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L’ECOSOSTENIBILITA’ DEI FESTIVAL COME RILANCIO DEL SETTORE CULTURALE POST PANDEMIA

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Umbria Jazz Festival, che ha appena dato avvio all’edizione 2021 (9/18 luglio), reduce dall’aver ottenuto la Certificazione Evento Sostenibile 2021 nell’ambito di ECOEVENTS 2021, affiancato dall’Amministrazione Provinciale di Perugia, da Agis e da Italiafestival, ha organizzato un webinar coinvolgendo gli operatori del settore con l’intento di tenere aperta la discussione concreta sull’impegno per l’ecosostenibilità dei Festival e per rilanciare, a fine pandemia, la vita culturale e turistica dei centri storici italiani, risorsa essenziale per il Paese.

Francesco Maria Perrotta, presidente di Italiafestival, ha posto l’accento sul ruolo cardine dei festival. “L’avamposto principale sono i festival. Si realizzano all’interno di contenitori particolari quali siti archeologici, borghi, comuni fuori dal giro del turismo nazionale e internazionale ma che grazie ai festival ci rientrano da protagonisti. I festival rivendicano un ruolo in questo settore, i festival interpretano qualità culturale ma anche nel campo del rispetto dell’ambente e dei borghi. Chiederemo un tavolo interministeriale sul binomio turismo/cultura coinvolgendo Mic, Ministero del Turismo, della Transizione ecologica e MISE.

Alla proposta di Perrotta gli fa eco il Direttore Generale dello Spettacolo nell’ambito del Ministero della cultura Antonio Parente che rilancia con il coinvolgimento anche del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“Italiafestival ha aderito al Patto per i festival sostenibili e plastic free – ha dichiarato il presidente Perrotta – i festival, luoghi di aggregazione, di innovazione e di contaminazione, possono essere i protagonisti del percorso di crescita di quella consapevolezza ecosostenibile che è indispensabile per affrontare la crisi climatica in cui siamo tutti coinvolti. Il momento di agire è adesso, facendo rete e creando sinergie attraverso la cultura e la musica. Per questi motivi, noi organizzatori di eventi ci impegniamo ad attuare le indicazioni contenute in questo Patto per rendere i nostri festival sostenibili e plastic-free – conclude Perrotta -, cinque azioni concrete che sosteniamo e ci impegniamo a realizzare per rendere i nostri eventi a basso impatto ambientale ed energetico”.

Domenico Barbuto, direttore dell’Agis, ha posto il punto sul ruolo che deve assumere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Il Pnrr purtroppo lo intravediamo spesso come una soluzione ma in realtà è uno strumento che deve portarci verso possibili soluzioni. Diventa determinante il ruolo delle associazioni di categorie, di Agis e Italiafestival in particolare. L’interlocuzione deve essere continua ed efficace, le ricadute devono essere reali sugli investimenti previsti. Ecosostenibilità, è una linea di indirizzo del PNRR ma non serve il PNRR per seguire questa strada, la certificazione Ecoevents conseguita da Umbria Jazz ne è un esempio. La ricerca effettuata da Agis, Italiafestival, Umbria Jazz e Impresa Cultura Italia sulle ricadute territoriali, ha analizzato quali devono essere le ricadute reali della cultura sui territori – conclude e propone Barbuto – , il prossimo anno che ci si incontri per analizzare le ricadute di Umbria Jazz del 2021”.

“Sapevamo che il 2021 ci avrebbe presentato ancora problemi e difficoltà. Solo quando sarà completata l’opera di vaccinazione della popolazione forse potremo avviare un vero ritorno alla normalità – così Gianluca Laurenzi, presidente della Fondazione Umbria Jazz  – . Nonostante ciò abbiamo voluto programmare l’edizione 2021 di Umbria Jazz e continuare il nostro impegno, nei limiti del possibile, per realizzarlo nel migliore dei modi. Oggi Umbria Jazz vuole essere una buona pratica da presentare al Paese, agli operatori di tutto il settore degli eventi, insieme agli amici di Legambiente, di Ambiente e Salute, di ItaliaFestival, dell’Agis. Migliorare l’ecosostenibilità dei festival, come degli eventi culturali e sportivi in senso lato, è un’opportunità per queste attività e per il Paese e per stabilire un nuovo rapporto con il pubblico che partecipa a questi eventi”.

Il presidente della Fondazione Umbria Jazz ha continuato il suo intervento rivolgendosi al Governo, facendo riferimento alla fortunata esperienza del festival e ribadendo che il PNRR è un’occasione irripetibile da collegare alla ripresa economica del Paese per una Ecologia della cultura.

“Bisogna essere chiari e netti, non esistono attività culturali che possano rilanciare la vita dei centri storici e dei borghi italiani senza un importante investimento delle politiche pubbliche. L’intervento dei privati è fondamentale e dovrà crescere, così come dovrà crescere la capacità di partecipazione dei cittadini e la capacità manageriale della gestione di questi eventi, ma senza l’investimento di risorse pubbliche non esistono attività culturali di alto livello che possano trainare e interpretare un rilancio di vitalità di queste aree fondamentali e delicate della vita del Paese. – Continua Laurenzi – Per questo la gestione del PNRR che prevede rilevanti azioni specifiche in questi campi è una sfida che non possiamo perdere, come Governo e come operatori del settore. E per questo ci siamo proposti di offrire una prima occasione di confronto nel vivo del nostro Festival che è un bene prezioso per l’Umbria e per il nostro Paese”.

I PARTECIPANTI

Luigi Colella
Dal 2014 collaboro con Italiafestival, l'associazione dei festival italiani. Ho collaborato per diverse testate giornalistiche scrivendo di attualità, sport e cultura.

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