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CineTalks 2024 - Talk "Innovazione tecnologica in Italia"

Cinema, Tecnologia e spettacolo

Le nuove frontiere dell’innovazione al centro dei Cine Talks 2024

Tempo di lettura: 5 minuti

In un’epoca di rapidi cambiamenti, anche il settore audiovisivo italiano si prepara a esplorare nuove frontiere di tecnologia e creatività. È una delle grandi sfide del cinema quella messa in rilievo ai Cine Talks 2024. Un evento che ha visto riunirsi nella sala del Cinema Barberini di Roma professionisti, rappresentanti istituzionali ed esperti del settore per discutere di quale sia l’impatto dell’innovazione nel comparto cineaudiovisivo e quali siano gli strumenti a disposizione degli attori coinvolti.

L’organizzazione, curata da OnCasting e CrewReel, piattaforme che stanno rivoluzionando il settore con soluzioni innovative, è stata sostenuta dal patrocinio di ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema e dalla collaborazione con Eurybia Films, con il supporto comunicativo di Echo Group.

Per rispondere alle richieste di un pubblico sempre più esigente, l’esercizio cinematografico deve puntare su una doppia innovazione, come evidenziato dal Direttore Generale dall’ANEC Simone Gialdini in apertura degli incontri. Da un lato, è necessario migliorare l’infrastruttura delle sale, investendo in tecnologie all’avanguardia e in un comfort sempre maggiore. Dall’altro, è fondamentale rinnovare l’offerta cinematografica, proponendo una programmazione più varia e in linea con le richieste del mercato e del pubblico.

Uno strumento chiave di questa doppia innovazione è sicuramente l’Intelligenza Artificiale, il cui ruolo e potenzialità di applicazione nell’ambito dell’esercizio cinematografico e audiovisivo è uno dei temi più discussi. Come hanno ricordato Alessandro Usai, di recente eletto presidente dell’Anica (Associazione nazionale delle industrie cinematografiche audiovisive e digitali) e la giornalista del Messaggero Ilaria Ravarino, moderatrice dei Cinetalks, che ha affidato dall’IA il compito di scrivere la sua nota di introduzione dell’evento.

Usai ha sottolineato come l’IA stia rapidamente trasformando il settore cinematografico e ha invitato l’industria a confrontarsi su questo fenomeno, sottolineando l’importanza di un confronto aperto tra tutti gli attori della filiera, dai creatori ai distributori, fino alle piattaforme.

Ma il dialogo tra gli attori coinvolti non può e non deve essere l’unico strumento del comparto per prendere in mano le redini dell’innovazione. Quello che manca oggi in Italia, sottolinea l’avvocato e componente commissione selettivi MiC Tiziana Carpinteri è un quadro normativo chiaro che possa governare il fenomeno dell’innovazione, disegnano i perimetri di azione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale e offrendo uno strumento di tutela per i professionisti da un lato e degli interessi dell’industria dall’altro.

La legge sulla protezione del diritto d’autore (633/1941) e di altri diritti connessi al suo esercizio – spiega Tiziana Carpinteri – nonostante le numerose modifiche nel corso degli anni, presenta ancora una lacuna normativa su questo tema.

La distinzione tra protezione del diritto d’autore (soggetta ai 70 anni della morte dell’autore dell’opera) e quella per la tutela industriale (che scende a 20 anni) dovrebbe indirizzare l’orientamento verso un “terzo genere”, a cavallo tra le due fattispecie, per disciplinare l’utilizzo dell’IA in relazione alle complessità e alle sfide proposte dall’innovazione tecnologica. 

Da questo punto si è partiti con il primo panel della rassegna, intitolato “Innovazione tecnologica in Italia”, per analizzare la panoramica delle tecnologie emergenti che stanno trasformando il cinema italiano. Nel corso della sessione sono intervenuti Ranieri De Cinque Quintili, Presidente dell’Unione Imprese Tecniche di ANICA, Silvia Paonessa di OnCasting & CrewReel, Carlo Rodomonti, Responsabile marketing strategico e Digital Rai Cinema – Presidente Unione Editori e Creators Digitali ANICA e Bruno Zambardino della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

Il cambiamento che non è radicale – ricorda De Cinque Quintili – come non lo fu il passaggio nelle sale dall’analogico al digitale, e soprattutto presenta sempre una doppia faccia della medaglia. Se la tecnologia e l’intelligenza artificiale hanno concesso dei vantaggi in termini creativi ed economici, o sotto il punto di vista della sfida alla sostenibilità ambientale e digitale, dall’altro rappresentano una sfida analizziamo il loro impatto nell’ambito del doppiaggio cinematografico se non opportunamente tutelato. «Come Anica ci siamo impegnati per primi su questo argomento e nell’ultimo rinnovo contrattuale si prevede una limitazione all’uso dell’IA».

Su come le nuove tecnologie, dalle piatteforme agli strumenti digitali, abbiano trasformato gli usi e i consumi all’interno dei nuovi ecosistemi digitali è intervenuto Carlo Rodomonti, analizzando il ruolo dei “content creator” nel panorama contemporaneo. «Gli autori tradizionali dovrebbero lasciarsi affascinare dai content creators – quelli nativi digitali – perché loro quando creano un contenuto pensano anche al loro pubblico di riferimento, attraverso degli asset di comunicazione che aggregano una comunità. La sfida attuale – conclude Rodomonti –  è da un lato quella di qualificare i content creator, di lavorare sul tema della reputazione senza creare confusione, e dall’altro di sostenere le nuove aziende startup giovani che devono essere sempre più integrate, anche nel sistema Anica».

A raccogliere in sintesi le suggestioni di questo primo panel è stato Bruno Zambardino, che interrogandosi su quale sia il significato di innovazione, analizza come, dal punto di vista dei modelli di business, il mercato stia andando sempre più verso una maggiore apertura e cooperazione.

Dal punto di vista normativo «Tutto ciò che viene dall’Europa viene digerito e declinato anche a livello nazionale – spiega Zambardino –. La legge cinema del 2016 si era caratterizzata proprio perché aveva esteso il campo di azione anche ai videogiochi. Stiamo declinando il regolamento sull’IA con una normativa nazionale, attraverso delle misure che prevedono un obbligo di trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel campo dell’audiovisivo. La sfida è quella di dover trovare una sintesi tra le tendenze del mercato e la propulsione dell’innovazione tecnologica. Le direttive più importanti che riguardano il nostro settore – continua Zambardino – ossia quella sul copyright e la direttiva sui servizi audiovisivi, hanno di fatto introdotto un elemento innovativo: dare più opportunità di remunerazioni nei compensi degli artisti. La legge sul Made in Italy dello scorso anno ha disciplinato la figura dei content creator e, non a caso, un decreto del Ministero della Cultura dello scorso ottobre ha creato un repertorio a tutela delle opere dei creatori digitali, così come Agcom ha avviato un percorso per disciplinare il tema degli influenzer, distinguendo questa figura dai content creator».

Il secondo talk, dedicato al tema della “Formazione per le competenze del futuro” ha messo in risalto l’importanza della preparazione tecnica e artistica, fondamentale per i nuovi ruoli nella filiera. Le testimonianze di Elisabetta Badolisani (Anica Academy ETS), Adriano De Santis (Direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia) e di Antonio Medici (Coordinatore Generale Scuola D’Arte Cinematografica Gian Maria Volontè) hanno evidenziato l’importanza di integrare le nuove competenze digitali all’interno dei percorsi didattici degli istituti di cinema e audiovisivi, sottolineando la necessità di formare tecnici specializzati, cruciali per garantire una produzione efficiente e competitiva a livello internazionale.

L’ultimo panel, incentrato sul tema dei “Riconoscimenti culturali e della valorizzazione delle figure professionali” nel comparto audiovisivo ha visto la Presidente e Direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello Piera Detassis e Laura Muccino, Presidente dell’Unione Italiana Casting Directors, porre l’accendo sull’importanza di valorizzare tutte le figure professionali coinvolte, dal cast alla produzione, con lo scopo di promuovere un ecosistema cinematografico più inclusivo ed efficiente.

L’introduzione del Premio David di Donatello al casting – spiega Detassis –rappresenta il lavoro dell’Accademia del Cinema Italiano di ricerca e di scoperta dei nuovi talenti nel cinema e nell’audiovisivo, e che non si esaurisce nella serata di premiazione.

«Il Premio è il riconoscimento del contributo artistico di una professionalità all’interno della realizzazione di un prodotto cinematografico che in Italia ancora non viene pienamente compreso – spiega Laura Muccino –. Quella del casting director è una professione che esiste da molti anni e che nel corso del tempo ha acquisito una sua etica e una sua competenza specifica. Sono i collaboratori del regista, attraverso la loro conoscenza e sensibilità, a mettere a disposizione un percorso di selezione di conoscenza degli attori, aiutando il regista e indirizzandolo nella scelta».

Un ragionamento che si estende ad un ampio ventaglio di maestranze del cinema e dell’audiovisivo. «Nel nuovo contratto nazionale del lavoro – conclude Muccino – a cui stiamo lavorando sono riconosciute 180 professionalità, quasi il doppio di quelle presenti nel vecchio contratto. C’è una moltiplicazione delle maestranze del comparto e questo è merito anche dei premi istituzionali, che devono riconoscere l’innovazione nel nostro settore modellando la loro struttura sulla base delle nuove professionalità del comparto». 

La giornata si è poi conclusa con una sintesi sulle prospettive future del settore audiovisivo italiano, affrontando innovazione e competitività internazionale.

Cine Talks 2024 – Talk “Riconoscimenti culturali e della valorizzazione delle figure professionali“
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