sociale, culturale  e aggregativo per i giovani e forma il pubblico del domani.

L’ influenza che può avere nella crescita personale dell’individuo, frequentare una scuola di danza è enorme. Coltivare una passione e un’arte arricchisce la persona. E i giovani che crescono studiando danza saranno sicuramente persone migliori ricche di valori. Ed è molto importante in questo percorso la figura del Maestro. Il Maestro di danza è anche un Maestro di vita.

Hai un aneddoto che porti sempre con te nel cuore?

Il Maestro Mattox (Sorride) .

Amalfi, 1980, stage di danza, primo giorno. Dopo la mia lezione di classico, resto per sbirciare questa misteriosa lezione di Danza Jazz di cui non sapevo nulla! Vedo il Maestro Mattox , di spalle, un uomo  alto, dal fisico strepitoso, che dava lezione suonando un grande tamburo e che emanava un carisma incredibile! Mi sembrò molto giovane finchè non si girò e vidi il volto affascinante di un uomo di circa 60 anni, con i suoi profondi occhi azzurri, il pizzetto… ne restai letteralmente folgorata! Rimasi lì incantata a guardare tutta la lezione e decisi in quel preciso momento di voler studiare con lui e di voler imparare la sua tecnica.  Quel giorno la mia vita e il mio percorso professionali cambiarono . Ho dedicato tutta la mia vita alla danza jazz. In particolare, il Maestro Mattox, è diventato per me un vero e proprio papà e mentore. L’ho seguito ovunque, fino all’ultimo, approfondendo non solo la tecnica , ma conoscendo la sua filosofia e la sua umanità e il giorno che ci ha lasciati, con lui è andato via un pezzo di me e continuerò a trasmettere ai giovani tutto quello che ho imparato da lui.

L’infelice affermazione del Sindaco di Barletta è sicuramente fuori luogo, tra le altre cose condita da un accostamento quanto meno stravagante con la movida, credi si tratti di un episodio isolato o spesso vi trovate costretti a dover combattere questa superficialità nei vari territori?

Purtroppo l’affermazione del Sindaco di Barletta, che ci ha costretti ad intervenire prontamente a difesa del settore, è la testimonianza della assoluta mancanza di conoscenze rispetto al lavoro svolto dalle scuole di danza da parte di molte istituzioni. Più che infelice io la definirei gravissima. Paragonare un’attività didattica, artistica e culturale quale la formazione della danza alle movide, feste ed assembramenti è davvero assurdo. Tra l’altro, come affermato nel nostro comunicato stampa di replica, le scuole devono adottare protocolli severissimi che prevedono distanziamenti, contingentamenti numerici, norme igieniche precise etc., per cui sono dei luoghi davvero sicuri. Trovo che sia stata davvero una grave offesa per il settore e che non si possano fare affermazioni di tal genere a cuor leggero e senza valutarne le conseguenze. Un settore già in ginocchio che viene messo a repentaglio totale da una affermazione insensata. Negli anni abbiamo dovuto combattere molto per sensibilizzare e soprattutto informare le istituzioni. Fortunatamente le cose stanno cambiando come ho già detto precedentemente.

La formazione non può scindere da una buona informazione, quale consiglio ti senti di dare a chi decide di intraprendere in modo professionale un percorso nel settore danza?

Questo settore manca di qualsiasi regolamentazione e tutela, e, come finalmente recepito dal Governo, ha una assoluta necessità di un riordino totale a tutela degli allievi e delle loro famiglie, e a tutela degli insegnanti che devono vedersi riconosciuta finalmente una dignità professionale. La regolamentazione attraverso la legge e il titolo, è fondamentale per poter fornire ai giovani che desiderano intraprendere questo percorso e alle loro famiglie, gli strumenti necessari per poter essere informati e poter individuare le scuole che possono garantire professionalità e serietà.

Il vuoto normativo nella disciplina della formazione coreutica privata perdura dal 1974. Questa mancanza di regole, se da un lato ha garantito il libero sviluppo della creatività artistica della danza, dall’altro ha consentito un aumento spropositato dell’offerta formativa in ambito privato, senza parimenti garantire l’adeguata professionalità dei docenti a tutela degli allievi. Non esistendo un titolo obbligatorio, chiunque in Italia ha potuto e può insegnare danza. Lo strumento primario per farlo esiste già ed è la Legge 175/2017. Nel testo della Legge viene indicato un principio storico, vale a dire l’introduzione di una normativa che regolamenta l’insegnamento della danza, oltre che il riordino delle scuole di danza.

Questo risultato straordinario, frutto di un lavoro certosino che AIDAF ha portato avanti negli anni, ha aperto finalmente uno scenario possibile per il riordino definitivo del sistema della formazione coreutica privata italiana, riconoscendo, da un lato, l’esistenza della figura professionale dell’insegnante di danza e, dall’altro, la regolamentazione delle scuole di danza. Riordino che rappresenta una vera e propria battaglia di civiltà. Oggi ci si barcamena tra migliaia di offerte (alcune anche validissime ovviamente), quindi, fino al momento in cui finalmente si darà seguito all’attuazione della legge, cosa che ormai dovrebbe avvenire a breve, consiglio ai giovani di informarsi il più possibile sull’offerta didattica e sul corpo docente (internet aiuta molto) e di non fermarsi alle apparenze, o semplicemente alla ubicazione della scuola o peggio ancora al costo dei corsi. Costi troppo bassi non sono mai sintomo di qualità.

La danza, come tutto lo spettacolo vive una stagione drammatica, come ha reagito il comparto e quale futuro immagina per le scuole di formazione rappresentate da A.I.D.A.F. ?

La chiusura totale delle scuole di danza private, ai primi di marzo, ha provocato un danno economico enorme. Le riaperture tardive tra maggio e giugno ( periodo in cui normalmente le scuole chiudono) e i rigidi protocolli da seguire tuttora, hanno messo le scuole in ginocchio. Purtroppo, pur rappresentando in Italia un comparto importante – circa 30.000 scuole con almeno 3 milioni di allievi,  non sono state mai citate in alcuna misura di sostegno, sia in termini di ammortizzatori sociali che in altri ambiti economici. L’AIDAF ha chiesto a gran voce misure di sostegno, la più importante un “Fondo straordinario per le scuole di danza”, finalizzato al ristoro per i mancati introiti causati dalle chiusure forzate, che dovrebbe essere   assegnato sulla base di un decreto del Ministro dei Beni ed Attività Culturali e del Turismo, a valere sul Fondo emergenze spettacolo. Ma a tutt’oggi, non abbiamo avuto risposte in merito. Molte scuole hanno dovuto chiudere perché non hanno retto ai mesi di chiusura senza introiti e con tutte le spese da sostenere. E se non ci saranno aiuti concreti molte altre saranno costrette a farlo. Confidiamo davvero che il Governo e le massime istituzioni che abbiamo sensibilizzato, ci diano ascolto e non lascino indietro questo settore così fragile e abbandonato a se stesso.

Nonostante tutto ciò le scuole, pur combattendo contro mille problematiche (protocolli, paure dei genitori e il caos degli orari delle scuole pubbliche), stanno cercando di portare avanti il loro lavoro. Seguendo tutte le regole e con la passione di sempre. Il futuro mi piacerebbe immaginarlo molto più sereno. Innanzitutto senza più la minaccia del covid per tutti, e  con un settore che possa finalmente lavorare con dignità, con le giuste tutele e la giusta professionalità. AIDAF continuerà a battersi per questo e per salvaguardare tutta la danza.

Tu sei una donna guerriera dal cuore d’oro, lo invitiamo ufficialmente il Dott. Cannito al prossimo evento organizzato da A.I.D.A.F.?

Nessun problema, Sono anni che interagisco con le istituzioni a qualsiasi livello cercando di informare, far conoscere il lavoro svolto dalle scuole di danza e sensibilizzare sulle problematiche di questo importantissimo, ma fragilissimo settore. Quindi mi farebbe senz’altro piacere uno scambio con il dott. Cannito, perché no?

Le dichiarazioni del Sindaco

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