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Riccardo Muti - Foto di Silvia Lelli

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Riccardo Muti: «Nel ricordo tragico delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel pensiero dolcissimo di Maurizio Pollini»

Tempo di lettura: 2 minuti

«La musica non descrive, evoca. La musica dovrebbe far pensare, perché è portatrice di pace. Ma il mondo non vuole ascoltare questa parola e insegue la guerra». Un appello, quello di Riccardo Muti, che è risuonato ieri sera nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, prima di eseguire il Concerto in occasione dell’80° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Con lui l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata dal maestro nel 2004. Ai suoi musicisti, Muti ha significativamente scelto di affiancare alcuni strumentisti della Banda dell’Arma dei Carabinieri, nel ricordo degli appartenenti all’Arma che nella strage del 1944 pagarono con la vita un pesante tributo.

80 anni dopo, nel giorno esatto della tragedia dell’eccidio, il maestro è stato chiamato sul podio per dirigere per la prima volta in Italia la Sinfonia n.9, intitolata “Le Fosse Ardeatine”, di William Schuman. Un titolo volutamente scritto in italiano «così, ogni volta che verrà eseguita, il pubblico ricorderà» scrisse il compositore statunitense di origini ebraiche, dopo la visita alle Fosse Ardeatine nel 1967. A completare il programma la Sinfonia n.8, “Incompiuta”di Franz Schubert.

«Il titolo è in italiano, ‘Fosse Ardeatine’ perché non poteva tradurlo, è impossibile tradurre il significato di ‘fossa’, non ha lo stesso impatto» ha spiegato Riccardo Muti prima di cominciare il concerto. «La Sinfonia n.9 di William Schuman esprime uno stato d’animo drammatico per una tragedia terrificante, incomprensibile a mente d’uomo. Nelle varie celebrazioni e ricordi che dell’eccidio abbiamo negli anni fatto non ne diminuisce il significato ma in qualche modo la tensione si allenta. Quando però ero a Chicago ed ho ricevuto questa partitura, scritta dal premio Pulitzer per la musica, ho sentito tutta la ribellione per tale crudeltà e subito l’ho voluta eseguire».

La serata, organizzata dalla Fondazione Luigi Cherubini, è stata promossa con il contributo della Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Roma e della Comunità Ebraica di Roma, il concerto, a ingresso gratuito, è organizzato in collaborazione con ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Ravenna Festival.

Poco prima di inaugurare la serata, Riccardo Muti ha raccolto la platea dell’Auditorium in un minuto di silenzio «Nel ricordo tragico delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel pensiero dolcissimo di Maurizio Pollini: uno dei giganti della musica».

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