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In foto: Valentina Marini, presidente AIDAP

Agis, Danza

Il ruolo dei centri per la danza nella geografia dello spettacolo in Italia

Tempo di lettura: 4 minuti

Funzioni, modelli gestionali e produttivi, co-progettazione, ricambio generazionale, ridefinizione del concetto di impresa culturale e creativa: sono tra gli spunti che ha sollecitato AIDAP, Associazione Italiana Danza Attività di Produzione, ad organizzare il primo Focus tematico / I Centri per la danza in Italia (Cpd-Crid-Ccn), svoltosi martedì 16 maggiopresso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura alla presenza del Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il Presidente della VII Commissione Cultura Senato Roberto Marti, Componente della Commissione Cultura al Senato Luca Pirondini, il Presidente AGIS Francesco Giambrone, il Presidente di FEDERVIVO Marco Parri, la Presidente AIDAP Valentina Marini, la Direttrice alla Produzione Centro di Rilevante Interesse per la Danza Daniela Giuliano e il Direttore Generale e Artistico della Fondazione Nazionale della Danza ATERBALLETTO/Centro Coreografico Nazionale Gigi Cristoforetti.

In foto, a partire da sinistra: VALENTINA MARINI (presidente AIDAP); Gianmarco Mazzi (Sottosegretario di Stato MiC); Luciano Argano (docente Università Cattolica di Milano); Francesco Giambrone (presidente AGIS); Roberto Marti (presidente VII Commissione Cultura Senato della Repubblica); Marco Parri (presidente Federvivo)

“Solo poche settimane fa eravamo in questa stessa Sala a discutere della formazione della Danza, ed oggi siamo di nuovo tutti insieme a discutere dei Centri di Produzione della Danza. Ritengo essere questo un buon segno perché in passato di Danza si è parlato poco – è stato il commento introduttivo del presidente AGIS Francesco Giambrone – La Danza, e in generale lo spettacolo, sono settori che contribuiscono alla crescita del Paese, alla promozione culturale sui territori, all’inclusione e creano lavoro. È quindi giusto investire su questi settori. Investimento vuol dire risorse ma anche aprire una seria riflessione su finalità, obiettivi, missione e funzione delle varie istituzioni. E in questo senso sarebbe un errore non ragionare in termini di sistema, quindi coinvolgendo e comprendendo tutte le realtà che operano in questo settore in un unico ragionamento politico e progettuale, partendo anche dall’ascolto delle esigenze degli operatori, e oggi in particolare di quelli che rappresentano i diversi Centri per la Danza, soggetti recenti ma che stanno crescendo e che cercano risorse e spazi per riuscire sempre più e meglio a produrre cultura e occupazione. Abbiamo una grossa occasione a disposizione e sono i decreti di attuazione del codice dello spettacolo. Voglio confermare al Sottosegretario Mazzi, al Governo e al Parlamento che Agis ci sarà ed è pronta con proposte concrete a partecipare ai tavoli di riflessione sulla riforma dell’intero sistema”.

Durante il focus è stato approfondito il ruolo e lo sviluppo futuro dei Centri per la danza nel nostro Paese con uno sguardo plurale e sistemico. L’obiettivo è stato quello di tentare di tracciare le linee guida per una ristrutturazione del settore nel suo complesso, che tengano conto delle diverse realtà che operano nel settore della danza e che mirino a integrare tra loro vecchi e nuovi strumenti utili a ridefinire il settore all’interno del mondo dello spettacolo.

Oggi la danza e la coreografia contemporanea esprimono pratiche e linguaggi innovativi che producono una nuova autorialità ed opere di alta qualità artistica, mostrando, nello stesso tempo, di sapersi relazionare in modo creativo ed originale con luoghi diversi e non convenzionali.

Quello che manca sono, però, degli interventi adeguati di respiro ampio e sistemico, che possano sintetizzare e disciplinare tutte queste caratteristiche in modo chiaro e funzionale, dando alla danza il giusto spazio all’interno del mondo della cultura e dello spettacolo. Nel nostro Paese, infatti, non sono previsti dei luoghi appositi per le discipline coreutiche, tranne gli 8 Centri per la Danza riconosciuti dal MIC. La danza è infatti costretta ad abitare gli spazi teatrali in qualità di “ospite” e non come “padrone di casa“.

Segnali volti a colmare questo divario sono da rintracciare, seppure a livello amministrativo, in alcune novità introdotte, tra cui, il più significativo, l’introduzione della fattispecie dei Centri di Produzione della Danza, riorganizzati nel recente Dm 2021 nella divisione tra Centri di Produzione (CPD), Centri di Rilevante Interesse (CRID) e Centro Coreografico Nazionale (CCN), che costituiscono un’opportunità per tutto il comparto e per lo spettacolo nel suo insieme, ma anche la premessa di un impegno delle istituzioni verso la creatività contemporanea e l’assunzione di nuove responsabilità. 

L’introduzione di queste realtà nell’ecosistema nazionale ha già generato cambiamenti nella geografia culturale coinvolta e gettando le basi per armonizzare il dialogo con gli Enti Territoriali da un lato, e con la rete europea dall’altro. Con i Centri si è aperta la possibilità di coniugare progettualmente e sui rispettivi territori, produzioni ed ospitalità, avvalendosi di spazi propri e di spazi in collaborazione con altre strutture, innovando così profondamente un sistema troppo spesso atrofizzato dalla chiusura tra discipline e caratterizzato, in Italia, dalla mancanza di teatri riservati alla danza.

Abbiamo voluto riunire attorno al tavolo le Istituzioni con le Associazione e gli operatori che tutti i giorni vivono ed operano nel mondo della Danza affinché possa aprirsi un dialogo aperto e costruttivo, fondato sull’ascolto e la condivisione – ha affermato la Presidente AIDAP Valentina Marini – Al centro di questo primo focus abbiamo posto il tema dei Centri per la Danza perché realtà, ad oggi, di maggiore giovinezza e freschezza di realizzazione. C’era quindi bisogno di approfondire l’argomento e di definire in maniera accurata l’identità della nostra fattispecie prima di andare a mettere a terra delle proposte operative. L’obiettivo è superare una valutazione meramente aziendalista a favore di una che tenga conto dei valori socio culturali generati sia localmente che in termini di sistema in un disegno che armonizzi soggetti, territori e profitto sociale.

Un’occasione per riformare il settore della danza che non può che partire dal territorio, come ha affermato Daniela Giuliano, direttrice alla produzione Centro di Rilevante Interesse per la Danza: “I centri vogliono essere espressione del territorio a cui appartengono e al tempo stesso produrre risonanze ed effetti anche sul piano nazionale e internazionale. È necessario quindi sviluppare la capacità di mettere a sistema le realtà sul territorio, favorendo i processi di crescita e di cambiamento, agevolando gli scambi di risorse e di competenze”.

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