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Capitale italiana della cultura, Ministero della Cultura

Pesaro reinventa il futuro

Tempo di lettura: 4 minuti

La città di Rossini Capitale della Cultura 2024

Sarà Pesaro la capitale della Cultura 2024. Ad annunciarlo, il ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha espresso grande apprezzamento per il progetto presentato dalla “Città orchestra”, per usare la felice metafora utilizzata dal sindaco Matteo Ricci.

Il progetto della città marchigiana, intitolato “La natura della cultura”, ha convinto per la capacità di coniugare arte, cultura e tecnologia in un’ottica di valorizzazione del territorio e di rispetto per l’ambiente.

La proposta, articolata in 45 progetti pilastro divisi in 5 aree tematiche, coinvolgerà anche i 50 comuni della provincia di Pesaro in un processo partecipato di innovazione e crescita ecosostenibile.

NdS ha intervistato a caldo i protagonisti “artistici” di questa vittoria, il ROF (Rossini Opera Festival) – socio storico di Agis e Italiafestival – l’istituzione culturale più prestigiosa del territorio.

Daniele Vimini

Intervistato da NdS, il vicesindaco – Presidente del Rossini Opera Festival di Pesaro, Daniele Vimini – esprime la sua soddisfazione per il risultato: “Siamo orgogliosi e grati del verdetto unanime col quale la giuria ha scelto la proposta di Pesaro. Il nostro è stato un lavoro corale, e siamo felici che questo aspetto sia stato colto dal Ministro e dalla commissione”.

Daniele Vimini (Studio Amati Bacciardi)

NdS: Cosa ha caratterizzato la proposta progettuale di Pesaro?

V.: Non abbiamo scelto la strada più sicura, quella del patrimonio e delle bellezze paesaggistiche e artistiche – che pure il nostro territorio, uno dei centri del Rinascimento, potrebbe vantare – ma abbiamo voluto proiettarci in avanti, verso il futuro, scommettendo su Pesaro come città e provincia dell’immaginario.

NdS: Cosa può significare per Pesaro rappresentare la capitale della cultura?

V.: Essere capitale della cultura è una grande opportunità per ritessere i rapporti del territorio e connetterlo con l’esterno. Tra l’altro, abbiamo l’occasione di realizzare il nostro programma con un anno di anticipo, potendoci giovare dell’esempio delle esperienze di Procida, Bergamo e Brescia.

NdS: In estrema sintesi, qual è l’obiettivo della vostra proposta progettuale?

V.: Coniugare patrimonio, sostenibilità, cultura e tecnologia. Sintetizzando, potrebbe essere questa l’essenza della nostra candidatura.

Ernesto Palacio

Anche Ernesto Palacio, sovrintendente del Rossini Opera Festival, si è detto molto felice del riconoscimento ricevuto dalla città: “Un riconoscimento meritatissimo per tutte le attività che svolge, e che non a caso fa seguito a quello di Città Creativa UNESCO della Musica nel 2017”.

Ernesto Palacio (Studio Amati Bacciardi)

NdS: Come intende prepararsi il ROF all’appuntamento per il 2024?

P.: Da parte nostra, i programmi artistici del Festival sono fatti con anni di anticipo: quindi, quello del 2024, sostanzialmente, è già pronto, e siamo certi che sarà un cartellone all’altezza delle aspettative.

Detto questo, il ROF collabora durante l’anno con il Comune di Pesaro e con le altre istituzioni musicali della città, per esempio in occasione delle ricorrenze del compleanno e della morte di Rossini. Tra l’altro, il 2024 è un anno bisestile e quindi, Rossini, che è nato il 29 febbraio, potrà festeggiare il suo compleanno nel giorno esatto della sua nascita.

Cristian Della Chiara

Anche il Direttore generale del Rof, Cristian Della Chiara, ha voluto condividere la sua soddisfazione con NdS.

Cristian Della Chiara (Studio Amati Bacciardi)

NdS: Mi è parso di rintracciare una forte sinergia e comunità di intenti tra il coinvolgimento della cittadinanza nella riscoperta dell’opera rossiniana, perseguito sistematicamente dal ROF, e la prospettiva inclusiva del progetto “La natura della cultura” proposto dal comune di Pesaro, fondato sul coinvolgimento dell’intera provincia e di molteplici attori del territorio.

Quale ruolo è stato pensato per il ROF all’interno del programma di Pesaro città della cultura?

D.C.: Il Rof, nelle azioni che porta avanti il comune, ricopre sempre un ruolo di “primo tra pari”. È l’istituzione culturale più prestigiosa del territorio, quindi si trova spesso anche a captare delle “traiettorie” o comunque a interpretarle in maniera significativa.

È stata una candidatura, quella di Pesaro, che ha trovato la sua forza e la natura del suo successo nell’essere un processo “partecipato”, sia a livello di istituzioni sia a livello di cittadinanza. Il festival risulta essere pertanto allineato allo spirito profondo della proposta progettuale.

NdS: In che modo il ROF si inserisce nella dimensione ecosostenibile del progetto?

D.C.: Si parla di “Natura della cultura”: il Festival, proprio quest’anno, ha avviato un processo – frutto di una partnership con Italiafestival e Rete Ambiente e Salute – per il riconoscimento di “EcoEvents”, ossia un festival ecosostenibile.

Si guarda dunque verso orizzonti comuni con la Città di Pesaro, e con sguardo attento.

Nel progetto di candidatura di Pesaro Città della Cultura è presente una sezione che vede al centro il ROF, e che prevede l’apertura dei suoi archivi, sconfinati patrimoni di bellezza e di emozioni, di costumi, di scene, di attrezzeria, per regalarli a una nuova visione. Tessuti che diventano copertine per libri, allestimenti che diventano pavimenti per palestre, oggetti che diventano altro da sé, per un’idea del riciclo, del riuso, della reinvenzione.

Il Festival vive nella connessione con la realtà; connessione che si sviluppa anche attraverso vie insolite o insospettabili.

Personalmente mi piace mettere in relazione la capacità di reinvenzione del Festival con la passione per la cucina gourmet di Rossini: gli stessi ingredienti possono dar vita a ricette diverse.

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