«L’incontro si è svolto in un’atmosfera di rinnovato dialogo, che ci auguriamo metta fine ad attacchi contro il cinema che riteniamo pericolosi e dannosi per tutto il Paese. Sono state chiarite l’importanza e l’urgenza di far funzionare con più efficienza e equilibrio il sistema dei sostegni pubblici al settore cine-audiovisivo, per superare la situazione critica di molte imprese e di molti lavoratori e per evitare distorsioni e errori avvenuti in passato. I ritardi accumulati negli ultimi mesi hanno spesso costretto le imprese a indebitamenti molto onerosi, i cui interessi bancari rischiano di vanificare il sostegno pubblico al settore. Molti lavoratori e artisti sono senza lavoro o hanno lavori molto saltuari da quasi due anni. Per questo continueremo tutti insieme a vigilare democraticamente sul futuro operato del Ministero». Così hanno dichiarato gli esponenti di una delegazione del mondo del cinema che venerdì 6 giugno ha incontrato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al Sottosegretario Lucia Borgonzoni e il Direttore Generale Cinema e Audiovisivo Nicola Borrelli al palazzo del Collegio Romano, sede del dicastero, per discutere urgentemente della crisi del cinema italiano.
Un confronto richiesto da un centinaio di attori e registi (da Marco Bellocchio a Pierfrancesco Favino, da Nanni Moretti a Gabriele Salvatores, da Paolo Sorrentino a Giuseppe Tornatore) nelle scorse settimane a Giuli in una lettera aperta dopo il botta e risposta di Elio Germano e del ministro a seguito della cerimonia dei David di Donatello.
Al centro dell’incontro di venerdì, a cui hanno partecipato Claudio Santamaria, Giuseppe Fiorello, Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Corrado Azzollini, Simonetta Amenta (presidente dell’AGICI – Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti), Stefano Rulli, Vittoria Puccini e Dario Indelicato, i contenuti del nuovo decreto interministeriale di riforma per il settore entrato in vigore nello stesso giorno, della revisione del tax credit e delle agevolazioni fiscali a favore dell’industria cinematografica.
Le modifiche introdotte
Il provvedimento, si legge nel comunicato stampa del MiC, «va a modificare i criteri di assegnazione e riconoscimento del tax credit per le aziende cinematografiche e dell’audiovisivo, correggendo alcune distorsioni e inserendo maggiore equità, efficienza ed efficacia nell’utilizzo delle risorse pubbliche».
Nello specifico, la misura introduce due nuovi obblighi per i beneficiari dello strumento: il primo riguarda la trasparenza delle spese di produzione e di tracciabilità dei costi. Le fatture, i documenti di spesa e la documentazione attestante i pagamenti di importo superiore ai 1.000 euro dovranno ora riportare obbligatoriamente l’indicazione del titolo dell’opera a cui si riferiscono. Prima era sufficiente l’attestazione del revisore dei conti della società produttrice per annoverare il costo tra quelli imputabili alla produzione di un’opera cinematografica.
Il secondo concerne l’obbligo per il produttore beneficiario del credito d’imposta a reinvestire una quota dei proventi dell’opera, entro cinque anni dal suo riconoscimento, nello sviluppo, produzione o distribuzione in Italia e all’estero di una o più nuove “opere difficili”.
Il decreto, inoltre, modifica i requisiti di circuitazione per accedere ai contributi selettivi e introduce la sanzione dell’esclusione per cinque anni dal tax credit per i beneficiari colpevoli di dichiarazioni mendaci, omessa documentazione o falsa documentazione o inadempienti riguardo l’obbligo di reinvestimento di tali opere.
Da qui in avanti
Durante l’incontro sono stati affrontati anche alcuni altri temi rimasti in sospeso, tra cui il tema di una maggiore semplificazione dei contributi automatici per il tax credit alla distribuzione.
A questi si aggiungono altri punti strategici per il settore, tra cui: l’impiego dei fondi europei per il comparto, sviluppare un rapporto continuativo di tavoli tecnici per garantire maggiori controlli ed evitare utilizzi incoerenti del credito fiscale, la costituzione di un osservatorio permanente sul settore e la strutturazione di un welfare permanente con criteri d’accesso più accessibili e l’abbassamento dei giorni per il raggiungimento dell’anno contributivo ai fini pensionistici.
Un passaggio fondamentale ma che si tratta solamente di un punto d’inizio, hanno sottolineato i rappresentanti del comparto ai margini dell’incontro, seguito da una riunione al cinema Quattro Fontane aperta a tutte le maestranze e operatori del settore, durante la quale i componenti della delegazione che ha incontrato il ministro hanno riferito sui contenuti e sugli esiti del confronto.
«Vogliamo cambiare la narrazione che vede uno scontro e un conflitto frontale tra il cinema e il governo in particolare – ha detto Andrea Occhipinti, produttore e distributore cinematografico, fondatore della Lucky Red –. Ci rende felici la notizia che è uscito il decreto correttivo del tax credit, così come il rafforzamento della struttura della Direzione Cinema per espletare più rapidamente tutte le pratiche. L’incertezza, che è una delle cose che più abbiamo lamentato, ha creato dei rallentamenti, provocando problemi sia alle maestranze, con la mancanza di occupazione, sia alle aziende che con questi ritardi hanno avuto degli interessi bancari piuttosto alti, annullando margini, soprattutto se si parla di piccole società. Per cui tutte queste notizie sono molto positive».
«Il dialogo e il confronto – ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli – prevalgono sempre sulla sterile contrapposizione e sui pregiudizi, come dimostra il tenore dell’incontro di oggi che ha permesso di condividere con autorevoli esponenti del mondo del cinema i contenuti di un provvedimento molto atteso, che riformula il profilo e le regole del tax credit per l’industria cinematografica ovviando alle distorsioni che avevano reso questo strumento costoso, inefficace e inefficiente nelle sue finalità. La circostanza ha consentito di instaurare un rapporto di reciproca fiducia e concordia».





























