Dal 29 luglio al 2 agosto Sessa Cilento ha ospitato IN/FESTA – Il tempo della festa, lo spazio del paese, il laboratorio di ricerca organizzato da Blam, partner del progetto Il Borgo dei Mulini, in collaborazione con il Comune di Sessa Cilento e finanziato dai fondi del PNRR nell’ambito del Bando Attrattività dei Borghi, promosso dal Ministero della Cultura e sostenuto dall’Unione europea – Next Generation EU.
L’iniziativa ha trasformato il borgo cilentano in un osservatorio culturale a cielo aperto, dove la festa popolare è diventata strumento di indagine, racconto e rigenerazione.
La festa come specchio della comunità
Il laboratorio ha preso forma durante la tradizionale festa che ogni estate anima le strade e le piazze del paese. Attraverso un percorso di co-esplorazione e ricerca partecipata, IN/FESTA ha indagato il significato profondo del rito collettivo, ponendo una domanda centrale: la festa popolare può essere un’occasione per riconoscere un paese e chi lo abita?
Ricercatori, artisti, abitanti e visitatori hanno condiviso esperienze, racconti e pratiche, costruendo un diario di bordo collettivo che ha raccolto impressioni, memorie e desideri. Le attività si sono svolte tra laboratori notturni, camminate esplorative e momenti di convivialità, in un intreccio continuo tra osservazione e partecipazione.
Quattro dimensioni per leggere la festa
Il percorso di ricerca ha attraversato quattro dimensioni fondamentali:
- Le Festeggianti, per comprendere chi abita la festa e come le comunità si riconoscono in essa.
- Lo Spazio e il Tempo, per esplorare i luoghi e i ritmi che scandiscono la vita collettiva.
- Gli Essenziali, per individuare ciò che rende la festa autentica e condivisa.
- Sono Cambiamenti, per riflettere su come la festa possa generare trasformazioni sociali e culturali.
Da queste riflessioni è emersa una narrazione corale, capace di restituire la complessità del vivere comunitario e di immaginare nuove forme di abitare il paese.
Un laboratorio di cultura e rigenerazione
IN/FESTA ha rappresentato il primo momento di un percorso più ampio che proseguirà in inverno con un workshop di co-progettazione, dedicato a elaborare risposte “im_possibili” alle domande emerse durante la ricerca estiva.
L’esperienza ha confermato il valore della festa popolare come patrimonio culturale vivente, capace di unire generazioni, stimolare riflessioni e attivare processi di rigenerazione sociale.Sessa Cilento, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, si è così riscoperta spazio di incontro e di pensiero, dove la cultura non è solo memoria, ma pratica quotidiana di comunità.





























