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Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli incontra la Stampa estera sul Decreto Cultura divenuto legge dopo l’approvazione del Parlamento.

Agis, Cultura

Quale ruolo per lo spettacolo nel Piano Olivetti per la Cultura

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Senato ha approvato in maniera definitiva la conversione del Decreto Cultura (Dl 201/2024), diventato ufficialmente legge dopo l’approvazione della Camera a inizio mese. Tra i punti principali, spicca l’istituzione del “Piano Olivetti per la cultura”, un progetto ambizioso voluto per promuovere la rigenerazione culturale delle periferie, delle aree interne e di quelle svantaggiate, che introduce strumenti per valorizzare le biblioteche quali luoghi di educazione e di connessione con il tessuto sociale.

Con una dotazione di 34 milioni di euro per le biblioteche e la filiera dell’editoria libraria, a cui si aggiungono ulteriori 10 milioni di euro destinati al potenziamento delle pagine dedicate a cultura e spettacolo e circa 3 milioni di euro per le istituzioni culturali, il Piano Olivetti promuove la filiera dell’editoria libraria e la valorizzazione del ruolo degli archivi e degli istituti storici.

Quale ruolo ricopre, quindi, il settore dello spettacolo all’interno della legge?

Tra i diversi emendamenti approvati dal Parlamento è stato accolto anche quello all’art.1 che «promuove e valorizza tutte le attività di spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo» del Piano Olivetti. Una richiesta che l’AGIS aveva già avanzato durante l’audizione alla VII Commissione della Camera.

La legge inquadra una misura di semplificazione delle procedure per l’organizzazione di spettacoli dal vivo di teatro, musica, danza, musical e cinema con un massimo di 2000 partecipanti attraverso lo strumento della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e, nei casi in cui lo spettacolo si svolga in un sito tutelato, l’autorizzazione del Soprintendente.

Per il settore dello spettacolo “è in corso un lavoro che procede in parallelo con il piano Olivetti: quello per il Codice dello Spettacolo” ha sottolineato il ministro della Cultura Alessandro Giuli in sede di Conferenza Stampa. “Il Codice dovrà dare delle coordinare di riferimento per il settore, rendendo chiaro il sistema di ruoli specifici nello spettacolo. La struttura del Piano Olivetti è essenzialmente una cornice complessiva che entra in gioco anche sullo spettacolo. Il senso della struttura è quello di auscultare il territorio, di essere uno strumento di mappatura delle criticità territoriali, e verificare attraverso le nostre risorse e le presenze del territorio dei corpi intermedi tutto quello che serve per riattivare la catena dei valori culturali delle aree periferiche e svantaggiate”.

Un sistema che, per esser realizzato appieno, dovrà necessariamente dialogare con il Codice dello Spettacolo per comprendere tutte quelle misure necessarie per attuare una riforma complessiva dell’infrastruttura culturale del Paese, che tenga conto delle esigenze di tutti i suoi componenti e che tuteli e promuovi le sale teatrali, cinematografiche e tutti i luoghi dove si svolgono attività di spettacolo.

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