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Agis, Spettacolo

AGIS per il Giorno della Memoria

In occasione del Giorno della Memoria, AGIS ricorda la funzione sociale dello spettacolo dal vivo per la comunità e sul tema della memoria.

Tempo di lettura: 3 minuti

Emozionare, divertire, riflettere e non ultimo: ricordare. L’arte dello spettacolo ha ruolo rilevante all’interno della società, come elemento di coesione per la comunità. E forse è proprio questa la sua missione più importante: quella di ricordare e di non far dimenticare.

In occasione del Giorno della Memoria 2023, AGIS ricorda l’insostituibile funzione dello spettacolo nei confronti della collettività.

Tutto il mondo dello spettacolo sente una forte responsabilità di memoria. Soprattutto nelle sue attività che riguardano il mondo della scuola e della formazione, dove questa è ancora più sentita.
La memoria riguarda i valori più importanti del nostro vivere quotidiano, da cittadini. Riguarda la nostra responsabilità di costruire il futuro e il nostro bisogno di non dimenticare.
Noi pensiamo che AGIS, proprio per il fatto di rappresentare tutto il mondo dello spettacolo, debba oggi confermare che la nostra volontà è e resta quella di mantenere alta l’attenzione su questi temi e fare in modo soprattutto che le nuove generazioni abbiano chiaro quali orrori la storia ha vissuto e che questi si ripetano più.

Francesco Giambrone, presidente AGIS Nazionale

La cultura che si declina come strumento di dialogo con la società, capace di connettere le sue diverse anime tra loro; interagendo con un pubblico sempre più “aperto” e sensibile ai temi del passato, del presente e del futuro.

Lo spettacolo dal vivo come lo intendiamo oggi, fin dalla sua nascita, si è posto come ambito assembleare di confronto su temi politici, civili ed etici. E lo fa portando in scena lavori che affrontino il tema della memoria, contestualizzandolo nel presente e sollecitando il pensiero critico del pubblico.

Filippo Fonsatti, presidente PLATEA Fondazione per l’Arte Teatrale

Un linguaggio universale e intergenerazionale, in grado sia di raccontare e di tenere viva la memoria, sia di riadattarla costantemente nel tempo, fornendo ogni volta una lettura critica e attuale del mondo.

La gran parte dei teatri italiani e molte compagnie indipendenti si sono sempre impegnate per celebrare la Giornata della Memoria con la messa in scena di lavori capaci di stimolare la riflessione e tenere alta la tensione morale. È giusto che su un tema così cruciale siano i giovani a confrontarsi direttamente, senza la mediazione o la lezione degli adulti.

Filippo Fonsatti, presidente PLATEA – Fondazione per l’Arte Teatrale

Lo spettacolo dà la possibilità di mantenere viva la memoria perché riaccende la coscienza attraverso le occasioni di spettacolo e quindi di aggregazione sociale. Perché i temi forti come questo hanno bisogno di essere condivisi con una comunità. In questo senso il cinema, ma in generale l’intero mondo dello spettacolo in tutte le sue forme, rappresenta la forza di non lasciarsi andare dall’oblio.

Mario Lorini, presidente ANEC – Associazione Nazionale Esercenti del Cinema

Attraverso le istituzioni, la scuola e le occasioni di incontro e di aggregazione, lo spettacolo può e deve essere in grado di tramandare e mantenere viva la memoria di un evento drammatico come l’Olocausto e la persecuzione da parte della Germania nazista.

Quello che è importante – aggiunge Lorini – è che il cinema non è solamente un’arte che va insegnata per acquisire un senso critico nella visione, ma anche per i messaggi che lascia. Perché non c’è tema sociale, civile e di intrattenimento che non possa essere amplificato dalla visione collettiva.

Mario Lorini, presidente ANEC – Associazione Nazionale Esercenti del Cinema

Una missione e una responsabilità importante, quella delle istituzioni e il mondo della cultura e dello spettacolo, sottolineata anche da Noemi Di Segni, presidente UCEI.

Il mondo dello spettacolo in tutte le sue forme e sfumature ha una responsabilità importantissima perché arriva e tocca i sentimenti in modo diverso da come potrebbe fare la letteratura, per esempio. Arriva in un modo più veloce, più immediato, che scuote la collettività e crea partecipazione. È una sfida proprio perché dà complemento di questa dimensione più emozionale, che aiuta a immergersi, ed è molto importante.

Noemi Di Segni, presidente UCEI – Unione della Comunità Ebraiche Italiane

Ma la funzione dello spettacolo non può e non deve fermarsi al ricordare. È importante anche raccontare una narrazione ampia e completa sul mondo e sulla comunità ebraica, che sappia coglierne le sfumature e le sue diverse sfaccettature.

Il tema è lavorare in parallelo anche sulle altre dimensioni del mondo ebraico – ha aggiunto la presidente UCEI, evidenziando come il mondo dello spettacolo debba concentrarsi verso – una narrazione in positivo, che faccia capire che la comunità ebraica è un popolo vivo, che ha mille culture, mille estrazioni, mille legami, di tradizioni e di religione.

L’invito è quello di integrare queste due dimensioni: il senso del dovere verso la Memoria e la responsabilità del fare, ma anche riconoscere il valore della cultura ebraica nella sua completezza e totalità.

Noemi Di Segni, presidente di UCEI – Unione della Comunità Ebraiche Italiane
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