Si è concluso con un bilancio straordinariamente positivo il ciclo di Forum itineranti ideati, curati e organizzati da ItaliaFestival nell’ambito del progetto PNRR Borghi. Per due giornate, il suggestivo comune di Sessa Cilento è diventato la capitale italiana della rigenerazione culturale, ospitando amministratori, progettisti, antropologi e operatori culturali uniti da un unico grande obiettivo: dimostrare come l’arte e lo spettacolo dal vivo possano ridefinire l’economia e la socialità dell’Italia interna.
Il focus dell’iniziativa, intitolato “Festival e rigenerazione dei Borghi: nuove geografie culturali per l’Italia interna” , ha rappresentato l’atto finale di un percorso di respiro nazionale. Il progetto è stato finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU e promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando pilota 2.1 “Attrattività dei borghi storici” (PNRR M1C3), in stretta sinergia con il Comune campano.
Un successo oltre le aspettative: partecipazione e idee per il futuro
L’aula consiliare di Sessa Cilento ha registrato una partecipazione calorosa e attenta per tutta la durata dei tre forum tematici. C’è grande soddisfazione da parte degli organizzatori di ItaliaFestival e dell’amministrazione locale: l’incontro non è stato una semplice passerella di buone intenzioni, ma un vero e proprio laboratorio di coprogettazione.
I festival, come emerso chiaramente dai tavoli di lavoro, non vanno più intesi come eventi effimeri o semplici cartelloni estivi, ma come vere e proprie infrastrutture culturali ed economiche permanenti capaci di frenare lo spopolamento e restituire centralità a territori considerati marginali.
Il racconto delle giornate: tre modelli vincenti per l’Italia
Il viaggio nelle nuove geografie culturali ha unito idealmente l’intera penisola attraverso l’analisi di tre modelli di successo (case study) che hanno già dimostrato l’impatto economico e sociale della cultura nei rispettivi territori.
1. Sabato Mattina: Un esempio virtuoso del Nord d’Italia
I lavori sono partiti con il focus “Cultura e impresa creativa nei territori marginali”. Sotto la lente d’ingrandimento la transizione “Dalla fabbrica al festival” , analizzando come l’industria della cultura possa insediarsi negli spazi dismessi e creare un nuovo indotto basato su turismo esperienziale e artigianato artistico.
- Il Caso: È stata sviscerata l’esperienza del Festival Oriente Occidente di Rovereto (TN).
- Le Voci: Hanno animato il dibattito Susanna Caldonazzi (Responsabile Comunicazione del Festival trentino) , Andrea Margaritelli (Presidente della Fondazione Guglielmo Giordano) e Luigi Colella (Green Event Manager di ItaliaFestival).
2. Sabato Pomeriggio: L’innovazione sociale nel Mezzogiorno
La sessione pomeridiana ha toccato le corde del riscatto meridionale con il panel “Dal margine al centro: festival e rinascita dei borghi del Sud”. Si è parlato apertamente di empowerment giovanile e della capacità di fare rete tra artisti e istituzioni per fare della periferia una risorsa.
- Il Caso: L’esempio trainante è stato quello di Time in Jazz, la straordinaria scommessa culturale vinta a Berchidda (SS).
- Le Voci: Il tavolo ha visto il prezioso contributo di Mattea Lissia (Direttrice generale di Time in Jazz) , del musicologo Davide Pulvirenti e di Lina Di Lembo (Senior project manager di ItaliaFestival).
3. Domenica Mattina: Identità e narrazione nel Centro Italia
La giornata conclusiva è stata dedicata all’Appennino e alla valorizzazione del paesaggio storico come elemento identitario nel forum “Il festival come racconto del territorio”.
- Il Caso: È stato presentato l’Appennino Festival di Piacenza.
- Le Voci: Hanno chiuso i lavori la direttrice artistica della kermesse Maddalena Scagnelli (protagonista anche di un emozionante intervento musicale), l’antropologo culturale Mauro Minervino e Marco Navarra, coordinatore scientifico del progetto PNRR Borghi Sessa Cilento e progettista europeo.
Oltre il PNRR: le linee guida per i borghi di domani
L’eredità che il Forum di Sessa Cilento lascia al territorio e all’intera rete dei piccoli comuni italiani è densa di significato. L’evento ha sancito che la rigenerazione non può passare solo attraverso il restauro di mura e palazzi storici, ma necessita di un “capitale umano” e di contenuti vivi che solo la produzione culturale sa attivare.
L’entusiasmo registrato a Sessa Cilento dimostra che i fondi europei del PNRR, se governati con visioni di lungo periodo e collaborazioni strategiche come quella tra ItaliaFestival e le amministrazioni locali, possono davvero gettare le basi per una nuova economia della bellezza. Le geografie culturali d’Italia da oggi sono un po’ meno frammentate e decisamente più connesse.





























