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Foto di Pierpaolo Polcaro

Eurovision Song Contest 2022

La seconda semifinale di Eurovision

Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo due serate di musica, intrattenimento e qualche eliminazione forse inattesa, prosegue la corsa verso la finalissima di sabato 14 maggio

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. È questo ciò che ci è sembrato di percepire ieri sera all’interno del Pala Olimpico di Torino, mentre assistevamo alla seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest.

È stata senza dubbio una gara più sentita e più partecipata anche da parte del pubblico in arena che, proveniente da tutta Europa (e in parte anche dall’Australia) ha tifato per i suoi beniamini.

Spettatori australiani – Foto di Pierpaolo Polcaro

La posta in gioco, anche stavolta, molto alta: riuscire a staccare un biglietto per la finale di sabato 14 maggio.

Una breve cronaca

Dopo un inizio in grande stile, che ci ha mostrato un inedito Alessandro Cattelan ballerino arrivare anche a levitare (con l’aiuto di figuranti in tute chromakey), si è passati alla scaletta serrata in perfetto stile Eurovision, con la successione delle esibizioni di Finlandia, Israele, Serbia, Azerbaigian, Georgia, Malta, San Marino, Australia, Cipro, Irlanda, Macedonia del Nord, Estonia, Romania, Polonia, Montenegro, Belgio, Svezia e Repubblica Ceca.

Questa volta l’Italia non ha potuto televotare, avendolo fatto già nella prima semifinale, mentre le giurie nazionali hanno espresso i loro voti nel Jury show tenutosi mercoledì 11.

Sorprendenti le inquadrature e le scelte registiche, mentre il vero protagonista è un maestoso palcoscenico dominato dal sole cinetico e da cascate d’acqua e valorizzato da numerosi giochi di luci e colori.

Il palco progettato dall’Atelier Francesca Montinaro di Roma, ispirato ai movimenti e all’illuminazione di un sole cinetico, con un bordo di acqua a cascata. The sunwithin, il sole dentro, è il concept alla base della scenografia – Foto di Pierpaolo Polcaro

Spazio a Sanremo

Sarà forse un modo per esorcizzare la tensione ma quest’anno, tra un intervento e l’altro, i presentatori sembrano divertirsi: ridono, si muovono a tempo, incitano il pubblico. Sembrano essere perfettamente a loro agio.

Nel corso della serata la Pausini, tra un cambio d’abito e l’altro, ha fatto riferimento al Festival di Sanremo, che ispirò la nascita dell’Eurovision nel lontano 1956. Durante la clip che ha fatto seguito, è stato emozionante sentire un pubblico internazionale cantare “Volare” di Domenico Modugno. È stata la dimostrazione che la musica può abbattere le barriere linguistiche. È questo il potere di Eurovision.

L’Interval Act

Durante l’Interval Act abbiamo assistito a un duetto tra Laura Pausini e Mika, sulle note di “Fragile” di Sting e di “People have the power” di Patti Smith.

È stato poi il momento de Il Volo, con Gianluca Ginoble in collegamento da remoto, in quanto risultato negli scorsi giorni positivo al Covid-19. Per l’occasione il trio ha presentato il brano “You are myeverything”, prodotto, arrangiato e orchestrato dal maestro Enrico Melozzi: una nuova versione di “Grande amore”, canzone da loro portata all’Eurovision Song Contest di Vienna nel 2015 e arrivata terza.

I “cavalli di razza”

Nel corso della semifinale è stato possibile assistere anche a estratti delle esibizioni dei restanti 3 Big Five che non avevamo visto martedì sera: Spagna, Regno Unito e Germania.

Non capitava da anni che anche queste nazioni, molte volte negli ultimi posti in classifica, investissero tanto nella competizione, presentando autentici “cavalli di razza”, decisamente apprezzati dal pubblico. In particolare, boato in arena per la spagnola Chanel e la sua “SloMo” e per l’inglese Sam Ryder e la sua “Space Man”.

Il “giardino all’italiana” che ospita i cantanti – Foto di Pierpaolo Polcaro

I risultati

Dopo un paio di recap, è arrivato il momento di dare all’Europa i risultati del televoto.

Non ce l’hanno fatta Cipro, Georgia, Irlanda, Israele, Macedonia del Nord, Malta, Montenegro e San Marino.

Nulla da fare per il nostro (seppur in questo caso rivale) Achille Lauro, cui nonostante un’intonazione non proprio perfetta, va riconosciuto il fatto di aver portato sul palco di Eurovision una grande performance, che ha scaldato ­- visto l’utilizzo copioso del fuoco sul palco è proprio il caso di dirlo­- il pubblico in arena.

La corsa eurovisiva si ferma anche per la maltese Emma Muscat, attiva anche nel nostro Paese, probabilmente vittima di una canzone che non ha valorizzato il suo registro vocale.

Cosa ci aspetta

L’esatta scaletta verrà formulata solo nelle prossime ore. Intanto però conosciamo i nomi delle 25 nazioni che vedremo in finale: Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Lituania, Svizzera, Ucraina, Paesi Bassi, Moldavia, Portogallo. Islanda, Grecia, Norvegia, Armenia, Belgio, Repubblica Ceca, Azerbaigian, Polonia, Finlandia, Estonia, Australia, Svezia, Romania e Serbia.

Bisognerà a questo punto aspettare sabato sera per scoprire quale nazione si aggiudicherà l’ambito trofeo dell’Eurovision Song Contest 2022.

Scritto da

Editor e giornalista, si occupa di comunicazione istituzionale, pianificazione di eventi culturali e marketing librario. È stato vice direttore editoriale di una casa editrice scientifica, redattore e ufficio stampa per diverse realtà del settore. Appassionato di Eurovision Song Contest, ne è stato corrispondente a Vienna nel 2015. Gli piace esaltare la teatralità nei gesti del vissuto quotidiano e in quello che fa ci mette sempre la faccia.

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