Dopo la pandemia, i dati dell’Osservatorio sui consumi culturali di dicembre 2024 curato da SWG per conto di Impresa Cultura Italia-Confcommercio rivelano una ripresa significativa del settore culturale nel nostro Paese.
Dall’inizio del 2024, la spesa media mensile si attesta a 86 euro: è dunque possibile stimare un aumento del 30% negli ultimi due anni. Nonostante questi positivi segnali di ripresa, la spesa destinata ai consumi culturali non riesce ancora a raggiungere i livelli del 2019, da cui l’attuale cifra si discosta in modo considerevole (113 euro).

A trainare la crescita è il comparto dello spettacolo dal vivo. Gli italiani sono tornati a vivere il teatro, a partecipare e assistere a concerti e agli eventi dal vivo, dopo il picco negativo dovuto alle restrizioni negli anni della pandemia. Il 2024 si è concluso con un cambio di rotta, registrando un aumento della fruizione di spettacoli e concerti.
Nel dettaglio, al primo posto, la spesa destinata ai concerti dal vivo supera i livelli pre-pandemia e lo stesso trend positivo trova conferma anche nelle crescenti presenze a teatro, la cui partecipazione è in aumento raggiungendo il 18% rispetto al 10% del 2019.

Delle attività culturali proposte a livello locale vengono identificati punti di forza e debolezza: l’accessibilità fisica e la qualità percepita dell’offerta soddisfano rispettivamente il 58% e il 52% degli intervistati; di contro, la mancanza di innovazione (38% degli intervistati di cui soltanto nel Nord-Est il 34%) e di versatilità nell’offerta (42%), soprattutto nel Sud e nelle Isole, che fanno di questi fattori le principali cause di insoddisfazione. Nettamente più variegata l’offerta nei grandi centri, in grado di dare maggiore impulso ai livelli di partecipazione alle iniziative culturali.





























