L’industria audiovisiva italiana ha registrato nel 2024 16,3 miliardi di euro di valore complessivo, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente e con un ritmo medio annuo del +4,6% dal 2018, più del doppio rispetto all’andamento del Pil nazionale. È quanto emerge dal Settimo Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale, presentato al Mercato Internazionale dell’Audiovisivo (MIA) al Cinema Barberini da Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione Produttori Audiovisivi (APA).
Una nuova fase per il settore
Il comparto pesa oggi lo 0,73% del Pil nazionale, segnale di un comparto che non è più solo culturale ma anche economico, capace di generare valore e competitività internazionale.
Dopo una lunga fase di crescita, il settore si prepara a una nuova stagione, più esigente, con maggiore selezione dei progetti e attenzione alla circolazione internazionale delle opere. In questo contesto il sistema degli aiuti pubblici — e in particolare il Tax Credit — rimane una leva essenziale per sostenere la crescita della domanda, la ricerca della qualità e la produzione indipendente; il Rapporto sottolinea però la necessità di requisiti per il sistema degli aiuti basati su rigore, rapidità, semplicità ed efficacia nelle erogazioni.
Settore che, secondo i dati presentati, opera in uno scenario in cui il costo complessivo di produzione delle opere audiovisive supera i 2,1 miliardi di euro, a fronte di un impiego di oltre 124.000 professionisti , con una crescente presenza femminile e under 35.
Il pubblico in sala
A cambiare non è solo il mercato, ma anche chi lo alimenta: il pubblico.
La nuova edizione dello studio “Sala e Salotto” di ANICA, curato da Michele Casula (ERGO Research), fotografa un’evoluzione nelle modalità con cui gli italiani scelgono e vivono i contenuti audiovisivi.
Nel 2024 gli spettatori unici sono aumentati di oltre 2 milioni rispetto all’anno precedente, segno di un ritorno in sala diffuso ma meno costante: calano infatti gli ingressi complessivi, con circa 2 milioni di biglietti in meno. In sintesi, crescono gli spettatori occasionali, mentre diminuiscono i frequentatori abituali.
Cambia infatti anche il profilo anagrafico del pubblico, composto per il 43% degli ingressi totali dal pubblico under 25 (pur rappresentando solo il 20% della popolazione), mentre scende il pubblico over 50, che ora rappresenta il 22% degli spettatori totali.
Dalla nuova indagine emerge inoltre una percezione positiva del pubblico verso la qualità del cinema italiano: due spettatori su tre ne riconoscono i progressi, mentre l’80% chiede più spazio a nuovi talenti, registe e autrici.
Le iniziative a sostegno del settore
A sostenere la tenuta del mercato ha contribuito il pacchetto di iniziative promosse dal Ministero della Cultura e dagli esercenti cinematografici. Programmi come Cinema Revolution, insieme a carte abbonamento, formule “unlimited” e promozioni dedicate a famiglie e studenti, hanno favorito un ritorno continuativo in sala. Secondo ANEC, la stagione cinematografica italiana è ormai a ciclo continuo, con i mesi estivi pienamente integrati nel calendario delle uscite.
Tra le novità spicca Happy Cinefamily, progetto rivolto al pubblico under 12, un segmento da 10 milioni di ingressi(di cui appena 1,5 milioni per film italiani). L’obiettivo è rafforzare il legame con i più giovani e rilanciare l’esperienza del cinema in famiglia, considerata decisiva per la crescita futura del settore.
In questo contesto, ANEC richiama l’importanza di una comunicazione oggettiva e di un confronto costante con il Ministero, a sostegno del lavoro quotidiano di chi opera nelle sale: “L’obiettivo comune deve restare il ritorno del pubblico nelle sale cinematografiche, nel rispetto del lavoro quotidiano di chi opera con impegno per la valorizzazione del cinema in sala”.
In un panorama europeo ancora in calo, la stabilità del mercato italiano rappresenta un elemento in controtendenza. Le uscite attese da ottobre a dicembre lasciano prevedere un 2025 in crescita, che potrebbe chiudersi come il miglior anno dell’ultimo quinquennio per il cinema italiano.





























