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Festival, Teatro

Presenteindicativo per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali)

Tempo di lettura: 4 minuti

25 titoli su 28 giorni di programmazione, affollano il palinsesto di Presente indicativo.

Il Festival del Piccolo Teatro di Milano rappresenta il momento culminante di Strehler100, il programma di celebrazioni immaginato in occasione del centenario del suo fondatore e che copre un intero anno di iniziative, dal 14 agosto 2021 al 14 agosto 2022.

Dal 4 al 31 maggio 2022, un festival internazionale di teatro trasformerà Milano in una vetrina della scena europea e non solo.

Guardare all’Europa, al modo in cui gli artisti hanno risposto alla crisi del presente e hanno aperto prospettive sul futuro, proprio come fecero Giorgio Strehler e Paolo Grassi creando il Piccolo Teatro in risposta alla frattura della guerra.

Questo il senso della dedica a Strehler e lo spirito che ha governato l’immaginazione della rassegna: un dialogo autenticamente contemporaneo con le radici stesse del Piccolo.

Significativamente, infatti, l’arco temporale di programmazione del festival ricomprende al suo interno, anzi al suo centro, quel 14 maggio 2022, in cui ricorrerà il settantacinquesimo anniversario della fondazione del Piccolo.

Nel 1947 due ragazzi che avevano poco più di 25 anni, Paolo Grassi e Giorgio Strehler, diedero inizio, nella Milano del dopoguerra, a un’avventura culturale rivoluzionaria, spargendo tra le macerie di una città devastata, i semi di una rigenerazione straordinaria.

Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) è realizzato anche grazie al contributo del MIC Progetto speciale 2022 e con il sostegno di Intesa Sanpaolo (Main Partner), Fondazione Cariplo e Valentino (Specific Partners),Valsoia e PFE (Partners).

GUIDA DEL FESTIVAL

Claudio Longhi

Il Festival internazionale Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) guarda alle radici del Piccolo Teatro di Milano per interrogare il tempo “esploso”, venato di profonda incertezza, in cui oggi viviamo e preconizzare il futuro che verrà.

Non è, dunque, un caso che un orizzonte particolarmente ricco e suggestivo di ricorrenze animi questa manifestazione: i festeggiamenti per il centenario della nascita di Strehler si distendono, dal 14 agosto 2021, lungo l’arco dei successivi trecentosessantacinque giorni fino a incontrare nella primavera 2022 il settantacinquesimo anniversario della fondazione del primo Stabile Pubblico italiano.

Sulla falsariga dell’esperienza del grande Maestro, sensibile interprete della crisi della propria epoca e generoso architetto del futuro del teatro e della sua Milano, e più in generale nel solco del radicale gesto di sfida alla tradizione che la nascita del Piccolo ha rappresentato (ad opera, si badi, di due giovani ancora ben lontani dal pantheon della consacrazione ufficiale), il Festival Presente indicativo accoglie, proprio nel mese di maggio in cui tutto ha avuto inizio, i protagonisti della scena europea, ma non solo, per passare in ricognizione le proposte che il mondo del teatro sta oggi elaborando in rapporto alla storica transizione in corso. Nel panorama della triste e dolorosissima sovrapposizione di contesto infra- e post-pandemico con il trauma dei recenti avvenimenti di guerra in Ucraina, come reagiscono le donne e gli uomini di teatro? Quali sono le loro risposte, quali i nuovi atti di cesura e di sfida, quali i punti di svolta di fronte al presente di crisi e di emergenze che stiamo attraversando?

Prende forma, in primo luogo, un atlante, parziale e originale, della profuga Europa, con il suo carico di splendori e miserie, di contraddizioni e utopie, di slanci e ripiegamenti: un “Vecchio Continente” visto anche attraverso gli occhi di chi Europa non è, nella duplice consapevolezza che l’Europa si nutre e si sedimenta in una serie di “altrove” e che talvolta, allontanandosi dal proprio fuoco prospettico e osservandolo da altre ottiche, si comprende meglio quali ne siano le specificità o quale tipo di futuro ci si stia prospettando davanti.

Allo stesso modo, grazie alla costellazione di percorsi che tessono la trama del Festival, si staglia, centrale, il potere dell’arte e della cultura in quanto energie motrici del cambiamento, elementi di rinascita e innovazione: contro l’uso distorto delle parole che porta alla manipolazione della verità, contro la disorientante bulimia di informazioni che rende ancor più sfuggente e incomprensibile la realtà, l’arte e la cultura custodiscono gli strumenti, e indicano le rotte, per mantenere uno sguardo lucido e critico, sempre pronto a mettersi in discussione, restituendo al linguaggio la forza di demistificazione e la capacità di nominare il reale che autenticamente lo contraddistinguono.

In fondo, il lascito ultimo del Festival è proprio l’esperienza di una sorta di dimensione del transeunte, dell’andare e del “viaggiare attraverso”: se il paesaggio si identifica col giro dell’orizzonte, con qualcosa che si sposta insieme all’osservatore, non resta che modificare continuamente la linea di approdo, reagendo – e il Piccolo Teatro non smette di farlo, radicato com’è nella contemporaneità – alla mutevole complessità dei tempi.

Claudio Longhi – Direttore Generale Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

OLTRE LA SCENA
Festival

Indicare il presente: provare a tracciare i connotati della scena contemporanea
attraverso una moltitudine di soggetti spettacolari, compagnie, persone e
prospettive.

Basterebbero i 25 titoli – su 28 giorni di programmazione – che affollano
il palinsesto di Presente indicativo a rivelare che non è un principio di sintesi né di
esemplificazione a innervare il festival di maggio in onore di Giorgio Strehler, ma il
desiderio di accogliere e dare volume a una polifonia espressiva che eccede non solo i confini nazionali ed europei, ma persino quelli del palcoscenico.

Un’abbondanza e una varietà in cui immergersi a capofitto nel buio della sala, ma
che crediamo valga la pena scoprire e interrogare anche nelle diverse occasioni che
abbiamo immaginato lungo tutta la “dorsale” festivaliera.

Tra queste, una serie di appuntamenti dedicati ai molti ospiti internazionali, pensati come affondi prospettici sul loro lavoro, ma anche come veri e propri “faccia a faccia” tra i protagonisti del festival, a incrociare impressioni e sguardi, illuminando punti di contatto tra percorsi ed esperienze lontane, o, più semplicemente, ad accendere dialoghi, innescare situazioni inattese, tra possibili sinergie e piccoli cortocircuiti.

Un’agenda di incontri che aiuterà il pubblico a orientarsi con maggior agilità nel
dedalo delle proposte artistiche, consentendogli allo stesso tempo di approfondire e
mettere a fuoco, tra uno spettacolo e l’altro, contenuti, fisionomie e forme delle molte realtà presenti.

E per rendere questa conoscenza il più possibile concreta, accanto alle
conversazioni, ai momenti di socialità condivisa o di approfondimento che
puntelleranno il festival, alle presentazioni di libri e al coinvolgimento di studenti e
operatori nelle diverse attività, abbiamo chiesto ad artisti e compagnie di attivare
workshop, laboratori e masterclass gratuiti e aperti al pubblico.

A stabilire un’interazione partecipe, manifestazione tangibile di come un indice
puntato sul presente possa essere non solo un’indicazione di attenzione o di presa in analisi, ma il preludio a una collaborazione diretta.

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