Nel cuore del Cilento, terra madre della Dieta Mediterranea, prende vita Cilento Food Lab, un progetto che va oltre la semplice didattica gastronomica per diventare un’esperienza culturale e identitaria. Ospitato presso il Centro Sociale di Felitto Piano, il percorso propone otto appuntamenti dedicati alla scoperta del cibo come espressione di comunità, relazione e sostenibilità.
Non un corso di cucina, dunque, ma un laboratorio di cultura viva, dove i saperi antichi dialogano con le competenze contemporanee e la tavola diventa spazio di narrazione collettiva.
La Dieta Mediterranea come patrimonio culturale
Riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la Dieta Mediterranea non è solo un modello alimentare, ma un sistema di valori che intreccia convivialità, rispetto per la terra, stagionalità e trasmissione dei saperi. Cilento Food Lab nasce proprio per restituire questa dimensione culturale e simbolica del cibo, riportando al centro la relazione tra uomo, ambiente e comunità.
Ogni incontro è pensato come un racconto esperienziale, in cui la cucina diventa linguaggio e gesto artistico, capace di custodire la memoria e generare futuro.
Otto incontri per raccontare il Mediterraneo
Il percorso si articola in otto appuntamenti, ciascuno affidato a un protagonista della cultura gastronomica cilentana e mediterranea:
- 8 aprile – Cristian Santomauro
- 16 aprile – Max Costa
- 22 aprile – Geppino Croce
- 29 aprile – Giovanna Voria
- 6 maggio – Alessandro Feo
- 20 maggio – Piero Matarazzo
- 27 maggio – Yuri Buono
- 3 giugno – Rosa Lembo
Ogni giornata prevede due turni – uno base e uno avanzato – per consentire la partecipazione sia di appassionati che di operatori del settore. La didattica è laboratoriale, con il coinvolgimento diretto dei partecipanti e l’utilizzo esclusivo di ingredienti locali, espressione della biodiversità del territorio cilentano.
Ogni tema diventa occasione per esplorare un frammento di identità collettiva, un sapere tramandato che racconta la storia di un popolo e del suo rapporto con la terra.
Il cibo, in questa prospettiva, non è solo nutrimento ma linguaggio culturale, capace di unire generazioni e territori, di costruire ponti tra passato e contemporaneità.
Sviluppo sostenibile
Cilento Food Lab si inserisce nel più ampio movimento di valorizzazione culturale e sostenibile del territorio cilentano, già riconosciuto come culla della Dieta Mediterranea e laboratorio di innovazione sociale.
La cultura gastronomica diventa così strumento di sviluppo sostenibile: promuove la filiera corta, sostiene i produttori locali, educa al consumo consapevole e rafforza il senso di appartenenza.
In un’epoca di globalizzazione alimentare, il progetto riafferma il valore del locale come risorsa universale, dove la qualità del cibo coincide con la qualità della vita e delle relazioni.
Un’esperienza partecipata e condivisa
La partecipazione al Cilento Food Lab è gratuita ma a numero limitato: le iscrizioni, già sold out, testimoniano l’interesse crescente verso esperienze che uniscono formazione, cultura e comunità. Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione, simbolo di un cammino che è prima di tutto umano e culturale.
Ogni incontro diventa un rito collettivo, un momento di scambio e di racconto, in cui la cucina si fa teatro e la comunità diventa protagonista.
Il cibo come arte del vivere
Cilento Food Lab rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa manifestarsi anche attraverso il cibo, inteso come arte del vivere e forma di espressione.
Il progetto restituisce alla cucina la sua dimensione originaria di linguaggio universale, capace di raccontare la storia di un territorio e di generare nuove forme di creatività.
Nel Cilento, dove la terra parla attraverso i suoi sapori, la cultura gastronomica diventa un atto poetico e politico insieme: un modo per custodire la memoria, celebrare la bellezza e costruire un futuro sostenibile fondato sulla conoscenza e sulla condivisione.






























