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"Manola" Teatro Comunale – Catanzaro – 23/02/2023 AMA Calabria

Recensioni teatro, Teatro

Nancy Brilli e Chiara Noschese impareggiabili in ‘Manola’

Tempo di lettura: 3 minuti

Recensione a cura di Giuseppe Panella

Non si può vivere senza teatro, l’arte che racconta la vita ancor più del cinema. Sulle assi spesso impolverate si assiste dal vivo a frammenti di vita, a storie che fanno ridere o riflettere con narrazioni in cui lo spettatore si rivede. ‘Manola’ con Nancy Brilli e Chiara Noschese è il teatro, quello vero. Quello che ci è mancato in questi ultimi anni ed è tornato prepotente. La pièce scritta da Margaret Mazzantini è andata in scena giovedì 23 febbraio sera al Teatro Comunale di Catanzaro, nell’ambito della rassegna teatrale organizzata da AMA Calabria, diretta da Francescantonio Pollice, e sostenuta dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Calabria.

A distanza di venticinque anni dalla prima messa in scena il testo della Mazzantini non perde lo smalto, acquista maggiore ritmo grazie all’accurata regia di Leo Muscato che, addirittura, lo ha reso conferendo un taglio perfettamente adatto alla scena teatrale. Un lavoro svolto in maniera maniacale, in cui i dialoghi, che altro non sono che due lunghi monologhi, si intrecciano alla perfezione.

La storia si svolge in una stanza d’hotel, che mostra i segni di una catastrofe della quale non si fa menzione. Nella sceneggiatura di Federica Paolini, si sviluppano le vicende di Anemone (Nancy Brilli) e Ortensia (Chiara Noschese), due gemelle eterozigote nate a distanza di 17 secondi, a cavallo della mezzanotte tra giovedì 16 e venerdì 17 novembre.

Ed è questo il segno del destino che mette di fronte due sorelle distanti anni luce l’una dall’altra. Ortensia, che sembra essere marchiata dalla nascita in un giorno infausto, è piena di complessi e fobie, bruttina, piena di peli, intellettuale, in definitiva una sfigata, è l’esatto opposto della vitale, solare ed effervescente Anemone. Un contrasto che le ha messe a confronto e in contrapposizione di continuo. «Fortunatamente ognuna di noi aveva il suo ovulo», le parole di Ortensia risuonano nitide e forti, sottolineando un conflitto esistente ancor prima della nascita.

Le due protagoniste parlano in maniera insistente l’una dell’altra, o meglio si raccontano a Manola, un personaggio che sulla scena non esiste, ma che viene rappresentato dal pubblico stesso; quasi un voler abbattere la “quarta parete”, quel muro immaginario che si pone idealmente tra il palcoscenico e il pubblico. Fatti e punti di vista, ovviamente divergenti, che mettono a nudo in maniera esilarante la loro vera personalità.

Due figure tanto diverse quanto uguali, che lentamente si trasformano, scambiandosi i ruoli e vivendo le situazioni che prima non appartenevano al loro modo di essere. Tutto accade a causa di un amore. Entrambe si innamorano di Poldo/Jean Pauld, anche lui figura descritta ma non presente. Un personaggio visto con occhi diversi, che riesce nell’impresa di far sentire importanti le due sorelle.

L’uomo trasformerà le loro vite e finirà con lo sposare la spensierata Anemone, che con il tempo perderà tutta la sua verve, al contrario di Ortensia. In definitiva lo Yin e lo Yang che si invertono. Un cambiamento che al termine le avvicinerà al punto da farle dialogare tra loro.

I racconti familiari, degli amori, delle speranze, dei contrasti giovanili, vivono attraverso la recitazione perfetta di Nancy Brilli e Chiara Noschese; entrambe perfettamente calate nei ruoli, che richiedono continui cambi di registro e notevole affiatamento. Mai un segno di cedimento in una recitazione veloce e una incredibile padronanza del palcoscenico.

Con Manola si ride e le due attrici sono state impareggiabili, ma l’effetto finale lascia spazio a momenti di riflessione. Un doppio obiettivo gradito fortemente dal pubblico, che ha fatto sentire l’apprezzamento e il calore finale a Nancy Brilli e Chiara Noschese, che hanno lasciato la scena stanche ma soddisfatte di aver fatto vivere agli spettatori una sera di grande teatro.

Il cartellone di AMA Calabria proporrà la prossima settimana un’opera di grande interesse. Giovedì 2 marzo, alle ore 21, al Teatro Comunale di Catanzaro, Francesca Ciocchetti, Filippo Gessi, Teresa Timpano, Francesca Pica, Alfonso Paola e Myriam Chilà saranno i protagonisti di ‘Elegia per la principessa barbara. A proposito di Medea’, con la regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso, la musica dal vivo del M° Alessandro Calcaramo e la voce della cantante Caterina Verduci.

I biglietti di ‘Elegia per la principessa barbara. A proposito di Medea’ potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria al numero telefonico 0961.741241 e 389.0670191 o contattandoci alla mail info@amacalabria.org

Scritto da

Giuseppe Panella è giornalista e critico musicale. Da sempre non limita i suoi interessi alla musica, scrivendo anche di teatro e di libri. Da circa venti anni è addetto stampa di alcuni festival, artisti e radio. Tra le sue collaborazioni quella con MusicalNews, Classic Rock, Vinile, Gazzetta del Sud, Il popolo del blues, Tutto Sud News e Muzi Kult. Nel 2011 ha contribuito con una scheda al libro "Da Mameli a Vasco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani", curato da Maurizio Becker e pubblicato da Coniglio Editore. Nel 2011 e 2012 è stato direttore responsabile di Onda Calabra. Ha un suo blog (www.giuseppepanella.it)

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