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Fabio Zuffanti racconta Franco Battiato nel suo nuovo libro

Tempo di lettura: 2 minuti

FRANCO BATTIATO PER SEMPRE
Tutti i dischi e le canzoni
Fabio Zuffanti
(Arcana Edizioni)

Un amore smodato per un artista e la sua musica. Se fosse un giallo si potrebbe dire che Fabio Zuffanti è tornato sul luogo del delitto con il suo nuovo libro ‘Franco Battiato per sempre’, pubblicato da Arcana. Ristampa di ‘Franco Battiato: tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019’, pubblicato dalla stessa casa editrice nel 2020, appare maggiormente curata della precedente versione nella sua veste grafica. Anche i contenuti sono rimasti invariati, con l’unica eccezione della introduzione, un doveroso saluto scritto nello stesso giorno in cui Battiato è venuto a mancare.

Una biografia che racconta il percorso musicale di Battiato attraverso i suoi dischi e i brani che lo compongono. Una scelta anomala ma condivisibile, che conferma come Zuffanti sia la fonte più autorevole nel raccontare un artista che ha saputo raggiungere vette elevate di espressività in diversi generi.

Dal suo esordio del 1965 con il 45 giri ‘L’amore è partito’, flexy disc allegato alla ‘Nuova Enigmistica Tascabile’ sul cui lato B fu inserito il brano ‘E’la fine’ eseguito da Dani Address, al live del 2019 ‘Torneremo ancora’ la narrazione di Zuffanti è un prezioso scrigno in cui si riscoprono gemme a volte sottovalutate.

I primi 45 giri sono la palestra che ha condotto Battiato sulla strada «dei nuovi suoni che arrivavano dall’estero». Una lenta ascesa fatta di insuccessi, ma anche di continue evoluzioni. Curioso anche il fatto che solo al quinto singolo, ‘E’l’amore/Fumo di una sigaretta’, sia potuto apparire nei crediti non essendo, fino ad allora, iscritto alla SIAE. I brani composti con il chitarrista Giorgio Logiri, hendrixiano convinto, potrebbero essere il primo sussulto creativo.

Una carriera contraddistinta da diversi periodi: dal beat alla sperimentazione iniziale, al grande successo ottenuto negli anni ’80, fino al conclusivo live ‘Torneremo ancora’, Zuffanti scrive da musicista parlando di un musicista. La sua è una lettura profonda che consente, anche ai meno attenti,di approfondire ogni brano composto da Battiato. Lavori in cui è importante la presenza di personaggi che lo hanno affiancato nel suo percorso artistico.

Figure di rilievo come Juri Camisasca, Giusto Pio, Manlio Sgalambro, ma anche Francesco Messina, che ha definito l’immagine del cantautore siciliano attraverso le copertine degli album da lui ideate, e Pino Pischetola, suo fonico di fiducia, hanno segnato ogni ‘mutazione’ di Battiato. La continua ricerca non si è mai interrotta, come un’onda che scava continuamente nella sabbia, aprendo sempre nuovi orizzonti ed eliminando i banali confini che, a volte, impone la musica pop.

In ‘Franco Battiato per sempre’ emerge ogni aspetto della personalità del cantautore. Zuffanti come un pittore riesce a mettere in evidenza le sfumature di un personaggio apparentemente introverso; un uomo che nei suoi concerti riusciva a calamitare l’attenzione dello spettatore con i suoi testi complessi, ma che non disdegnava di ballare al ritmo dei suoi brani più orecchiabili come ‘Centro di gravità permanente’ o ‘Voglio vederti danzare’.

Per non oscurare ciò che va oltre la musica, Zuffanti affida al cantautore Fabio Cinti «l’onorevole compito di trattare le opere filmiche di Franco Battiato». Ancora un punto di vista di un musicista, che «in alcune delle distese chiacchierate con Franco» ha sviluppato l’interesse per il cinema. Nell’appendice viene fuori l’immagine di un artista ancora poco maturo ad affrontare il ruolo di regista, il quale senza dubbio sarebbe cresciuto nel tempo. Anche in quel campo Battiato sarebbe riuscito a sviluppare la sua idea di cinema. Un percorso che lo avrebbe portato a ottenere gli stessi riconoscimenti che ha ricevuto con la musica.

(giuseppepanella.it)

Scritto da

Giuseppe Panella è giornalista e critico musicale. Da sempre non limita i suoi interessi alla musica, scrivendo anche di teatro e di libri. Da circa venti anni è addetto stampa di alcuni festival, artisti e radio. Tra le sue collaborazioni quella con MusicalNews, Classic Rock, Vinile, Gazzetta del Sud, Il popolo del blues, Tutto Sud News e Muzi Kult. Nel 2011 ha contribuito con una scheda al libro "Da Mameli a Vasco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani", curato da Maurizio Becker e pubblicato da Coniglio Editore. Nel 2011 e 2012 è stato direttore responsabile di Onda Calabra. Ha un suo blog (www.giuseppepanella.it)

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