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Festival della Valle d'stria 2022 - Palazzo Ducale - Foto di Clarissa Lapolla

Festival, Musica

Il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca festeggia mezzo secolo di storia

Tempo di lettura: 2 minuti

Le colline della Murgia della Valle d’Itria saranno il perfetto sfondo di una delle più antiche manifestazioni estive dedicate all’opera e alla musica vocale: dal 17 luglio al 6 agosto torna, infatti, il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca che, quest’anno, compie cinquant’anni con tre titoli d’opera, concerti, incontri, spettacoli di prosa, giornate di studio, una mostra e la proiezione di un documentario inedito, per un totale di trenta appuntamenti.

Firmato dal direttore artistico Sebastian F. Schwarz e organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, avrà come cornice alcuni luoghi simbolo di Martina Franca – il Palazzo Ducale, il Teatro Verdi, i chiostri di San Domenico e del Carmine, la Basilica barocca di San Martino –, nonché le piazze e le vivaci contrade, insieme alle più belle masserie, fra gli uliveti secolari del territorio pugliese.

Nel 2024 il Festival della Valle d’Itria festeggia, insieme ad artisti, pubblico e cittadini locali, la sua 50ª edizione – ha dichiarato Sebastian F. Schwarz –. Traguardo forse sognato, ma sicuramente mai seriamente contemplato dagli illustri fondatori nel 1975. Invece, la tenacia di chi ci ha creduto, la competenza e la dedizione di chi ci ha lavorato, il coraggio e la qualità delle scelte e delle prestazioni artistiche, l’attrattività di un territorio ‘baciato dagli Dei’ e la curiosità del nostro pubblico – tutto ciò ha contribuito non solo alla sopravvivenza, ma alla crescita del festival e alla popolarità del territorio della Valle d’Itria”.

È stato un percorso lungo e, a tratti, tortuoso – ha poi proseguito Michele Punzi presidente della Fondazione Paolo Grassi –. Ma le difficoltà e gli ostacoli, insieme ai successi e ai riconoscimenti, hanno reso il nostro Festival forte, libero e coraggioso! La passione, la serietà e l’onestà che hanno caratterizzato l’operato di chi in 50 anni ha scritto le pagine di questa storia, ora consentono a noi di camminare su gambe forti verso un futuro che immaginiamo ricco di sfide entusiasmanti!

Tre le opere in programma, con tre diversi stili musicali, dal barocco al Belcanto fino al Novecento, un arco temporale di oltre due secoli: sono Norma di Vincenzo Bellini, Ariodante di Georg Friedrich Händel, Aladino e la lampada magica di Nino Rota.

Il Festival ospiterà, inoltre, un nutrito numero di concerti di musica da camera e liederistica, musica sacra, barocca, sinfonica e incontri con gli artisti, dislocati in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio.
Il 3 agosto a Palazzo Ducale, l’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari diretti da Riccardo Frizza festeggeranno i 200 anni della Nona Sinfonia di Beethoven, patrimonio Unesco, capolavoro simbolo di fratellanza, unità, pace, gioia.

Il Festival si aprirà anche alla prosa e all’audiovisivo. Il 24 luglio, al Teatro Verdi la compagnia milanese Nina’s Drag Queens metterà in scena lo spettacolo Il giardino delle ciliegie di Cechov, opera teatrale di grande coralità, un affresco femminile vario e affascinante, in una nuova, originale versione, diretta da Francesco Micheli. Il 23 luglio verrà, invece, proiettato L’utopia della Valle, il documentario del regista Leo Muscato, scritto con Massimo Bernardini e Laura Perini e prodotto dalla Fondazione Paolo Grassi, che ripercorre la storia di 50 anni di Festival.
Il filmato raccoglie le voci storiche della Fondazione, nonché i racconti di cantanti, registi, direttori artistici, giornalisti, scrittori e maestranze che hanno visto crescere e prender forma l’idea di un festival unico nel suo genere, nato grazie alla tenacia e alla passione di figure illuminate – Paolo Grassi, Alessandro Caroli e, su tutti, Franco Punzi, anima instancabile del festival per quasi mezzo secolo, di cui il documentario regala una preziosa e commovente testimonianza.

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