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JACOPO SIPARI DI PESCASSEROLI: “VIVERE LA MUSICA VUOL DIRE COMPRENDERE LA NOSTRA VITA”

Tempo di lettura: 6 minuti

Il Festival Internazionale di Mezza Estate, Città di Tagliacozzo, nacque nel 1985 e in 37 anni ha accolto 1400 spettacoli di musica, danza e teatro.

A partire dalla trentacinquesima edizione il Festival ha stabilmente l’Orchestra Sinfonica Abruzzese come Orchestra Residente e ha aperto alla musica leggera invitando alcuni tra gli artisti più rilevanti del panorama nazionale ed internazionale.

Notizie di Spettacolo ha raggiunto il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, direttore d’orchestra di fama internazionale e dal 2017 direttore artistico del Festival.

Un cartellone di alto spessore artistico e culturale quello del 2020. La XXXVI edizione del Festival, dopo il lungo lockdown e in piena emergenza sanitaria, ha subito una radicale revisione. Quanto le restrizioni hanno condizionato le scelte e, in genere, l’organizzazione?

È stato un fulmine a ciel sereno. Avevamo consegnato il programma al Ministero secondo quanto prescritto dai termini della domanda ministeriale. Eravamo sereni e contenti. Poi il buio. Non sapevamo cosa dovevamo fare. Ecco, penso che questa sia la più grande angoscia di noi uomini: il dubbio! Poi con coraggio siamo ripartiti. Grazie alla ferma convinzione del Sindaco Vincenzo Giovagnorio, alla grande forza d’animo dell’Assessore alla Cultura Chiara Nanni e di tutti i miei colleghi, abbiamo completamente stravolto la programmazione. Molti più spettacoli con meno artisti, radicale riduzione del numero dei professori d’orchestra, “doppio turno” per tutti gli eventi con distanziamento e tutto ciò che ormai tristemente conosciamo a memoria.

È stato davvero difficile. Abbiamo, però, avuto una incredibile risposta del pubblico, che dopo mesi di clausura ha manifestato una enorme “fame di cultura”.

Grazie all’Orchestra Sinfonica Abruzzese e al suo direttore artistico Ettore Pellegrino, abbiamo comunque potuto offrire un’ampia programmazione concertistica di grande livello corredata da importanti nomi come Stefano Bollani, Arisa, Massimo Ranieri, Amii Stewart e Alessandro Quarta, Vinicio Capossela, Sergio Cammariere e Karima, Danilo Rea, Nina Zilli, Laura Morante e Alessio Boni.

Il pubblico, in tempo di Covid e così a ridosso dell’isolamento dei mesi precedenti, ha partecipato con entusiasmo al Festival o si sono registrati cali in termini di presenze?

Onestamente credo che abbiamo quasi raddoppiato le presenze. Tagliacozzo è un magnifico borgo medievale a metà strada tra Roma e L’Aquila dove, considerata la particolare bellezza dei luoghi sia in inverno sia in estate, numerosissime sono le seconde case. L’estrema difficoltà dettata dal viaggiare all’estero, unita probabilmente al desiderio di spending review vacanziera hanno riversato sulla città decine di migliaia di persone. È stato probabilmente, in 37 anni di storia, il Festival che ha registrato più presenze.

Sinceramente ce lo aspettavamo, per questo abbiamo, nonostante le immense difficoltà, costruito un calendario davvero ricco e di indubbio valore artistico.

Il Festival ha risposto anche all’urgenza, dopo i mesi di pausa forzata, di creare opportunità di lavoro per le maestranze coinvolte?

Assolutamente sì. Abbiamo cercato di dare lavoro il più possibile ai giovani del territorio, molti dei quali chiaramente ormai avevano tristemente perso il proprio. A ciò si aggiunga il gran numero di artisti, di maestranze, di collaboratori che sono stati coinvolti e che hanno avuto modo di esprimere la propria arte. Un segno di speranza, seppur piccolo, per tutti noi perché si continui, nonostante tutto, a credere in questo magnifico lavoro.

Quale riflessione starà alla base delle scelte artistiche operate per il Festival Internazionale di Mezza Estate 2021? Qualche anticipazione sul cartellone?

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139). Credo fermamente che l’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri sia il giusto titolo per questa mia breve presentazione della 37° edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate.

Dopo lunghi mesi di sofferenze, finalmente, sembra quasi giunto il momento di tornare a sperare e le parole di Dante, proprio a Tagliacozzo, non possono che risuonare potenti, visto il grande regalo che il Sommo Poeta fece alla città con la nota citazione nel suo capolavoro: “là da Tagliacozzo, / dove sanz’arme vinse il vecchio Alardo (Inferno XXVIII 17-18)”.

Un Festival di rinascita, un Festival “di e per” Dante, in occasione delle celebrazioni per il 700° anniversario dalla morte. Un Festival che, soprattutto quest’anno, deve celebrare la vita, l’amore, la bellezza, la gioia e la speranza.

Oltre 60 gli spettacoli, i concerti, gli eventi, che accompagneranno i nostri ormai numerosi affezionati in un lungo viaggio di 34 giorni fatto di emozioni, di luoghi, di attimi, di respiri sulle vie di una piccola cittadina abruzzese, ormai faro luminoso della cultura italiana.

Qualche anticipazione sul cartellone?

Il Festival, in occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta che ha reso immortale Tagliacozzo citandola nel XXVIII canto dell’Inferno, inaugura la propria 37° edizione con un lungo week end di eventi a lui dedicati: straordinaria l’inaugurazione con il Musical dedicato alla Divina Commedia scritto e diretto dal Maestro Marco Frisina (29 luglio), il concerto inaugurale della Orchestra Sinfonica Abruzzese dal titolo “Dante at the Opera” (30 luglio), la “Bestiale Commedia” di Vinicio Capossela (31 luglio), l’omaggio a Dante di Michele Mirabella con il suo “Ma misi me per l’alto mare aperto” (1 agosto).

Ampia attenzione alla musica leggera con artisti straordinari come Vinicio Capossela (31 luglio), il Trio Mario Biondi, Fabrizio Bosso e Pino Jodice con la Brass Band del Conservatorio di Pescara (8 agosto) per “Omaggio ad Al Jarreau”, Noemi con “Metamorfosi Tour” (11 agosto), Fabio Concato & Paolo di Sabatino Trio (12 agosto), Tosca con “Morabeza” (14 agosto), Fiorella Mannoia con “Padroni di Niente Tour” (21 agosto), Francesco de Gregori e Band Live con “Greatest Hits” (23 agosto).

Grande attesa per il concerto “Napoleone, omaggio ai 200 anni dalla morte” (9 agosto) con il triplo di Beethoven affidato alle stelle della classica Michele Campanella, Erica Piccotti e Gabriele Pierannunzi con ISA diretta da Dian Tchobanov. L’evento è stato scelto per la prestigiosa rassegna “Estate all’Italiana Festival” in collaborazione con ItaliaFestival e Ministero degli Esteri.

Un 15 agosto celebrato con il grande concerto di Donata d’Annunzio Lombardi, Premio Puccini 2019, con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Pescara diretta da Jacopo Sipari di Pescasseroli con un omaggio alle “Donne di Puccini” con la straordinaria partecipazione del tenore di fama mondiale Misha Sheshaberidze.

Il “Piano Solo” di Giovanni Allevi (7 agosto) e le “Lettere dal Manicomio” di Simone Cristicchi (19 agosto), lo show di Giorgio Panariello (22 agosto) e gli spettacoli di Debora Caprioglio dedicato a Maria Callas (2 agosto) e di Giuliana de Sio con Favolosa (10 agosto) arricchiscono le stelle del festival.

Il Jazz incontra la classica con il M° Ettore Pellegrino (6 agosto), direttore artistico della Sinfonica Abruzzese, che torna a Tagliacozzo con il suo doppio concerto dedicato a Bach in Jazz per un concerto straordinario orchestrato da Roberto Molinelli che dirigerà il 13 agosto il grande omaggio alle musiche dei Queen.

La rassegna 2021 arricchisce la fortunatissima rubrica intitolata “Tagliacozzo Notturna” di Alessandro Zerella dedicata a spettacoli musicali alle 23.30 in luoghi rappresentativi di Tagliacozzo: tra questi, di particolare suggestione lo spettacolo “Notturno d’Amore” (2 agosto), il Concerto a lume di Candela del pianista italiano Davide Dellisanti (5 agosto) e l’atteso “Concerto delle stelle” (9 agosto) con Luca Bricchi ed Emanuele Gentile.

Sono 3 le opere liriche in programma: l’omaggio a Dante con Gianni Schicchi di Puccini con la regia di Giandomenico Vaccari e la bacchetta di Giuseppe Acquaviva, i Pagliacci di Leoncavallo con la straordinaria partecipazione del circo Takimiri per la regia di Chris Catena con Sergio Bologna e Carolina Lopez, il pianoforte di Guido Cellini e la direzione di Giuseppe Aprea e la Traviata di Giuseppe Verdi per la regia di Giandomenico Vaccari e la direzione di Dian Tchobanov tutte in nuovo allestimento.

Ormai tradizionali i Concerti nella Faggeta di Marsia (1 e 8 agosto) di e con Silvano Fusco, quello “al tramonto” (5 agosto) con il Mozart di Gaetano Russo e Ahmed El Saedi, il “Concerto all’alba” (16 agosto) in programma alle 6 di mattina dinanzi al sagrato del Santuario della Madonna dell’Oriente con l’omaggio a Stravinskij per i 50 anni dalla morte.

Numerosi i concerti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese con programmi di assoluto prestigio e i solisti e direttori internazionali Salvatore Quaranta, Cecila Laca, Antonio Bossone, Abigeila Voshtina, Marc Moncusi, Sandor Gyudi, Dian Tchobanov, Sebastian Rouland, Martins Ozolins.

Il mondo dello spettacolo dal vivo è stato messo in ginocchio dalla pandemia. Reputa si potesse fare di più per salvaguardarlo?

Sinceramente penso che nessuno fosse pronto a una cosa del genere. Credo che, indipendentemente da questo momento, i problemi per il mondo dello spettacolo fossero già ampiamente presenti prima del disastro sanitario. Diciamo che il momento ha solo definitivamente portato alla luce tutto questo.

Poiché penso fortemente che “gli imprevisti siano opportunità”, dobbiamo adesso invece non sprecare tutto quello che abbiamo vissuto e anzi utilizzarlo come motore propulsivo per pensare ad un domani davvero migliore per tutti noi che ancora crediamo nella bellezza di questo lavoro.

Lei è il più giovane avvocato del Tribunale Apostolico della Rota Romana. Come si conciliano musica e avvocatura?

È una domanda che mi fanno spesso. Ormai mi dedico quasi completamente alla musica considerando gli impegni quasi totalizzanti. Nonostante questo, è un aspetto imprescindibile della mia vita che mi porto sempre dentro: al di là della mera professione, credo fermamente che la preparazione culturale di un musicista non possa essere esclusivamente limitata a questo mondo. Noi siamo il frutto di quello che abbiamo studiato, delle nostre numerose esperienze di vita. La nostra musica, la sensibilità, l’emotività e la intelligenza musicale intrinseca provengono grandemente da tutto questo.

La grande riforma dei Conservatori in Università, con l’inserimento di numerosi esami, era volta proprio a garantire ai ragazzi una istruzione tanto più ampia possibile anche in campi correlati alla musica ma non strettamente né necessariamente dipendenti.

Avvicinarsi alla musica, comprenderla, viverla vuole dire comprendere la nostra vita, da dove veniamo e in cosa crediamo: tutto questo è imprescindibilmente legato a un vario e profondo livello culturale che deve essere sempre nutrito. Per quanto riguarda me, penso che la lingua latina, base della professione di Avvocato Rotale, sia talmente fondamentale per garantire una grande apertura della mente e del cuore che non può non essere funzionale, in dimensione più o meno variabile, alla grandezza e alla bellezza della musica

Scritto da

Giusi Arimatea è giornalista e critico teatrale iscritta all’ANCT. La sua formazione umanistica si pone al servizio d’ogni esplorazione e lavoro in ambito artistico-culturale. Nel settore giornalistico (cartaceo e online) si occupa prevalentemente di teatro, cinema, letteratura, arte, cronaca e sport. Prolungamento accademico specifico dei settori cinematografico e teatrale sono i percorsi di sceneggiatura, scrittura per corti e drammaturgia. Ha scritto saggi storici, testi per il teatro, soggetti, sceneggiature, dialoghi di cortometraggi e film.

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