Teatro

LA NUOVA PRODUZIONE COLLA, “PINOCCHIO”, AL TEATRO PICCOLO DI MILANO FINO AL 9 GENNAIO

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La Compagnia Carlo Colla & Figli affronta uno dei capolavori più noti ma anche più difficili da interpretare per le marionette: Pinocchio.

Dopo due rinvii, nel giugno e poi nel dicembre 2020, dovuti ai lockdown causati dalla pandemia, finalmente Pinocchio nella versione della Carlo Colla & Figli vede il suo debutto sul palcoscenico del Teatro Grassi domani, 28 dicembre.

Un testo che, oltre a essere l’origine della confusione dei termini “burattino” e “marionetta” nella tradizione italiana, esula dai canoni precisi della “fiaba” classica e si connota più come “racconto fantastico”. Dirompente e innovativo per l’epoca (1883) è l’incipit “C’era una volta… un Re! Direte voi. No! C’era una volta… un pezzo di legno!.

Questo diventa il punto di contatto fra il mondo collodiano e il mondo marionettistico che per raccontare le sue storie e le sue trame parte sempre dal legno o al legno sempre arriva.

Il romanzo di formazione, quello che mostra la trasformazione del ragazzo, spesso discolo, che pian piano matura fino a diventare adulto e che è tipico della letteratura per ragazzi, è lo spunto che Collodi usa per raccontare la storia di Pinocchio.

Le marionette della Carlo Colla & Figli, già presenti nello sceneggiato televisivo diretto da Luigi Comencini, si apprestano così a rappresentare Le avventure di Pinocchio con il dovuto rispetto al romanzo, ma anche con atteggiamento interlocutorio, con la capacità di creare illusioni e un mondo pieno di fascino.

Gli attori di legno, con le loro diverse forme e dimensioni, la loro gestualità e il loro forte potenziale evocativo, coadiuvate dalle voci storiche che, da anni, danno la parola ai piccoli personaggi e dalle note musicali che ne fanno spesso da cornice, cercheranno di trascinare il pubblico in una sorta di ballata popolare, dalle tonalità dolci ma anche, a tratti, amare, scandagliando gli aspetti poetici insiti nel romanzo, creando un racconto a cavallo tra fantasia e sapienza popolare.

Accogliendo anche alcune suggestioni sonore del testo letterario (come “bubboli e squillo di trombetta” o la strofetta “Tutti la notte dormono” dell’Omino di burro), la musica di Danilo Lorenzini si dipana tra marcette circensi, valzer da saga paesana, ritornelli di cantastorie e il ligneo crepitare delle articolazioni del protagonista marionetta.

È nata così una drammaturgia incorniciata da un prologo e da un epilogo e sviluppata in sei differenti quadri, creando otto situazioni sceniche dinamiche, mutevoli e in movimento; queste saranno lo sfondo dei personaggi che, fra marionette e marionettine, animali antropomorfi e animali naturalistici, figurini, sagome e cartonaggi, superano le centocinquanta unità.

Come per tutti i nuovi spettacoli della Compagnia, la produzione prevede oltre alla stesura ex novo del copione, la composizione delle musiche originali e la realizzazione di marionette, scene, costumi e attrezzeria nei laboratori artigianali interni della Compagnia.

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