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Presentazione Report SIAE 2023 - In foto, da destra: Matteo Fedeli, Francesco Prisco, Alessandro Leon

Spettacolo, Spettacolo dal vivo

Report SIAE 2023: lo spettacolo continua a crescere in Italia

Tempo di lettura: 7 minuti

Più eventi (3,5 milioni, +15% sul 2022), più spettatori (quasi 265 milioni, +30% sul 2022), più luoghi di spettacolo (116.681, +14% sul 2022) e la spesa più alta di sempre (4,2 miliardi, +37% sul 2022). È quanto emerge dal Rapporto SIAE 2023, giunto alla 88esima edizione.

Il 2023 conferma la ripresa del settore e, con circa 3,5 milioni di spettacoli, segna una crescita a doppia cifra sull’anno precedente (+14,9%). Con circa 640 mila eventi nel 2023 (18% del totale nazionale) la Lombardia si conferma il centro nevralgico dello spettacolo in Italia, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna. Il Centro è, invece, l’area con i tassi di offerta pro-capite più elevati d’Italia in tutte le regioni (+23% rispetto alla media nazionale), grazie alla performance di Roma, la provincia più ricca di eventi (351 mila). Nota positiva per il Sud: si rileva una crescita sull’anno precedente superiore a quella nazionale, tra il +16% (Abruzzo) e il +27,5% (Basilicata).

Con quasi 265 milioni di spettatori, 60,5 milioni in più rispetto all’anno scorso (+30%), il 2023 ha sfiorato il livello del periodo pre-pandemico (-6% sul biennio 2018-19). Inoltre, in molti settori, le affluenze medie per spettacolo sono in aumento rispetto al 2019: con circa 75,8 partecipanti in media a ogni evento di spettacolo, le affluenze non sono mai state così elevate, segnando un +13% sul 2022 che presentava livelli allineati a quelli del 2019.

Cinema 

I dati vedono il settore del cinema in netta ripresa e lasciano ben sperare per il futuro: per il 2023 l’Osservatorio dello Spettacolo registra poco meno di 2,6 milioni di proiezioni (+14% sull’anno precedente). Anche l’affluenza ha registrato un grande balzo in avanti, con 74,1 milioni di spettatori (+55,4% sul 2022). Nel complesso si tratta del 51% del pubblico dello spettacolo in Italia. Tuttavia, la presenza in sala si attesta intorno a valori ancora distanti dal 2019 (-29%). Grazie a Cinema Revolution, la misura di sostegno del Ministero della Cultura che, da giugno a settembre, ha offerto i biglietti a 3,50 euro per i film italiani ed europei, a luglio 2023 si registra il 117% in più degli spettatori sullo stesso mese del 2022, mentre agosto e settembre 2023 segnano +102% e +84% di partecipazione. 

Prosa

Se nel 2022 il teatro di prosa mostrava buoni segnali di ripresa, nel 2023 si assiste ad un totale recupero dei livelli pre-pandemici di offerta (+5% rispetto al 2019), realizzando la performance migliore di sempre. Gli oltre 90 mila spettacoli, trainati da una forte crescita del numero di organizzatori rispetto al 2022 sull’intero territorio nazionale (+59%), hanno portato oltre 15 milioni di spettatori nelle sale, superando quota 250 milioni di spesa da parte del pubblico. Questi risultati rendono la Prosa il più vivace settore dello Spettacolo in Italia. Anche il dato di pubblico ha superato i livelli del 2019, seppur in percentuale più contenuta (+1,74%). La spesa nel 2023 supera i 250 milioni di euro con un +44% rispetto al 2022 e un +9% rispetto al 2019, con oltre 20 milioni di euro di incremento sullo stesso anno. La Lombardia guida la classifica delle regioni e rappresenta oltre il 21% della spesa nazionale, seguita dal Lazio, unica altra regione con percentuale a doppia cifra (13%) grazie ad una spesa media unitaria, insieme alla Liguria, superiore alla media nazionale. La regione che, invece, garantisce una maggiore accessibilità, in termini economici, è il Trentino-Alto Adige, l’unica che si attesta al di sotto dei 10 euro.

Lirica 

Nel 2023 l’offerta per la Lirica ha continuato un importante percorso di crescita, avviato già nel 2022, incrementando il suo valore del 12% rispetto all’anno precedente e arrivando a realizzare poco meno di 3 mila spettacoli, un valore pari all’86% dei volumi di attività del 2019. Le aree del Nord Italia, da sole, rappresentano circa il 55% della proposta nazionale; segue il Centro con il 24% dell’offerta mentre la restante quota (circa il 21%) viene proposta dalle 8 regioni del Sud e delle Isole. Il numero di spettatori nel 2023 supera i 2,1 milioni di persone, confermando una crescita generalizzata del pubblico che coinvolge tutte le regioni (ad eccezione del Molise). Rispetto al periodo pre-pandemico, in cui il pubblico era cresciuto quasi fino a toccare la soglia dei 2,5 milioni di partecipanti, rispetto al 2019 mancano ancora all’appello circa 320 mila tra ingressi e presenze (-13%). La partecipazione agli spettacoli si concentra in Lombardia e Veneto che, da sole, accolgono il 44% del pubblico nazionale (oltre 941 mila spettatori) grazie alla presenza di due strutture di eccellenze di fama internazionale: Teatro alla Scala e Arena di Verona. Due regioni hanno visto un notevole incremento del pubblico non solo sul 2022, ma anche sugli anni antecedenti allo scoppio della pandemia, registrando affluenze record sul territorio: Trentino-Alto Adige (+151% sul 2022 e +227% sul 2019) e Basilicata (+261% sul 2022 e +201% sul 2019). Il settore della Lirica, pur rappresentando solo il 2% degli spettacoli del Teatro, pesa ben il 21% della spesa realizzata dal comparto teatrale nel 2023. La spesa del pubblico nel settore nel 2023 è stata pari a oltre 110 milioni di euro con un incremento rispetto al 2022 del 30%, arrivando a quota -5,5% dal 2019.

Balletto

Tra i diversi settori del comparto teatrale, già nel 2022 il Balletto si era distinto per un’ottima ripresa post-pandemia, con livelli di offerta che avevano largamente superato anche quelli degli anni antecedenti (+31% sulla media del biennio 2018-2019). Con quasi 11,5 mila spettacoli realizzati, il 2023 conferma l’espansione del settore (+13% sul 2022), grazie soprattutto a numerose produzioni internazionali in tournée e al lavoro dei festival. Sul territorio, l’offerta si presenta più omogenea tra le aree rispetto ad altre categorie di attività teatrale. Al Sud e nelle Isole emerge ancora la Sardegna, che con circa 670 spettacoli (6% dell’offerta nazionale) presenta il più elevato rapporto tra spettacoli e numero di abitanti. 

Con poco meno di 2,4 milioni di spettatori, il settore del Balletto ha guadagnato circa mezzo milione in più di ingressi e presenze, per un incremento pari al 24% rispetto al 2022. Come per l’offerta, anche la domanda ha superato i livelli pre-pandemici: rispetto al 2019, il pubblico è aumentato di circa il 6%. Sul territorio, invece, la distribuzione appare più polarizzata nelle regioni del Nord e del Centro Italia, dove, inoltre, il tasso di crescita sull’anno precedente è ovunque più alto rispetto alla media del Paese. La Lombardia detiene il record di partecipazione con oltre 400 mila spettatori (17% del pubblico nazionale). Insieme al pubblico è in crescita anche la spesa complessiva, che per il 2023 supera di poco i 41 milioni di euro, realizzando quasi dieci milioni in più sull’anno precedente (+31%). Il valore è praticamente tornato ai livelli del 2019, in cui il volume di affari si aggirava intorno ai 40 milioni di euro. Gli incassi per il Balletto si concentrano in poche regioni, prevalentemente al Nord, caratterizzate da dinamiche di offerta e domanda premianti: prima tra tutte la Lombardia, che riunisce quasi un quarto della spesa nazionale (24%), per un valore di circa 10 milioni di euro; segue il Lazio con oltre 5 milioni di euro, e il Piemonte, che ne raccoglie circa 4,7 milioni.

Concerti pop, rock e leggera

I concerti di musica pop, rock e leggera continuano a crescere anche nel 2023, superando quota 36 mila eventi (+16% sul 2022). Rispetto ai livelli pre-pandemici, il numero di spettacoli è praticamente raddoppiato (+98% sul 2019). Non essendoci più, nel 2023 l’effetto connesso alla riprogrammazione degli spettacoli annullati causa pandemia è prevedibile che questi numeri possano essere tecnicamente replicabili anche in futuro. E per il momento i primi dati del 2024 sembrano confermare l’andamento. Per quanto riguarda il numero dei soggetti organizzatori di spettacoli di musica pop, rock e leggera sia aumentato del 59% rispetto al 2022. A livello territoriale permane un forte accentramento nelle regioni settentrionali e centrali del Paese e, in particolare, in quelle dotate di maggiore capacità in termini di strutture ospitanti (arene, grandi stadi) e di infrastrutture di collegamento (Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte in primo luogo, ma anche Lazio e Toscana), fattore di fondamentale importanza nell’organizzazione di grandi eventi, in particolare di artisti internazionali. Con 23,7 milioni di spettatori realizzati nel 2023 (+13,6 % sul 2022) il settore dei concerti ha quasi raddoppiato i risultati del 2019 (+88%). La Lombardia si conferma la principale tappa italiana per i grandi eventi di respiro internazionale, nonché meta obbligatoria per numerosi altri concerti capaci di generare grande affluenza: con 5,7 milioni di spettatori (+20% sull’anno precedente), la regione rappresenta quasi un quarto della domanda nazionale; seguono Lazio ed Emilia-Romagna che, tuttavia, fanno appena la metà dei volumi. La predominanza dei generi Pop, Rock e Leggera nel comparto della musica dal vivo è particolarmente evidente se si guarda al volume di incassi generato dal settore, che nel 2023 è 894 milioni di euro, pari al 92% dei ricavi complessivi realizzati da tutti i concerti. A contribuire a questo risultato non è solo l’aumento generale del pubblico, ma anche un complessivo incremento dei prezzi dei biglietti. Sulla scia dei rincari generali aumenta, infatti, anche la spesa media individuale, che arriva a circa 37,7 euro (+16,8% rispetto all’anno precedente): si tratta del livello di spesa più alto del settore, pari a circa il doppio di quella per il Jazz e oltre il doppio di quella per la Classica, nonché tra i più alti in tutti i comparti.

Jazz

Per la musica live Jazz in Italia, il 2023 conferma il risultato già ottimo e ben sopra le aspettative realizzato l’anno precedente, che superava di gran lunga quanto fatto nel periodo pre-pandemico. Il numero di concerti, infatti, continua a crescere – e con un tasso a doppia cifra (+10,5%) rispetto al 2022, arrivando a un valore poco inferiore ai 6,7 mila (+42% rispetto al 2019). Gli spettacoli si concentrano in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Il divario di offerta tra le aree settentrionali e centrali del Paese rispetto al Mezzogiorno e alle Isole appare meno netto rispetto agli altri settori dei concerti; inoltre, appare rilevante sottolineare che in tutte le regioni del Sud Italia i tassi di crescita dell’offerta superano largamente la media nazionale, attestandosi su un +31% sul 2022 per l’area. Sempre più spettatori per il jazz in Italia nel 2023, con un +24% rispetto al 2022 (che con i suoi 800 mila spettatori già rappresentava un risultato straordinario per il settore), fino ad arrivare poco sotto la soglia del milione di persone. 

Come per la musica classica e la musica pop, rock e leggera, anche per il jazz i parametri medi di spesa sono aumentati, portando il livello di spesa media individuale oltre i 17 euro (+15% rispetto all’anno scorso). Il generale aumento dei prezzi insieme alla crescita del pubblico hanno generato un effetto positivo sulla spesa complessiva, che per il primo anno supera i 17 milioni di euro, in crescita del 42% sull’anno precedente.

Musica Classica

Con quasi 3,5 milioni di spettatori, il settore dei concerti di musica classica è quello che più cresce sull’anno precedente (una crescita complessiva del +28% rispetto al 2022), segnando la completa ripresa dagli effetti della pandemia per il comparto.

Dal numero di concerti al numero di spettatori raggiunti (quasi 19 mila nel 2023, un aumento del +8,4% rispetto al 2022), lo scorso anno il settore della musica classica ha visto aumentare anche i luoghi che ospitano gli spettacoli e, soprattutto, il numero di organizzatori di concerti, che nel 2023 aumentano del +17,6% rispetto all’anno precedente.

Permane, comunque, una forte disparità territoriale nella distribuzione dei concerti di musica classica nel nostro Paese. Veneto, Lombardia, Lazio e Toscana rappresentano insieme quasi i due terzi del volume d’affari nazionale. Più marcata è la concentrazione della domanda di concerti di classica: rispetto ai 3 milioni e mezzo di spettatori complessivi in tutta Italia, Lombardia e Veneto hanno registrato rispettivamente circa 615 mila e 390 mila spettatori, ovvero il 28,7% circa del totale del pubblico.

Il dato sugli incassi, infine, registra un valore totale di 56 milioni di euro, contro i 38,69 riportati per l’anno 2022: un incremento in un anno del +17,32%.

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