Dal 3 al 5 dicembre, Sessa Cilento ha ospitato il Winter Lab IN/FESTA, un’esperienza immersiva dedicata a ripensare il territorio a partire dal rito collettivo della festa popolare. L’iniziativa, organizzata da Blam, partner del progetto Il Borgo dei Mulini, in collaborazione con il Comune di Sessa Cilento, è stata finanziata dai fondi del PNRR nell’ambito del Bando Attrattività dei Borghi, promosso dal Ministero della Cultura e sostenuto dall’Unione europea – Next Generation EU.
Dalla ricerca estiva alla progettazione condivisa
Il Winter Lab ha rappresentato la seconda tappa del percorso di ricerca avviato con il Summer Lab IN/FESTA, svoltosi lo scorso luglio. Le domande e le riflessioni emerse durante l’esperienza estiva hanno orientato la nuova fase di lavoro, dedicata alla costruzione di strategie progettuali per il futuro del borgo.
Attraverso sessioni di brainstorming, analisi di casi studio, laboratori di co-design e momenti di immersione nel paese, i partecipanti hanno esplorato come la festa possa diventare un dispositivo culturale e sociale per rigenerare spazi, relazioni e identità.
La festa come strumento di rigenerazione
Durante le tre giornate, Sessa Cilento si è trasformata in un laboratorio diffuso, dove abitanti, ricercatori, artisti e progettisti hanno lavorato insieme per immaginare nuove forme di abitare e di vivere la comunità. La festa, intesa non solo come evento ma come pratica di riconoscimento collettivo, è stata al centro di un processo di riflessione che ha intrecciato memoria, partecipazione e innovazione.
Le attività hanno permesso di individuare nuove traiettorie di sviluppo culturale e territoriale, capaci di valorizzare il patrimonio immateriale del borgo e di rafforzare il legame tra tradizione e contemporaneità.
Un laboratorio per il futuro dei borghi
IN/FESTA si conferma così un progetto di ricerca e azione che unisce cultura, comunità e progettazione partecipata, ponendo Sessa Cilento come esempio di come i piccoli centri possano diventare luoghi di sperimentazione e innovazione sociale.
Il Winter Lab ha chiuso un anno di lavoro intenso, ma ha anche aperto nuove prospettive: la festa, da rito popolare, si è trasformata in strumento di conoscenza e di futuro, capace di generare visioni condivise per un territorio che sceglie di restare vivo attraverso la cultura.





























